martedì 16 giugno 2009
Dopo la contestazione degli studenti dell'Onda durante il viaggio a Roma, dopo l'annullamento dell'incontro con il presidente della Camera Gianfranco Fini per il ritardo di due ore all'appuntamento, per Muammar Gheddafi ecco il no da Sassari. 402 no: tante sono le firme raccolte tra i cittadini dall'associazione LibertAria contro il conferimento al leader libico della laurea honoris causa proposto dalla facoltà di Giurisprudenza turritana.
Il documento, una lettera con centinaia di firme in calce, è stato consegnato ieri al rettore Alessandro Maida dal rappresentante dell'associazione Giampiero Muroni: «Sarà mia cura farlo presente nelle sedi dovute», ha assicurato il rettore. Nessuna risposta e nessuna opinione ufficiale sulla proposta di una laurea al colonnello: anche se, ricorda lo stesso Maida, al Senato accademico non è ancora arrivata una richiesta ufficiale.
La proposta di conferire al leader libico, reduce dalla visita di Stato a Roma, una laurea in diritto internazionale era stata approvata circa un mese fa dal consiglio della facoltà di Giurisprudenza, su proposta del preside Giovanni Lobrano. «Ci appelliamo a lei, come rappresentante della massima istituzione culturale sassarese, per chiederle di non dare il suo assenso», si legge nella lettera, perché «l'università di Sassari non merita la violenza di una scelta che la isolerebbe dal consesso accademico e civile di questo Paese. L'estraneità del leader libico dai principi dello stato di diritto, la sua storia di rapporti ambigui con il terrorismo lungo i decenni del suo potere mai legittimato da un'elezione democratica, lo scarso rispetto per i diritti umani e il pluralismo del suo regime lo rendono del tutto inadatto a ricoprire quel ruolo esemplare che giustificherebbe una laurea».
Se come appare dalle notizie di stampa, prosegue il documento indirizzato a Maida, la decisione ha una «motivazione del tutto politica, in ragione delle posizioni di forza che per varie ragioni il governo libico vanterebbe nei confronti del nostro Paese, La invitiamo a opporsi ancora con maggior forza a un disegno che squalificherebbe la sua e nostra università».
(red)
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