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mercoledì 24 giugno 2009

Tarantini, il premier e Tancredi in Abruzzo
Gli intrecci tra politica e interessi privati,
fenomenologia del Paese e del Parlamento

di Nino Nonnis

Tarantini non è un mediatore sessuale a tempo pieno, di quelli regolarmente iscritti all'albo. È uomo che partecipa a gare d'appalto, un imprenditore insomma, che forse paga regolari tasse e deve battere la concorrenza. Questo verbo è il suo credo e la sua necessità, altrimenti vincono gli altri e lui fallisce, oppure entra in politica. Non penso che abbia procurato tutte quelle donne all'insaputa, come si fa con un regalo inatteso che devi scartare per scoprire quale sorpresa contiene.

Berlusconi gli è amico, o conoscente, o datore di lavori o qualsiasi altra definizione che garbi al Presidente del Consiglio, a meno che non voglia negare anche questa evidenza. Fosse un normale agente muliebre niente di male. Il fatto è che è troppo implicato in affari per non lasciare spazio a dubbi e congetture di illegalità per possibili forzature. Così come potrebbe succedere con le bellezze ospitate nei vari festini.

Il premier può fare i regali che vuole alle sue ospiti, attingendo dal suo patrimonio personale, può spendere cifre esagerate per quelle feste. Sempre meglio che spendere tanti soldi in sigarette come ho fatto io per tanto tempo. Ma se gli fai favori sfruttando il tuo ruolo istituzionale, o ne favorisci addirittura carriere politiche, la cosa assume un altro aspetto e il voto dato a queste candidate da una parte di italiani non sana il problema.

Purtroppo la politica si intreccia sempre più con gli interessi privati. Fini non fa eleggere il proprio avvocato. Silvio ne fa eleggere a casciasa e io mi stupisco quando faccio il conto di quanti avvocati possiede in libro paga, quanti commercialisti. Possibile che ne abbia bisogno e che riesca a sistemarli in politica? Oppure fa come quel politico che andava al mercato e comprava una spigola da uno, un'orata da un altro, calamari un altro ancora, e così per le sogliole, i merluzzi, lo scorfano e le cozze, di Arborea e di Olbia. Tutti possibili elettori.

Arriverà giorno che in Sardegna candiderà una con belle gambe che ha fatto un corso e la farà eleggere. La Carfagna è diventata ministro e nessun sardo sottosegretario. Ma questo è un altro problema. Adesso la Carfagna non sorride più, è seria, senza scollature e non mostra più le gambe. E deu ci creu. Leggo di festini dove la coca girava senza scorrere nei bicchieri. A questo mi rifiuto di credere, proprio per la gravità del fatto. Se fosse vero vuol dire che l'hanno fatto di nascosto.

Un episodio mi chiama all'urgenza della questione morale: non c'entrano feste e aerei di stato, veline e agenzie di animatrici. A L'Aquila il sindaco Cialente ha nominato commissario cittadino per il terremoto un certo Tancredi. C'è stata l'indignazione di molti e lui si è visto costretto a dimettersi, in attesa di tempi più propizi. Perché? Chi è questo Tancredi?

Io ho degli infiltrati in Abruzzo e so certe questioni. Tancredi è stato inquisito e condannato per lo scandalo delle spese per la Perdonanza, la più grande festa della città. Uno che dicono si sia messo in tasca un sacco di soldi. E proprio per questo è stato condannato, anche se gira tranquillo e riverito. E tu proprio a lui dai un incarico di ricostruzione, dopo che la sua onestà ha vacillato? Questo è un caso macroscopico in una situazione critica, ma è forse molto diverso dai tanti casi di inquisiti che siedono tranquillamente in Parlamento? Altro capitolo della cui sussistenza ogni tanto dovremmo ricordarci. Fatto.

(red)

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