martedì 30 giugno 2009
di Carlo Mannoni
Che Cappellacci fosse bugiardo, politicamente parlando s'intende, non avevamo dubbi. Lo sbugiardammo pubblicamente nel corso della campagna elettorale quando ci accusò, niente di meno, di fare nient'altro che il nostro dovere di amministratori della Regione assumendo le dovute e ineccepibili delibere di giunta. Lui che da assessore regionale al bilancio nel giugno del 2004, con Soru già eletto presidente della Regione, aveva proposto e fatto deliberare 58 volte la giunta regionale assegnando finanziamenti per 190 milioni di euro.
Ne avemmo subito conferma all'atto del suo insediamento nelle funzioni di presidente della Regione: mi disse, e lo comunicò ai mezzi di informazione, che per cortesia istituzionale avrebbe subito convocato la giunta uscente. Il “truce” Soru lo aveva fatto con gli assessori della giunta Masala di cui Cappellacci faceva parte. Lui no, non lo fece e non rispettò il galateo istituzionale. È stata quella prima bugia di Cappellacci da presidente della Regione e su quella strada ha continuato e continuerà, anche se ora lo sbugiardano anche i sardi, tra i quali non sono pochi coloro che nel febbraio scorso lo avevano votato in tandem con Berlusconi.
Si Cappellacci è politicamente un autentico bugiardo. Lo è quando dichiara la sua indefessa operosità, di cui non troviamo traccia nel suo agire da presidente della Regione, e che utilizza come comodo paravento per respingere sdegnosamente le sollecitazioni che gli provengono dalla società sarda e dalle istituzioni locali. Sono emblematici a tale riguardo, e li richiamo come eloquente esempio, i colpevoli e ostinati silenzi davanti alle richieste delle Amministrazioni provinciali di Olbia-Tempio, Sassari e Nuoro, che hanno ripetutamente chiesto di incontrare il presidente della Regione senza mai ottenere risposta alcuna, ma lo sono ancor di più le sue stizzite reazioni - “io lavoro e non ho tempo per le polemiche”- davanti alle contestazioni che gli derivano, e non solo dai suoi nemici, per quel suo continuo “nascondere la faccia” dinanzi alle questioni importanti e indeclinabili.
Ed il suo essere politicamente bugiardo sconfina nel ridicolo, quando lo vediamo e lo sentiamo rivolgersi disperato con un accorato “cari amici” ai contestatori che gliele cantano e gliele suonano a La Maddalena dove si era recato il 20 giugno scorso a portare ai maddalenini, pensate un pò, la buona novella del frate povero nel corso della manifestazione sul G8 dei poveri. Quei “cari amici” subito dopo definiti in tono sprezzante dallo stesso Cappellacci, questa volta al riparo dalle contestazioni, come “gruppo di facinorosi”. A noi quello spudorato - scusate ma non troviamo altri aggettivi - “cari amici” ha ricordato il famoso spot degli anni 90 (“una telefonata allunga la vita”) in cui il simpatico protagonista invocava costantemente un'ultima telefonata per sottrarsi alla fucilazione certa. Ma quella era una sorta di barzelletta e ridevamo, mentre qui siamo nel reale e da ridere c'è ben poco.
Si Cappellacci è, politicamente parlando, proprio un vero bugiardo. Lo è quando sul giornale amico l'Unione Sarda, che gli mette addirittura a disposizione la prima pagina dell'edizione dell'ultima domenica di giugno - di domenica, naturalmente, quando il giornale è più letto - per fare il punto sui primi 100 giorni del suo governo, ricorda con enfasi ai lettori: “abbiamo scelto di caratterizzarci con una minore esposizione su giornali e televisioni…..perché maggiormente attenti alla cura degli interessi esclusivi del popolo sardo che non alla rincorsa di una spettacolarizzazione della politica”. Udite, udite (so che questa espressione irrita Cappellacci e per questo ne faccio volentieri uso), il tono è quello del “cari amici” di La Maddalena, un tono falsamente dimesso ma che disvela invece quello arrogante tanto caro al suo visiting professor Berlusconi, quello del “io lavoro e non ho tempo per le polemiche, tapperò la bocca ai disfattisti!”.
