venerdì 26 giugno 2009
di Cinzia Isola
C'è solo un modo per scongiurare gli “inutili allarmismi”, a fronte di un ragionevole timore preventivo: conoscere la mappa nucleare che il Governo intende tracciare sul suolo nazionale. Intanto, il problema non riguarda solo l'installazione di centrali atomiche. Anche perché, una volta realizzate, sarà necessario individuare le aree di stoccaggio delle scorie. La Sardegna non è stata scelta ufficialmente, continua a ripetere senza troppa convinzione il Governo Berlusconi. Viceversa, non è stata neppure scartata. Ci si limita a dire che i siti non sono ancora stati individuati, non che l'Isola ne resterà fuori.
Tra sei mesi, a quanto pare, l'arcano sarà svelato. A questo punto si conosceranno le reali intenzioni del Premier. Se l'ultima festa vorrà farla alla sua amata Isola. Niente farfalle o tartarughe, stavolta, per gli ospiti. Più probabile un bel pacco nucleare. O magari un bel deposito scorie, un regalo a sorpresa, difficile da scartare. Persino da individuare, visto che su tale dono, pende l'ombra sinistra del segreto di Stato.
Niente panico, ma un moderato allarmismo è quanto mai auspicabile. Tenere alta l'attenzione sul “problema” è l'unica arma preventiva a disposizione di quella larga fetta della società che si oppone fermamente al ritorno del nucleare. In Sardegna, ad un mese quasi esatto dalla sua nascita, l'associazione SoleBentu mette in campo la prima iniziativa a sostegno delle politiche energetiche rivolte alle fonti rinnovabili.
L'associazione Solebentu è composta da elementi provenienti da ogni estrazione politica e culturale. Il suo obiettivo, lo testimonia il nome scelto (sole - vento), è valorizzare il sostegno alle energie rinnovabili. Un supporto attivo, alla politica, per promuovere, studiare ed approfondire un nuovo modello di sviluppo, basato su di un consumo etico e consapevole. «Questo - come spiegano nella nota costitutiva - senza sentire l'esigenza di collocarsi in una definita area politica, nella consapevolezza che scelte come quelle legate all'energia siano patrimonio di tutti i cittadini e non di uno schieramento politico».
Un'associazione apartitica che punta a sensibilizzare l'opinione pubblica attraverso varie attività di informazione e promuovendo l'uso e la produzione consapevole di una energia più pulita. «Prendendo spunto dalle dichiarazioni programmatiche del Governatore, dello scorso 20 marzo, che contenevano spunti importanti che evidenziavano la necessità di sostenere le fonti rinnovabili - spiegano i promotori - la nostra associazione ha sentito forte l'esigenza di presentare ai componenti dell'intero consiglio regionale una mozione che li impegnasse a sottoscrivere ed applicare quegli specifici contenuti enunciati il giorno dell'insediamento della Giunta Cappellacci» .
Di seguito, riportiamo integralmente la mozione presentata ai capigruppo del consiglio regionale.
CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
PREMESSO che:
il dibattito di queste ultime settimane si è concentrato sulle politiche energetiche e lo scorso 24 Febbraio il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ha incontrato a Roma una delegazione del Governo francese alla presenza del Presidente Sarkozy.
VISTO che:
in tale occasione è stato approvato un accordo che prevede la realizzazione di almeno quattro centrali nucleari di terza generazione (la prima operativa - dicono - nel 2020) nel territorio italiano, gettando le basi per “un'ampia collaborazione” tra i due Paesi in tutti i settori della filiera - dalla ricerca allo stoccaggio delle scorie.
CONSIDERATO:
che il Presidente della Giunta Regionale della Sardegna, Ugo Cappellacci nella sua relazione di presentazione del Programma di Governo dello scorso 20 Marzo 2009 ha dichiarato:
che non è stata evidenziata la natura oggettivamente costosa dell'energia ottenuta per fissione (in termini di investimento economico, il cui esempio è la vicenda dell'EPR in Finlandia - ufficialmente in ritardo di 3 anni sui tempi di costruzione e costato almeno 2 miliardi di Euro in più di quanto preventivato - ma anche considerando lo smantellamento e la messa in sicurezza degli impianti, senza fermarsi alla sola fase iniziale).
CONSIDERATA ANCORA:
VERIFICATO che:
nel giorno in cui Italia e Francia firmano l'accordo su The Independent esce un'inchiesta che si riporta: “Le centrali nucleari di nuova generazione - che la Gran Bretagna sta progettando di costruire e che sono già in fase di realizzazione in Francia e in Finlandia - sono più pericolose, in caso di incidente, di quelle vecchie che andrebbero a sostituire. A rivelarlo è un'inchiesta del quotidiano britannico 'The Independent', che ha ottenuto una serie di documenti interni all'industria del nucleare dai quali emerge che, sebbene i nuovi European Pressurised Reactors (Epr) siano meno esposti al rischio di guasti, nel caso si verificasse un incidente la fuoriuscita di radiazioni sarebbe molto maggiore e potrebbe fare anche il doppio delle vittime. Un rapporto redatto dalla società francese Edf rivela che l'emissione di isotopi radioattivi di bromo, rubidio, iodio e cesio sarebbe quattro volte maggiore rispetto alla fuoriuscita che si verificherebbe in un reattore tradizionale. Un altro studio della società di smaltimento di scorie radioattive Posiva Oy sostiene invece che l'emissione dell'isotopo iodio 129 sarebbe addirittura sette volte maggiore. Un terzo dossier, redatto dalla Swiss National Co-operative for the Disposal of Radioactive Waste conclude invece che la fuoriuscita di cesio 135 e cesio 137 sarebbe maggiore di 11 volte. A rendere i nuovi Epr più pericolosi in caso di incidente, spiega il giornale, è il fatto che sono stati progettati per bruciare il combustibile nucleare ad una velocità doppia rispetto a quelli attuali, modificando la natura stessa del carburante. Oltre alla Finlandia e alla Francia, dove due reattori di nuova generazione saranno realizzati in Normandia, ad essere interessate alla costruzione degli Epr sono la Gran Bretagna, dove quattro reattori verrebbero realizzati dalla Edf in Somerset e nel Suffolk e l'India, che ne vorrebbe costruire sei.”
Per concludere, mentre il nostro Governo approva politiche energetiche derivanti da tecnologie degli anni '50, dagli Enti locali arrivano, per fortuna, le prime risposte concrete, innovative, capaci di risolvere in tempi brevi e in modo conveniente la crisi energetica. Ad esempio il Comune di Roma ha approvato una delibera che prevede la sostituzione degli impianti semaforici tradizionali con nuove lampade a led.
Una proposta che potrebbe generare una riduzione dei consumi di elettricità del 90%: le attuali lampade hanno, infatti, una potenza da 80W, mentre la migliore tecnologia disponibile offre semafori a led da 7W.
VISTO E CONSIDERATO TUTTO CIO':
chiediamo l'impegno degli Assessori regionali dell'igiene e sanità, dell'assistenza sociale e della difesa dell'ambiente:
A tal fine si chiede espressamente agli Assessori su nominati che:
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