mercoledì 17 giugno 2009
Una Assemblea costituente del popolo sardo da affiancare al Consiglio regionale per l'elaborazione di una riforma dello Statuto. Il Partito sardo d'Azione rilancia la sua crociata costituente, forte dell'accordo programmatico-elettorale con la coalizione di centrodestra nelle elezioni regionali di febbraio: lo fa con una proposta di legge di sei articoli, che detta temi etempi certi. Con una avvertenza: «Terminare anche questa legislatura senza riuscire dopo ben 60 anni a riformare lo Statuto, come è accaduto nella precedente, sarebbe un fatto grave», dicono i rappresentanti dei Quattro mori nel palazzo di via Roma.
Allora ecco la proposta: l'elezione, con il sistema proporzionale, di una assemblea composta da 45 delegati che dovranno elaborare entro sei mesi la bozza di nuovo statuto da sottoporre all'Assemblea sarda per l'approvazione finale e la trasmissione al Parlamento «per la doppia lettura». Giacomo Sanna, Efisio Planetta e Paolo Luigi Dessì fissano nel documento anche i principi che dovranno sostenere la nuova Carta dei sardi: in particolare dovrà indicare «potestà legislative anche in deroga alle competenze riservate allo Stato», individuare una forma di governo che coniughi stabilità e rappresentanza, e riaffermare la necessità di valorizzare il Piano di Rinascita.
L'assemblea dovrà essere eletta in unico turno e il territorio regionale sarà suddiviso in otto circoscrizioni, secondo il numero delle province: «L'istituzione della Assemblea costituente non emargina le prerogative del Consiglio», spiega Sanna, «al quale sarà consegnata la proposta di nuovo Statuto per l'ulteriore discussione e approvazione». In sostanza darebbe maggiore forza proprio al ruolo deliberativo del Consiglio. Per Planetta, il vero antagonista della Sardegna, finora, «è stato lo Stato, che ha sempre tenuto nel cassetto tutte le proposte di riforma presentate dalle regioni».
La speranza è che la proposta di legge sia esaminata al più presto dalla prima commissione con il massimo spirito unitario per accelerarne i tempi di presentazione all'Aula. In base alla proposta sardista, la bozza di statuto dovrà essere oggetto di consultazione con autonomie locali, organizzazioni sindacali, Confindustria, università e con «tutti i soggetti pubblici e privati che possano offrire un effettivo contributo». Il progetto di statuto dovrà essere pronto entro sei mesi per poi essere trasmesso al Consiglio regionale, che avrà trenta giorni di tempo per elaborare la proposta definitiva da sottoporre al parlamento per l'approvazione si sensi dell'articolo 54 dello statuto in vigore. Per l'attuazione della legge la proposta di legge prevede una spesa complessiva di due milioni e mezzo di euro per il 2009.
(red)
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