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giovedì 18 giugno 2009

Atti pubblici, la Giunta blinda il web
Sanna (Pd): «Censura sulle delibere»
Calerà il sipario sulla trasparenza?

Rischia di calare il sipario sulla trasparenza degli atti pubblici della giunta regionale. A lanciare l'allarme Gian Valerio Sanna, che punta l'indice su una recente delibera della giunta Cappellacci. «Cala la censura anche sulle delibere della Giunta regionale. Secondo un copione attualmente assai in voga negli ambienti di governo del centrodestra - denuncia l'ex assessore all'Urbanistica del governo Soru - anche in Sardegna si comincia la marcia di oscuramento della verità, della trasparenza e della corretta informazione».

«Dopo aver messo al sicuro la partigiana strategia informativa dell'Unione Sarda ed accoliti derivati - attacca Sanna - la Giunta adotta una delibera (n.27/4 del 9 giugno 2009) con la quale, invece che rimuovere gli ostacoli che da alcune settimane impediscono l'accesso immediato e sistematico alle delibere della stessa Giunta, alcune delle quali restano oscurate per alcuni giorni, provvede a regolare la formazione degli atti e poi dispone che le delibere siano “di norma pubblicate”, ovvero non più secondo una precisa regola di trasparenza».

Così recita il punto 4 dell'Allegato alla delibera in oggetto (“operativi per le attività preparatorie e per lo svolgimento delle sedute della Giunta regionale”): «fine di conseguire una maggiore snellezza operativa si adotta la seguente procedura: a)le deliberazioni della Giunta regionale sono di norma pubblicate sul sito internet senza obbligo di specifica menzione prescrittiva nel dispositivo di ciascuna; b)deliberazioni non sono pubblicate in tutto od in parte nel sito internet della Regione, nel caso in cui la Giunta lo prescriva, su espressa indicazione del proponente nella lettera di trasmissione della proposta e nella richiesta di inserimento dell'argomento all'ordine del giorno o in corso di seduta, per motivi riguardanti la tutela della riservatezza».

Insomma: le delibere andrebbero di norma pubblicate, ma la Giunta può decidere di non farlo(su espressa indicazione dell'assessore proponente per ragioni di riservatezza). Un passaggio che Gian Valerio Sanna puntualizza: «Viene affermato che per non pubblicare in tutto o in parte gli atti pubblici della Giunta regionale basterà che il proponente assessore ne faccia richiesta nella trasmissione della delibera, per motivi di riservatezza. Ma a ben vedere la disposizione di “norma” assume un valore assai più ampio dal momento che per la riservatezza esistono già norme per l'esclusione degli atti dalla pubblicazione».

Ma non è tutto. Nella stessa delibera si precisa: «lo stesso motivo (tutela della riservatezza, ndr) non vengono pubblicate le deliberazioni riguardanti atti di natura legale». A questo proposito l'ex assessore, attualmente consigliere regionale del Partito democratico, spiega: «Si prosegue escludendo anche le delibere di natura legale così nessuno potrà verificare qualità e quantità del contenzioso che la Regione affronta». Conclude con un «Bene», Sanna. Che significa esattamente il contrario: «Inizia l'era della sottomissione dell'informazione regionale al volere di chi impera. Ancora una volta la maggioranza del Consiglio regionale resterà silenziosa e sottomessa alle nuove direttive dei manovratori».

Se il rischio di minare la trasparenza dell'attività amministrativa è concreto, all'opposizione il compito di vigilare sull'operato della Giunta: divulgando magari con mezzi “propri” le delibere “censurate”.

(c.i)

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