mercoledì 22 luglio 2009
Sulla Sardegna incombe l’ennesimo scippo: il governo Berlusconi potrebbe annullare l’accordo sulle entrate, raggiunto con il governo Prodi dalla precedente giunta regionale, guidata da Renato Soru. In base al decreto anticrisi, il presidente del consiglio dei ministri può modificare per decreto il regime delle entrate delle regioni autonome dopo aver consultato il comitato delle regioni e informato l’amministrazione interessata. Tuttavia il regime potrebbe essere modificato anche se si manifestasse parere contrario.
La denuncia arriva dal deputato Pd Giulio Calvisi che, in commissione Bilancio, ha trovato sponda tra i colleghi di altre regioni speciali. Nel corso della seduta Calvisi è riuscito ad ottenere dal relatore un emendamento, che precisa: il decreto del presidente del consiglio può essere varato “compatibilmente con gli statuti regionali”. Una soluzione giudicata, tuttavia, dal deputato sardo “insufficiente e ambigua”.
«Sono a rischio i 1.700 milioni di euro netti che ogni anno, a partire dal 2010, devono entrare nelle casse della Regione sarda. È una norma - ha dichiarato Calvisi - palesemente incostituzionale. Chiedo al presidente Cappellacci di attivarsi subito perché il governo ritiri quella disposizione».
Il governatore, chiamato in causa, ha precisato: «L'autonomia speciale della Sardegna è una conquista storica direttamente connessa alla condizione di insularità, e come tale recentemente rilanciata in occasione della riforma quadro del federalismo fiscale». Per il presidente Cappellacci, “rivisitazioni” del regime fiscale sono da escludere. Salvo quelle più vantaggiose, «in compensazione degli svantaggi che comporta la condizione di insularità».
(red)
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