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giovedì 18 giugno 2009

G8, è bluff ufficiale: niente per l'isola
Via la Sardegna dal decreto Abruzzo
Scontro alla Camera, solo promesse

di Marco Murgia

Slitta alla prossima settimana il voto finale sul decreto Abruzzo, ma per la Sardegna e La Maddalena è attesa inutile: in quel decreto non c'è e non ci sarà niente. Tutti respinti gli emendamenti presentati alla Camera dall'opposizione, dopo i pareri contrari di governo e commissione: risultato che era ampiamente previsto, viste le premesse. Resta un ordine del giorno presentato dai deputati isolani del Pdl, quello sì accolto da palazzo Chigi: ma specifica quali saranno gli argomenti discussi e in che sequenza verranno affrontati. Cioè niente, almeno per ora: da lì all'approvazione ce ne passa eccome. Eppure basta quel documento, ai vari Pili e Nizzi e altri, per cantare vittoria: «Tutte le opere del G8 iniziate e programmate a La Maddalena», dicono, «saranno concluse». Di scritto, però, non c'è niente: ancora promesse, ma fatti zero.

È il ritornello degli ultimi mesi, dalla decisione di Silvio Berlusconi di trasferire il G8 in Abruzzo senza neppure avvisare Ugo Cappellacci in poi: tanti annunci e niente riscontri tangibili. Ricordate il G8 sull'ambiente in programma a settembre? L'aveva promesso il Cavaliere, ma il Governo ha respinto un emendamento del Pd che lo inseriva nel decreto. La Sassari-Olbia? Si farà, ma nel decreto non c'è e non ci sono i fondi già stanziati: anzi, non è neppure indicata tra le opere correlate al vertice mondiale. Ora rientra tra quelle per i 150 anni dell'unità d'Italia: è nell'ordine del giorno del centrodestra, ma senza indicazioni ulteriori. I pagamenti alle imprese che hanno lavorato su tre turni per 24 ore al giorno? Presenti anche quelli: il governo ne aveva deciso la contabilizzazione sino al primo marzo, con l'ordine del giorno il termine «dovrà essere esteso sino al periodo in cui si è lavorato su più turni». Dovrà, appunto: ma mica è detto che lo farà.

È la miccia che scatena in Aula la guerra tra esponenti sardi degli opposti schieramenti: da una parte Pili e Nizzi, dall'altra Calvisi, Marroccu, Fadda, Pes, Melis, Palomba. Il deputato dell'Italia dei Valori aveva già annunciato battaglia: «Questo decreto legge toglie fondi alla Sardegna senza darli all'Abruzzo, che rimane sempre povero, mentre la Sardegna lo diventa ancora di più. Avete finto un atto di generosità che non avete messo in pratica, al solo scopo di nascondere l'incolmabile ritardo nei lavori». Nel suo intervento c'è «tutta l'indignazione della comunità sarda per lo scippo cinicamente perpetrato ai danni della Sardegna, con il trasferimento del G8 dalla Maddalena in Abruzzo. Noi non vogliamo guerre tra poveri, ma la realtà è che avete strappato ad un'intera comunità l'evento, i fondi e la dignità». Tutto, sottolinea il coordinatore regionale del partito «nella più totale accondiscendenza delle autorità e dei parlamentari del centrodestra, senza in alcun modo fornire alle aree terremotate gli aiuti di cui hanno bisogno».

Dai banchi del centrosinistra ci avevano pure provato: con l'invito ai colleghi della maggioranza per un fronte unico sardo, buono per chiedere con forza al premier il rispetto delle promesse lanciate in campagna elettorale e ribadite nei mesi successivi. Altro che fronte unico: prima lo schieramento, poi la Sardegna.

Infatti: «Per quanto riguarda i demagogici emendamenti del Partito Democratico», dice Pili, «va ricordato che quando il centrosinistra era al governo della Regione e del Paese per la Maddalena non stanziò nemmeno una lira per realizzare il G8. E appare davvero singolare che oggi si cerchi di speculare sullo spostamento del vertice con emendamenti che mirano solo ad una propaganda di basso profilo su questioni che il governo ha già affrontato anche con il puntuale lavoro dei parlamentari sardi del Popolo della libertà». Le certezze dell'ex presidente della Regione sono granitiche: «L'approvazione dell'ordine del giorno ribadisce, se ce ne fosse ancora bisogno, l'impegno del governo a completare tutte le opere destinate a trasformare la Maddalena nel più importante centro turistico grandi eventi del Mediterraneo». Nel documento si ribadisce anche l'avvio della realizzazione della strada Sassari-Olbia che risulta inserita nei progetti dei 150 anni dell'unità d'Italia.

Di cifre o scadenze neppure l'ombra. Qualcuna la ricorda Calvisi: «Il Governo Berlusconi alla Sardegna non ha dato niente: ha tolto prima l'Olbia-Sassari, 522 milioni di euro destinati dalla giunta Soru e dal Governo Prodi, e poi ha tolto il G8. Vuole regalarci una centrale nucleare, ma noi non la vogliamo e faremo una battaglia dura contro questo “bel regalo” che ci vuole fare». E poi Palomba, che tocca un tasto dolente: «La realtà è una sola: il presidente Berlusconi non ha mai amato la Sardegna, neanche in questo caso. Casomai, l'ha utilizzata: ma per finalità sue». Prende applausi dai colleghi del centrosinistra. Ma niente altro.

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