L'attuale Presidente della Regione dice dunque di aver scelto “una minore esposizione su giornali e televisioni”. Noi registriamo invece che non passa giorno nel quale sia l'Unione Sarda che Videolina non esaltino i risultati della giunta Cappellacci, la maggior parte dei quali, quando si tratta di veri risultati e non di pura propaganda, sono stati sino ad ora la conclusione naturale di procedimenti avviati dalla Giunta Soru, al quale peraltro gli stessi mezzi d'informazione non hanno riservato in quasi cinque anni neanche un'intervista. E il sito ufficiale della Regione, quello che fu il miglior sito istituzionale d'Italia? Una continua passerella per il Presidente ed i suoi assessori, senza controparte e contradditorio. Ricordate il servizio del 14 aprile scorso sulla la passeggiata del Presidente e i suoi assessori a Capoterra? Vedetelo (sito regione sardegna), ne vale proprio la pena perché è davvero un cult e vi spiga in cosa consiste “la spettacolarizzazione della politica”.
Come definire dunque il profilo dell'attuale presidente della Regione se non una vera e propria spettacolarizzazione della politica, in taluni casi al limite della farsa? Come il comunicato stampa del 25 giugno scorso dal titolo “Via libera al bando Master and Back 2009”, riportato da stampa e notiziari ed in tutta evidenza sul sito istituzionale della Regione. Partendo dal titolo i migliaia di laureati in protesta da tempo per i ritardi ingiustificati nella pubblicazione del bando devono aver tirato un sospiro di sollievo: tutto risolto dunque, si va alla pubblicazione!
Niente di tutto questo, cari giovani neolaureati, e indietro tutta: Cappellacci con l'ennesima faula (uso il gallurese, faula significa bugia, una favola insomma) ricorda che i gravi ritardi hanno “spinto la Presidenza”, udite udite, “ a occuparsi più da vicino di Master and Back… intraprendendo una serie di azioni di natura organizzativa che porteranno più efficienza ed efficacia nella gestione del programma” e “richiedendo espressamente all'Agenzia per il lavoro di attribuire una responsabilità di progetto univoca ed assegnare quindi tutte le necessarie risorse affinché Master and Back possa essere attuato nel modo migliore”. Tradotto in italiano significa che per il bando i neo laureati debbono ancora aspettare confidando che all'Assessorato al lavoro della Regione riescano a trovare nel frattempo una figura dirigenziale alla quale attribuire “una responsabilità di progetto univoca”.Ditemi se di questi tempi è poco!
La vicenda del Master and Back 2009 mi ricorda quella della prima cinquecento di famiglia comperata di seconda mano ai primi degli anni '60 dal mio fratello maggiore: certe volte il motore facendo le bizze e sussultando non ne voleva sentire proprio di avviarsi, ed a me ragazzino che impaziente gli chiedevo “ma quando parte?” mio fratello rispondeva rassicurante “parte, parte, vedrai che prima o poi parte!”. Pressappoco lo stesso tipo di risposta, in perfetto burocratese, che oggi Cappellacci da ai tanti neo laureati sardi in attesa. Solo che a Cappellacci, checché lui ne dica, non abbiamo lasciato in eredità una cinquecento di seconda mano, perché la macchina c'è ed è buona: bisogna solo saperla guidare.
Ed infine,l'ultima faula del Cappellacci faulaggju (perdonatemi ancora il gallurese ma la balla di Cappellacci è esplosa sabato 27 giugno a Olbia e quindi qui il gallurese è pertinente). La balla riguarda l'appalto del primo lotto della Olbia - Sassari che il Cappellacci ha annunciato dopo aver firmato, proprio ad Olbia, un accordo e con ENAC e la GEASAR (la società di gestione del “Costa Smeralda”) che riguarda, tra l'altro, gli interventi di ampliamento dell'aeroporto di Olbia e la viabilità di accesso all'aerostazione. Lo stesso accordo lo aveva firmato il presidente Soru nella serata del 7 novembre del 2008 a Fiumicino. Ora c'è solo qualche fondo ANAS in più, peraltro già destinato dall'Azienda delle strade, d'intesa con la giunta Soru, per l'allargamento a quattro corsie dei poco più di due chilometri della SS 199 che dallo svincolo della SS 597 conduce ad Olbia. Progetto definito con la giunta Soru ancora in carica e perfezionato nei primi due mesi di quest'anno.
Qui Cappellacci, aiutato dal giornale amico di Cagliari, che il 28 giugno intitola in prima pagina a caratteri cubitali “Sbloccati i fondi del G8, via la primo lotto della Sassari-Olbia “, eguaglia davvero in fatto di mistificazione e travisamento della realtà il suo padre politico putativo e visiting professor personale, Berlusconi.
