mercoledì 1 luglio 2009
di Marco Murgia
Incassa e rilancia, Ugo Cappellacci. Spenta la candelina sui suoi primi cento giorni alla guida della Sardegna, il presidente della Regione si gode la ciliegina. Soddisfa la bulimia di cemento annunciata a più riprese durante la campagna elettorale e divide la torta con i rappresentanti istituzionali e delle associazioni presenti alla conferenza regionale del paesaggio. Incassa il sì più o meno convinto di tutti e rilancia: Piano casa e Piano alberghi, pronti e cucinati entro la metà di luglio. Tutto con il contentino per gli ambientalisti: «Non è volontà della Giunta mettere da parte quelli che sono i principi ispiratori del ppr», scandisce l'assessore all'Urbanistica Gabriele Asuni.
Un successo, dal punto di vista di viale Trento, questa mattinata al palazzo congressi della Fiera di Cagliari: è l'appuntamento conclusivo delle nove conferenze territoriali messe in campo dalla squadra Cappellacci. Unica azione concreta in cento e passa giorni di governo, a testimonianza dell'ossessione del mattone del nuovo corso di centrodestra. Senza uno straccio di opposizione - parlerà in serata solo Chicco Porcu, consigliere regionale del Pd, per sottolineare che «è evidente che si prepara un nuovo assalto speculativo alle coste sarde» - il gioco è facile facile.
Basta accontentare tutti. Costruttori, albergatori, imprenditori, amministratori in difficoltà con le norme troppo tecniche del piano Soru, e chi più ne ha più ne metta. Gli ambientalisti un po' meno, alla Fiera con il presidente di Legambiente Sardegna. Vincenzo Tiana chiede in sostanza due cose. Che non siano cancellati i principi del ppr vigente: accontentato, almeno nelle dichiarazioni; che al posto del Piano casa ci sia un piano di sviluppo sostenibile che non interessi solo l'edilizia «ma generi posti di lavoro per la gestione di beni paesaggistici sempre più fragili». Ma da quell'orecchio non ci si sente, anzi. Non solo il Piano casa sarà varato entro luglio, ma conterrà anche «le prime modifiche al ppr».
L'annuncio è di Cappellacci, e il rilancio è da brividi. C'è quello per la casa: 11 articoli già in bozza per un piano «che darà grandi possibilità e riguarderà anche gli edifici pubblici, entro metà luglio, dopo un confronto interno alla maggioranza di governo». E c'è quello per gli alberghi, indispensabile per rilanciare il turismo e «consentire alle strutture di recuperare il ritardo finora accumulato», attraverso strumenti urbanistici e «finanziari di largo favore». Centri benessere e turismo congressuale in prima fila, naturalmente: come diceva il premier Berlusconi durante le sue visite nell'isola per la campagna elettorale. Vengono confermate le premialità sulle cubature per chi decide di demolire e spostare la propria abitazione dai 300 metri dalla linea della battigia verso l'interno.
Edilizia senza paesaggio: per quello, il Piano conterrà le norme che andranno a modificare, nell'applicazione, il Piano paesaggistico regionale, in particolare sui beni identitari sulle norme transitorie e sull'applicazione dei Piani urbanistici comunali vigenti alla data di approvazione della Legge salvacoste. Per gli alberghi il presidente della Regione parla di una riqualificazione dell'offerta più che di un aumento dei posti letto: incremento che comunque «non viene escluso». Con l'aggiunta alle concessioni demaniali sulle spiagge, metri quadri in più a seconda del numero delle stanze, gli albergatori possono ben stare tranquilli. Occhio di riguardo anche per il patrimonio produttivo delle imprese sarde: ci sarà la possibilità di ampliare e modificare gli stabilimenti, i capannoni e gli impianti seguendo il principio del risparmio energetico e della bioedilizia.
A fare due più due, il risultato sembra cucito addosso al villaggio turistico-immobiliare di Costa Turchese: guarda caso, robetta che interessa alla famiglia del Cavaliere. La replica di Cappellacci lascia più di un portone aperto: «È nostro interesse garantire a qualunque cittadino regole chiare nel rispetto del nostro territorio. Dopo di che non importa se l'imprenditore si chiama Soru, Cappellacci, Berlusconi o Prodi». Così le cose, il premier non si fa sfuggire l'occasione. L'ostacolo, a questo punto, è solo Paolo Murgia: un pastore che da oltre trenta anni porta nei terreni individuati il suo gregge e tiene testa alle offerte di Edilizia Alta Italia, società del gruppo Fininvest. Battaglia a colpi di carta bollata e soldi, molti, messi sul tavolo: «Su questa terra ho l'usucapione, e non la cedo», racconta a Franco Bechis su “Italia oggi” di ieri: e qualcuno già lo indica come l'unico lin grado di opporsi a Berlusconi. Il Pd, in vista del congresso autunnale e delle beghe interne, ci faccia un pensiero.
© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari