mercoledì 24 giugno 2009
di Marco Murgia
Cala il sipario, il decreto Abruzzo è legge. Il teatro è la Camera, per l'ultimo passaggio prima della pubblicazione ufficiale. Per la Sardegna privata del G8 poco e niente: in ultima fila, assiste allo scippo compiuto dal Governo da posizione pure defilata. Il programma d'Aula prevede per l'isola qualche ordine del giorno riformulato e accolto come raccomandazione: in sostanza, roba che in Parlamento non si nega a nessuno. Dentro ci sono promesse, ancora, ma niente di concreto: «Non c'è un impegno, è tutto molto astratto», dice la deputata del Pd Caterina Pes; «Davvero poca cosa», aveva sottolineato il collega Giulio Calvisi durante la seduta: chiedendo comunque il voto del suo documento, naturalmente respinto. Chi applaude soddisfatto è Salvatore Cicu, dai banchi del Pdl: «Attraverso l'accoglimento del mio ordine del giorno», spiega, «è possibile adottare nuove norme affinché si possa prorogare il termine, dal 1 marzo al 1 maggio 2009, per tutelare i diritti acquisiti degli appaltatori in relazione alla loro reale attività svolta». Poco più che una comparsata, nello spettacolino messo su da Palazzo Chigi.
Non che la Sardegna esca dal copione: occupa un posticino all'articolo 17, infilata tra le disposizioni finali del testo. Recita che «sono fatti salvi gli effetti prodotti dalle ordinanze del presidente del Consiglio dei ministri adottate sulla base del decreto del presidente del Consiglio dei ministri in data 21 settembre 2007, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 222 del 24 settembre 2007. Le medesime ordinanze continuano ad applicarsi per assicurare il completamento delle opere in corso di realizzazione e programmate nella Regione Sardegna; nonché di quelle ivi da programmare nei limiti delle risorse rese disponibili dalla Regione Sardegna e dagli enti locali per la diversa localizzazione del Vertice G8, e gli interventi occorrenti all'organizzazione del predetto Vertice nella città di L'Aquila».
Cioè, ed è solo un esempio, il completamento della Sassari-Olbia inizialmente previsto tra le opere correlate al G8 si potrà fare ma solo con soldi della Regione. Dallo Stato niente, neppure un euro: e i finanziamenti erano già previsti, spariti anche quelli. «La realtà è che mancano 500 milioni. La realtà è che sarà la Regione a dover costruire», continua Pes: «La realtà è quello che hanno tolto, il resto sono promesse». L'articolo 17 è quello su cui l'opposizione - dal Pd all'Italia dei Valori - avevano presentato gli emendamenti: 13, tutti respinti in Aula dopo la bocciatura del governo e quella delle commissioni competenti. «Se fossero stati approvati», continua la deputata oristanese, «le nostre richieste sarebbero entrate in legge». Tutto un altro peso rispetto a ordini del giorno accolti come raccomandazioni e per di più riformulati: «Roba che in Parlamento non si nega a nessuno», appunto. Invece niente, con gli esponenti sardi del centrodestra «a fare una battaglia imbarazzata, basata su una raccolta di menzogne».
Però basta questo per la soddisfazione tutta personale di Salvatore Cicu: sulla questione della proroga termini che tutela i diritti delle imprese, spiega il deputato azzurro, «è possibile adottare nuove norme affinché si possa prorogare il termine, dal 1 marzo al 1 maggio 2009, per tutelare i diritti acquisiti degli appaltatori in relazione alla loro reale attività svolta. Saranno riconosciute le percentuali di corrispettivo che devono essere erogate, tali da permettere agli stessi operatori di proseguire l'attività economica intrapresa, nonché l'equo riconoscimento economico di quanto dovuto». Il governo accoglie, ma come semplice raccomandazione: cosa succederà da qui in poi è tutto da vedere.
Lo sa bene l'esponente dell'Idv Federico Palomba: nel suo ordine del giorno, accolto anch'esso come raccomandazione, si impegna il governo a recuperare le risorse necessarie per il completamento delle opere dirette ed indirette, ad adoperarsi per rimborsare le spese documentate sostenute dagli operatori economici in vista del G8 e il mancato guadagno, e a trasmettere al Parlamento una relazione sullo stato delle opere avviate e non concluse.
«Se io credessi all'efficacia degli ordini del giorno», spiega il deputato sardo, «potrei rilevare che si tratta di un documento ben più importante ed impegnativo di quello numero 20 accolto dal Governo, primo firmatario l'onorevole Pili, il quale ha stranamente esultato benché sia poco più che acqua fresca in quanto, con tutta la timidezza e l'ossequiosita' del caso, impegna il Governo a valutare il coordinamento del termine per la perdita dei benefici di maggiorazione previsti per le imprese operanti per il G8. Come si vede il mio odg è nel solco della dura protesta per lo scippo del G8, della pretesa di garanzie di finanziamenti per le opere progettate e della rigorosa richiesta di chiarimenti. Mentre resta confermata la posizione dei deputati sardi del centrodestra, già emersa nei loro imbarazzati interventi nell'ora di fuoco alla Camera sullo scippo dell'evento: cioè la totale acquiescenza a esso».
La conclusione non è meno dura: «calare del sipario su questa torbida vicenda rimane confermato che Italia dei Valori e il centrodestra sono in totale contrasto: valuteranno gli elettori sardi e gli imprenditori se gradiscono o no il vergognoso scippo». Piccolo spot elettorale, ma è il gioco delle parti: nello spettacolino ci sta pure questo.
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