Ma che cosa porta di nuovo Cappellacci e perché tanta esultanza del giornale amico l'Unione Sarda che ci ricorda l'analogo tripudio dello stesso quotidiano durante la campagna elettorale, quando Cappellacci tentò il colpo ad effetto promettendo ai disoccupati sardi un bonus da 5000 euro x 5 anni come dote da presentare alle aziende? " Con quei soldi" disse Cappellacci "si pagherà' la formazione e si incentiverà l'azienda a tenerselo". "Un colpo a sorpresa" esultò l'Unione Sarda, e tutti a correrle dietro. Che ne è stato di quel bonus se non l'ennesimo bluff volato via come uno dei tanti palloncini dalle mani del candidato Cappellacci?.
Cappellacci non ci porta proprio niente di nuovo. Infatti i fondi FAS (fondi delle aree sottosviluppate) non sono mai spariti perché sono della Regione e la giunta Soru li aveva destinati con la deliberazione del 15 dicembre 2008, per 470 milioni di euro, agli interventi sulla rete stradale fondamentale correlati all'evento G8. La Sassari Olbia per intenderci. Gli stessi fondi resi disponibili con l'ordinanza di Berlusconi dell'agosto del 2008 e subito dopo revocati dallo stesso Berlusconi con il decreto legge del mese di ottobre (quando si dice che il capo del governo questo G8 in Sardegna non lo abbia mai voluto in dispregio al presidente Soru non ci allontana certo dalla realtà!).
Non ci porta niente di nuovo perché il 10 luglio del 2008 la Conferenza unificata Stato-Regioni aveva deliberato, su richiesta del Presidente Soru, di inserire la Sassari-Olbia tra le grandi opere della Legge Obiettivo, inserimento deliberato subito dopo dal CIPE, ed aveva valutato l'intervento ”positivamente ai fini di un possibile cofinanziamento statale”. Conosce tutto questo il Presidente Cappellacci? E, soprattutto, ha battuto cassa a Roma presso il Governo amico che deve onorare la cambiale firmata a Renato Soru?
Al contrario Cappellacci ci porta invece una grande inerzia - la cinquecento questa volta non parte perché nessuno si cura di girare la chiave dell'accensione - perché in quattro mesi, da quando è presidente della Regione, nulla si è mosso delle procedure portate avanti dalla giunta Soru per la realizzazione della nuova Sassari-Olbia, procedure che gli ricordiamo: pubblicati nel mese di agosto del 2008 i bandi di gara per gli 8 lotti della nuova strada; approvati nel successivo mese di settembre nella apposita conferenza di servizio i progetti preliminari, con i pareri paesaggistici della Regione e dello Stato, da appaltarsi mediante appalto integrato; prequalificate ai primi di dicembre per ciascuno degli 8 lotti le imprese da invitare a formulare l'offerta. Oggi attendiamo che queste procedure riprendano ed è una presa in giro per i sardi affermare solennemente che appaltare poco più dei due chilometri della SS 199 in prossimità dell'aeroporto di Olbia, ammesso che lo si faccia, voglia dire che la Sassari-Olbia è al via. Perché al via lo è da tanto tempo senza che la giunta Cappellacci abbia adottato un solo atto al riguardo.
Cappellacci infine, e questo è l'aspetto che più ci preoccupa come sardi, ci pare addirittura poco informato in materia. Gli suggeriamo allora di farsi raccontare come stanno realmente le cose da Mauro Pili che sull'argomento appare invece sempre aggiornato. Ottenute le informazioni lo invitiamo a recarsi doverosamente a Roma non tanto per spegnere la famosa candelina dell'altrettanto famosa torta festeggiando non sappiamo cosa con esponenti di primo piano del governo Berlusconi, ma per far sentire la voce dei sardi, di quelli “incazzati” per dirla alla Sale, e rivendicare l'intervento finanziario governativo per la nuova Sassari-Olbia promesso nella conferenza Stato- Regioni del 10 luglio del 2008.
Ci vada però, ci permettiamo di suggerirgli anche questo, portandosi dietro un registratore con le solenni promesse fatte da Berlusconi in campagna elettorale in lungo e per largo per la Sardegna al grido, un urlo direi, “strade per tutti”. Lo porti con se davvero perché sappiamo che a Berlusconi i registratori, soprattutto in questo periodo, incutono un certo timore.
Abbiamo finito quasi scherzando, ma si può essere seri anche con l'ironia, ricordandoci però, come ci è capitato di scrivere qualche tempo fa, che non siamo su "scherzi a parte", ma siamo a Cagliari in Viale Trento, sede della Giunta regionale, era Berlusconi- Cappellacci.
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