mercoledì 22 luglio 2009
di Cinzia Isola
Per raggiungere i suoi obiettivi, compresa la realizzazione delle ormai famose quattro centrali nucleari, Il Governo coltiva il terreno della “s-valutazione” ambientale . Norme di alleggerimento , che possono spianare la strada all'energia atomica. Norme di alleggerimento, in nome della semplificazione, dei vincoli di tutela ambientale. Segnali tangibili e inequivocabili delle mire del Governo emergono anche dal decreto “anti crisi”. E la denuncia, quella più infuocata, arriva proprio dalle fila della destra.
L'articolo 4 del decreto anti crisi, ieri, ha fatto infuriare il ministro all'ambiente Stefania Prestigiacomo. Di cosa si tratta? Semplice: il Ministero e gli enti locali non saranno più i custodi della tutela ambientale del territorio nel quale saranno realizzate centrali di produzione e reti di distribuzione dell'energia . Il via libera sarà in mano ad un unico responsabile che, di fatto, andrà a sostituire i 60 esperti della commissione Via-Vas (valutazione di impatto ambientale - valutazione ambientale strategica) e i 20 esperti della commissione Aia (Autorizzazione integrata ambientale).
Insomma, l'articolo contestato del decreto anti crisi, approvato dalle Commissioni Finanze e Bilancio della Camera , «sopprime di fatto il ruolo del ministero dell' Ambiente nel delicato iter autorizzativo per la realizzazione di centrali di produzione e per le reti di distribuzione di energia, ed esautora ogni ruolo degli enti locali». A dirlo è lo stesso ministro Pdl, in quota a Forza Italia: «Una norma deleteria per l'ambiente e per la salute dei cittadini».
La ministra siciliana rompe gli indugi e tira fuori le unghie: «Si tratta di un provvedimento di inaudita gravità, inaccettabile per chi, in questa legislatura, ha sbloccato nel rispetto della normativa ambientale, in pochi mesi, centinaia di pratiche di valutazione di impatto ambientale, che paralizzavano la realizzazione di importanti opere per lo sviluppo del paese».
«Né la legge obiettivo, né la recente normativa approvata nel gennaio 2009 sui commissari straordinari per le opere strategiche - prosegue la nota del ministero - hanno mai escluso le tutele ambientali e della salute dei cittadini, imposte dal diritto comunitario». Esatto: con la Direttiva CE 42/2001 del Parlamento e del Consiglio europeo, è stata codificata, a livello europeo, la Valutazione ambientale strategica. Uno strumento per valutare le conseguenze ambientali di politiche, piani e programmi. E assicurare che gli effetti ambientali siano completamente inclusi e affrontati in maniera appropriata fin dalle prime fasi del processo decisionale, alla pari delle considerazioni economiche e sociali
.«Chiedo modifiche sostanziali a questo articolo - ha annunciato il ministro - e denuncio il metodo attraverso il quale ministeri non competenti in questa materia sono diventati, in nome della semplificazione, portabandiera di una norma deleteria per l'ambiente, per la salute dei cittadini, e persino per la stessa semplificazione perché fonte certa di contenzioso amministrativo e comunitario e quindi di blocchi delle procedure».
Per rafforzare lo sconcerto davanti ad una norma incomprensibile, il ministro all'ambiente ha sottolineato: «Questa norma potrebbe perfino applicarsi alle centrali nucleari. Francamente, con il lavoro puntuale e trasparente svolto finora proprio in materia di autorizzazioni ambientali per gli impianti energetici, mi chiedo: una norma simile a chi giova?»
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