martedì 16 giugno 2009
La procura di Roma dice no: niente sequestro delle altre migliaia di foto su Villa Certosa, il premier e i suoi ospiti che farebbero parte dell'archivio di Antonello Zappadu. Se quelle foto esistono, circostanza confermata in diverse interviste dal fotografo sardo, non sarebbero più nella sua disponibilità immediata. Quindi non c'è urgenza, dopo gli accurati controlli e il sequestro di diversi computer sia nella abitazione che sul posto di lavoro del reporter. Torna al mittente l'esposto presentato dal legale di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini, che chiedeva il blocco di migliaia di scatti in base alla violazione dell'articolo 615 bis del codice penale sulla violazione della privacy.
C'è di più: tutto il fascicolo arriverà oggi alla procura di Tempio Pausania, competente per territorio. Insieme ai documenti che vedono già indagato Zappadu per interferenza illecita nella vita privata e tentata truffa ai danni del settimanale “Panorama”, in relazione alle 700 foto scattate a Villa Certosa tra il 2007 e il 2008. Quelle bloccate, il 30 maggio, dopo il primo esposto dello stesso Ghedini.
In questo caso la situazione è diversa. Per l'avvocato di Berlusconi e parlamentare Pdl l'esistenza di quelle foto è «un fatto gravissimo. Chiediamo al Garante e all'autorità giudiziaria che vengano sequestrate tutte le cinquemila fotografie che Zappadu dice di avere scattato. È un vero e proprio archivio, stando a quanto afferma. Per realizzarlo ha commesso plurimi reati, violando la privacy del presidente del consiglio e dei suoi ospiti». Per il procuratore Giovanni Ferrara e il pm Simona Maisto, però, non sussistono gli estremi d'urgenza per mettere sotto sigillo le oltre 5000 foto che il reporter sostiene di aver già venduto all'estero. Anche ammettendo l'esistenza di queste ulteriori foto su Villa Certosa (ne ha parlato lo stesso fotografo ad alcuni quotidiani, “Repubblica” su tutti: il contrattacco di Ghedini parte proprio da quella intervista), queste non si troverebbero nella disponibilità del reporter.
Tutte all'estero, molte già vendute. Lo dice proprio il fotografo agli inviati di Repubblica Paolo Berizzi e Carlo Bonini: «Le 700 foto che mi hanno sequestrato non sono le sole che ho fatto. Se proprio la devo dire tutta, io, tra il 2006 e il 2009, ho scattato cinquemila fotografie. All'aeroporto di Olbia e all'interno di Villa Certosa». Su cosa sia rimasto impresso nella pellicola: «Mettiamola così: nulla di pruriginoso. Piuttosto, direi immagini politicamente imbarazzanti. Penso che delle nuove foto usciranno presto, e non in Italia».
Il contenuto delle foto è l'unica cosa su cui Ghedini e Zappadu sembrano concordare: sono «innocenti», secondo il legale del Cavaliere. «Non è che il presidente abbia qualcosa da temere. Le immagini non rappresentano nulla di rilevante. Ma in uno Stato di diritto è intollerabile che qualunque cittadino, non solo il premier, venga spiato e fotografato all'interno della propria casa».
A preoccupare potrebbero essere invece le foto scattate all'aeroporto “Costa Smeralda”. Il fascicolo sui voli di Stato che vede Berlusconi indagato per abuso d'ufficio sarà trasmesso al tribunale dei ministri entro questa settimana: massimo riserbo della procura sulle richieste che accompagneranno l'invio del faldone. Il procuratore Ferrara, l'aggiunto Achille Toro e i pm Maisto, Ilaria Calò e Giuseppe Saieva, hanno terminato l'analisi delle foto sequestrate a Zappadu e in particolare quelle ritenuti utili per l'inchiesta che ritraggono, all'aeroporto di Olbia, alcuni ospiti del premier tra cui il cantante Mariano Apicella, scendere dalla scaletta di un aereo dell'Aeronautica militare.
La procura ha identificato, oltre ad Apicella, altre tre persone. Alla trasmissione del fascicolo saranno allegate le richieste istruttorie anche in base ad una giurisprudenza consolidata e in particolare ad una sentenza della Corte di Cassazione che aveva giudicato non rilevanza penale - ma solo etica - nel dare ospitalità a terze persone sui voli di Stato già programmati. Anche in virtù di tale pronuncia vennero archiviate le posizioni dell'ex ministro della Giustizia Clemente Mastella e dell'ex vicepremier Francesco Rutelli, coinvolti nell'inchiesta su un volo di Stato organizzato per la premiazione del gran premio di Monza nel 2007. In questo il tribunale dei ministri accolse la richiesta di archiviazione della procura.
(av)
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