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martedì 30 giugno 2009

Napolitano invita al silenzio-tregua ma ora
sbaglia: non si può tacere contro l'omertà
di chi ha coperto le vergogne di Berlusconi

di Marinella Lorinczi

Dello squallore putrido che stava per riversarsi sul paese la signora Veronica Lario in Berlusconi doveva aver avuto o ricevuto qualche avvisaglia. Oppure ad un certo punto si sarà semplicemente stufata di ciò che sapeva, dai giornali e da altrove, e ha preso pubblicamente le distanze. Queste possono essere pure illazioni, ma è difficile credere che nell'entourage del Presidente del Consiglio nessuno sapesse niente, che nessuno collegasse i fatti e che nessuno informasse, in privato, la persona più esposta alle conseguenze di un comportamento lesivo della dignità di una famiglia.

Ma il lato privato lo possiamo soltanto immaginare e possiamo esprimere solidarietà e comprensione ad una donna che è stata, come moglie, la discrezione in persona. E´stato raccapricciante assistere ai tentativi di infangamento provenienti persino da donne. Tentativi andati a vuoto, o quasi, perchè il vero tsunami, che era in arrivo, inarrestabile, ha spazzato via già da subito qualsiasi possibilità di redenzione del marito attraverso l'insozzamento della moglie.

Quanto al lato pubblico ed istituzionale, non è affatto credibile che nessuno ne fosse informato: servizi di sicurezza, guardie del corpo, segreterie, personale di servizio, autisti, amici ed amici degli amici, avvocati, ministri vari che giuravano sulla purezza dei rapporti con le giovani amiche, che con aria disgustata e indignata gridavano al complotto diffamatorio ordito da giornali di sinistra. Si è anche cercato di zittire autoritariamente, come pure successivamente sull'andamento della crisi (poi smentito, come da copione). L'informazione si recupera però in rete. L'ipotesi del complotto contro un grand'uomo che riunisce mirabilmente finanza, politica e carisma personale è stata appena rilanciata dal Corriere assieme ad un nuovo atteggiamento di supponenza verso la signora Lario. Tremonti pure invita gli Italiani a non guardare dal buco della serratura perchè ci si deve concentrare sulle cose serie, crisi e G8, mentre oramai siamo allo spiattellamento totale e non sollecitato, manca soltanto la minuta elencazione dei dettagli più intimi.

È impossibile che nessuno sapesse nulla di questo giro di ragazze introdotte senza il minimo controllo persino in edifici di rappresentanza governativa. Ci sono vari indizi in proposito, per l'appunto la mancanza di controllo, evidentemente ordinata, oppure l'organizzarsi di una squadra di contrattacco (Bondi, Ghedini, ecc. peraltro maldestri perchè eccessivi e schiumanti di rabbia). Tutti coloro che hanno da perdere da una caduta di Berlusconi, se sapevano hanno taciuto o hanno fatto tacere. Gli strani incidenti capitati alle due ragazze baresi impensieriscono. Tentativi di intimidazione sembrano essere, ma oramai tardivi perchè il pubblico ne sa molto benchè non tutto.

A chi ha manie di grandezza irrefrenabili, ambizioni illimitate (leggi: il Quirinale, il premio Nobel per la pace 2010), a chi induce al culto della propria personalità (“meno male che Silvio c'è” cantato persino davanti alle ragazze da harem riunite in una ola raggiante) senza rammentare la fine che hanno fatto i consimili, a chi è spregiudicatamente straricco mentre buona parte del paese deve stringere la cinghia, a chi si sente al di sopra di tutto e di tutti, è troppo facile dare dell'irresponsabile o del folle politico. Il culto della personalità si regge sul consenso e sulla collaborazione attiva di un esercito di persone interessate nel tenere saldo e in piedi il falso idolo, nel parlamento e fuori. Alcuni cercano di riprogrammarsi nel mentre, altri di spremere fino all'ultimo ogni convenienza e ogni beneficio, ogni occasione, di approfittare, di esser ricompensati. Un esercito tra opportunisti, scodinzolini e semplicemente incapaci ma fedeli, che marcia all'ombra del superuomo e della sua ostentata e insulsa ricchezza. Una rete di collaboratori continuamente intessuta e rattoppata anche attraverso l'omertà (finchè regge, vedi Mills e le ragazze dei festini). Proprio per questo la via più semplice per uscire dai pasticci evitando il travolgimento collettivo è creare l'isolamento e la solitudine intorno al personaggio, l'aura della stravaganza imprenditoriale, della follia, dell'anomalia, dell'eccezionalità. Quest'ultima può servire sia che Berlusconi cada sia che rimanga in sella. Invece le migliaia di 'normali' che hanno servito da piedistallo e che l'hanno servito si preparano certamente a rilanciarsi con o senza di lui.

C'è veramente scandalo in Italia per il fatto che la più impegnativa attività pubblica del premier riguarda la sua vita privata? O c'è piuttosto un ottundimento generale, tra lo smorzare (lo fanno i fedeli incastrati), il non crederci (la gente comune veramente non ci crede, crede piuttosto alla montatura), tra le menzogne e contromenzogne dall'alto che fanno perdere il filo dei fatti incontrovertibili? È impossibile credere che dei genitori sani di mente permettano a una figlia minorenne frequentazioni ambigue. Che ve la preparino con cura (vedi acconciature, album foto). E che non appena è maggiorenne rendano pubbliche, consacrino in qualche modo tali relazioni. Se non fosse vero sembrerebbe la trama di un romanzo alla Moravia. Molti infatti vedono nella lunga sfilza di eventi sempre più “piccanti” (per usare un'espressione d'autore) una fiction fabbricata dai comunisti per odio e per invidia personali e non la squallida realtà avvenuta e dimostrabile, curata da prosseneti. Il personaggio centrale, lanciato strutturalmente nelle smentite a catena molto di più che nell'attività parlamentare e di governo, non vuole però mollare l'alta carica a nessun costo perchè si ritroverebbe nei processi fino al collo. Questo è lo scandalo degli scandali. Potrà egli reggere veramente fino a quest'autunno? A quali costi per il paese?

Ci si può permettere di dissentire rispettosamente dall'invito del Presidente Giorgio Napolitano rivolto ai giornalisti al fine di attenuare tali polemiche in prossimità del G8? Le ragioni di tale invito sono pienamente comprensibili. È un incontro planetario importante, deve svolgersi nelle migliori condizioni e con i migliori risultati, in un clima di piena serenità, fiducia e collaborazione. I giornalisti italiani decideranno forse di sospendere il lavaggio dei panni sporchi davanti agli ospiti. Ma quelli non italiani? Altri scenari sono ancora possibili. Cosa vedrà un capo si stato straniero, per quanto diplomatico, quando incontrerà il premier italiano? Un grande statista? Un geniale imprenditore, come vorrebbe Bondi saggista economico? Un infatigabile utilizzatore finale? E ancora, non sono polemiche futili e non sono nate guardando dal buco della serratura ma dalla porta spalancata per caso, davanti al mondo intero, divertito, incredulo, scandalizzato, sghignazzante, a seconda. E ancora, ci si deve rassegnare ad essere rappresentati in questo modo? Se non altro in attesa di chi potrà più degnamente rilevare la carica? Non è la persona che preoccupa, lo si è ripetuto tante volte, ma il modello che ha costruito e poi incarnato. Questo modello non deve essere esibito sul palcoscenico internazionale come simbolo di un intero paese perchè non lo è.

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