mercoledì 17 giugno 2009
di Cinzia Isola
Se il grado di attività, da 1 a 10, corrispondesse ai voti scolastici sarebbero tutti bocciati. Se a giudicare non fosse la Gelmini ma il collega Brunetta, sarebbero tutti “fannulloni”. Dopo le e-lezioni di un anno è tempo di pagelle anche per i parlamentari sardi. L'unica a strappare una promozione con una quasi sufficienza è la deputata del Partito democratico Amalia Schirru: dieci proposte di legge come primo firmatario, oltre settanta proposte di legge come cofirmataria. E poi mozioni e interrogazioni che le garantiscono un grado di attività pari al 5,79.
È l'unico giudizio lusinghiero per i rappresentanti sardi, quello conquistato dalla deputata di San Sperate. Così dice il rapporto “Camere aperte”, redatto da Cittadinanzattiva, Controllo Cittadino e Openpolis. Le tre associazioni hanno costituito un Osservatorio civico sul Parlamento italiano e ieri, a Roma, è stata presentata l'analisi della quantità dell'attività, fra aprile-maggio 2008 e aprile-maggio 2009, di ciascun rappresentante del popolo eletto a Montecitorio e a Palazzo Madama nel primo anno della XVI legislatura.
In generale, l'indice di attività attribuito ai deputati sardi è pari a 2,09, inferiore alla media nazionale del 2,3, mentre per i senatori scende all'1,96. Fra i meno presenti in assoluto a Palazzo Madama figura l'ex ministro dell'Interno Beppe Pisanu (Pdl), secondo dietro Marcello Pera per assenteismo, ma bisogna considerare che il senatore sassarese e' anche presidente della Commissione antimafia. La percentuale di presenza dei sardi alla Camera al momento di votazioni e' pari al'80%, nella media, mentre al Senato è dell'82%.
Il risultato di Amalia Schirru conferma l'impegno delle donne in Parlamento: ti deputati, le donne hanno un indice di attività medio di 2,7, mentre gli uomini si attestano leggermente più in basso (2,2). Tra le senatrici e i senatori la differenza è ancora più marcata: le prime hanno un indice di attività di oltre 3 punti, mentre le loro controparti maschili si attestano intorno ai 2 punti. Nelle presenze alle votazioni, le differenze tra i sessi si assottigliano. Alla Camera dei deputati, le donne si attestano intorno all'82%, mentre gli uomini rimangono all'80%.Una situazione simile si riscontra nel caso del Senato (85% per le donne e 82% per gli uomini).
«Le donne - si legge nel rapporto - sono decisamente più attive e più presenti degli uomini. Ciononostante, il numero di donne nei due rami del Parlamento rimane piuttosto esiguo: 127 deputate (su 630 deputati) e 56 senatrici (su un totale di 315 senatori). Una maggiore presenza delle donne nelle liste, ormai, non è più soltanto un problema di uguaglianza (sfida ancora non risolta una volta per tutte), ma anche un problema di riconoscimento del merito».
E infatti: «I parlamentari più attivi nei due rami del Parlamento sono donne: Angela Napoli, deputata del Pdl in Calabria (10), e Donatella Poretti, senatrice del Pd in Puglia (10). Al contrario, i meno attivi in assoluto sono uomini: Denis Verdini (0,09) deputato eletto in Toscana ed ex-coordinatore di Forza Italia, e Marcello Pera (0,19) ex presidente del Senato e ora senatore eletto nel Lazio. Entrambi appartengono al Pdl»
Qualche esempio di “fannullone” e “stacanovista” eletto in Sardegna, può aiutare a chiarire meglio il quadro. Tra i deputati gli stacanovisti sono Amalia Schirru, Pd (,79 ), Luciana Sbarbati, Pd (,56), che figura però anche tra gli assenteisti (24% le assenze ingiustificate). Tra i deputati “fannulloni” si piazza in pole position Arturo Parisi (attività ferma allo 0,43). Tra i senatori il peggiore è Beppe Pisanu (0,26).
Mentre nel registro delle presenze, tra i deputati spicca Paolo Vella del Pdl. Per lui nemmeno un'assenza al momento del voto ( livello di attività stimato al 3,07). Mentre l'assenteista da medaglia d'oro è l'Udc Giorgio Oppi (47%), scarso anche nell'attività parlamentare: appena lo 0,74. Medaglia d'argento per l'attore Luca Barbareschi, candidato paracadutato in Sardegna: 46% di assenze e un livello di attività pari a 1,26. Tra i senatori presenzialisti il podio lo conquista Filippo Saltamartini, eletto nell'Isola tra le fila del Pdl.
Giuseppe Cossiga, sottosegretario alla difesa, racimola un 20% di assenze ingiustificate e un'attività pari a zero. Mentre tra gli stacanovisti, dopo Amalia Schirru, si piazza Federico Palomba dell'Italia dei valori (3,98). A seguire: Paolo Vella, Pdl (3,07), Carmelo Porcu, Pdl (2,68), Paolo Fadda, Pd (2,59), Giulio Calvisi, Pd (2,51), Caterina Pes, Pd (2,44), Bruno Murgia, Pdl (2,17), Salvatore Cicu, Pdl (2,16), Siro Marroccu, Pd (1,95), Guido Melis (1,61), Settimo Nizzi, Pdl (1,37), Mauro Pili, Pdl (1,31), Luca Barbareschi, Pdl (1,26), Giorgio Oppi, Udc (0,74), Piero Testoni, Pdl (0,51). Chiude con un poco lusinghiero primato Arturo Parisi, Pd (0,43).
La classifica dei senatori, dal più attivo al più fannullone, vede prima della classe Luciana Sbarbati, Pd (4,56), seguita da Giampiero Scanu, Pd (2,72). Piergiorgio Massidda del Pdl conquista una terza posizione (2,68). Gli sta dietro il collega di partito Filippo Saltamartini (2,24). A seguire: francesco Sanna, Pd (1,36), Fedele Sanciu, Pdl (1,33), Antonello Cabras, Pd (1,27), Mariano Delogu, Pdl (0.9), Beppe Pisanu, Pdl (0,26).
In generale, a livello nazionale, chi siede all'opposizione sembra lavorare di più - si legge nel rapporto “Camere Aperte”- in termini di coinvolgimento nei processi legislativi, ovvero presentazione di proposte di legge, mozioni, interpellanze, risoluzioni e ordini del giorno e anche di presenza durante le votazioni elettroniche in aula. Fra i gruppi parlamentari il più attivo in entrambi i rami del Parlamento è l' Italia dei valori di Antonio Di Pietro.
(red)
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