giovedì 18 giugno 2009
di Cinzia Isola
Nessun rimpasto, solo un digestivo per l'Udc. “Il partito delle clientele”, come lo ha ribattezzato il premier Silvio Berlusconi (alludendo alle alleanze a macchia di leopardo sottoscritte con il Popolo delle libertà per i ballottaggi delle elezioni amministrative) salda il conto con il presidente Cappellacci. Il consigliere regionale e coordinatore dell'Udc in Sardegna Giorgio Oppi ha rassegnato le dimissioni alla Camera dei deputati (dove peraltro, stando all'indagine “Camere aperte” non ha brillato per attività, piazzandosi agli ultimi posti tra i deputati sardi di Montecitorio) e si appresta ad entrare in Giunta.
Per lui è pronto l'assessorato all'ambiente, dove, ai primi di luglio, sostituirà Emilio Simeone, in quota al suo partito, che andrebbe a dirigere una Asl. E con il quale sottolinea di avere un “rapporto fraterno”. Ma fratricida è invece la guerra per le poltrone, che in mattinata avevano scatenato il toto rimpasto: “fantasie della politica”, ha precisato Oppi, “Pure fantasie”, ha ribadito Cappellacci. Esatto. Infatti non sono pochi gli esponenti del centrodestra che fantasticavano su tale ipotesi.
Dopo le schermaglie delle scorse settimane tra il capogruppo Udc Roberto Capelli e i Pdl Mariano Delogu e Mario Diana, sembra arrivato il momento della tregua. Anche se, si affrettano a dire i protagonisti, era tutto previsto: «Il mio ingresso in Giunta deriva da accordi politici con il presidente e la maggioranza, per le mie competenze», ha tagliato corto il coordinatore dell'Udc. «È un percorso concordato con lo stesso Simeone, con cui ho un rapporto fraterno, al quale avevo chiesto di fare il primo pezzo di strada, in attesa che io mi liberassi dagli impegni in Parlamento».
La conferma arriva da Bruxelles, dove il presidente Cappellacci è impegnato nel Comitato delle Regioni dell'Ue: «L'ingresso dell'onorevole Oppi nella Giunta regionale era previsto, rientra negli accordi originari in maggioranza. Quest'eventualità, infatti, era stata esaminata all'inizio, ma non concretizzata finora per il ruolo che Oppi ricopre in parlamento».
Gli altri avvicendamenti? “Pure fantasie”. Eppure, come detto, mica tanto campate per aria. Intanto perché è caduta, con la sentenza della Consulta, l'incompatibilità fra le cariche di consigliere e assessore. Ma soprattutto tenuto conto degli assessorati e dei consiglieri regionali coinvolti dai rumors della politica fantasiosa. In corsa c'erano il consigliere del Pdl Ignazio Artizzu, pronto a sostituire l'assessore al Lavoro Maria Valeria Serra.
L'ex alleanzista, il più votato in Sardegna, non ha mai nascosto la legittima delusione per lo scippo della presidenza del consiglio. Affidata all'azzurra Claudia Lombardo: scelta politica, travestita di rosa opportunità. Si “rumoreggiava”, poi, dell'ex portavoce di Forza Italia e consigliere regionale Pdl Pietro Pittalis investito dalle fantasie nell'assessorato al Bilancio, attualmente ricoperto da Giorgio La Spisa, che, a sua volta, sarebbe ritornato all'Industria come all'epoca dell'ingloriosa gestione Pili-Masala.
Intanto, per venerdì, è previsto l'happening a porte chiuse di tutto l'entourage del Pdl sardo: per l'intera giornata, il gruppo in Consiglio regionale, assieme agli assessori e ai parlamentari del Pdl eletti in Sardegna, s'incontreranno a Guspini, dalle 10.30, nell'hotel La Rocca. L'obiettivo dell'incontro, a tre mesi dalla vittoria elettorale di febbraio, è quello di coordinare un'azione comune a favore dello sviluppo della Sardegna, in base alle linee contenute nel programma elettorale.
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