giovedì 04 giugno 2009
Come la benzina: tra qualche tempo anche il cemento potrebbe chiamarsi verde. Per i liberisti dell'edilizia si tratta di carburante super per far ripartire l'economia in cronica riserva e destinata a rimanere a secco nei prossimi mesi, o forse anni. Per i più scettici è l'ennesimo regalo volumetrico ai costruttori o ai proprietari di case, mascherato da un nobile intento, il sempreverde paravento ambientale in salsa destra: volumetrie aggiuntive sì, ma solo come premio per il risparmio energetico. Un regalo-premio che vale un incremento volumetrico del 20%. A rassicurare tutti l'ex delfino di Silvio Berlusconi, vero ideologo del Piano Casa, il deputato sardo Pdl Mauro Pili: «Non è un regalo volumetrico ma un premio per chi investirà a tutela dell'ambiente e del risparmio energetico».
Già, Mauro Pili. È lui il primo firmatario della proposta di legge del nuovo “Piano per riqualificare l'Italia”, che riguarderà non solo la ristrutturazione della prima abitazione ma anche i nuovi edifici e gli immobili turistici. A seguire altri 85 deputati del Popolo delle libertà e della Lega. Una proposta che sarà presentata a Roma già oggi o nei prossimi giorni. A corredo del testo di legge, già pronte le schede particolareggiate regione per regione. Per la Sardegna, ad esempio, qualora si verificasse l'ipotesi “zero” ( nemmeno una richiesta aggiuntiva di concessioni rispetto allo scorso anno), ci potrebbero essere - sostiene Pili - investimenti per 7,8 miliardi di euro e 45 mila potenziali posti di lavoro.
A guardare le cose in grande, invece, per l'Italia intera sarebbe una vera e propria boccata di ossigeno: investimenti per 128 miliardi di euro in due anni e oltre 750 mila nuovi occupati. Mauro Pili ha spiegato le semplici ragioni che impongono la svolta verde: la maggior parte delle abitazioni, oltre il 95%, sono in classe energetica G, ovvero spendono per riscaldamento ed energia elettrica oltre 2.383 euro all'anno per un'abitazione di 150 metri quadrati. «In classe A - informa Pili - spenderebbero appena 200 euro».
Il cemento party, può quindi iniziare. Perciò, via alle danze: si parte col ballo del mattone. Nell'Isola, come riferisce il dossier sono 34.311 edifici mono e bifamiliari interessati dal provvedimento. Ci sono poi 714 edifici interessati alla demolizione e ricostruzione, mentre potrebbero essere realizzati 4.864 nuovi edifici con impatto energetico ambientale in classe A, B e C. Il deputato Mauro Pili, tuttavia, non si è limitato ad elencare i vantaggi economici sotto il profilo nazionale.
Grazie al provvedimento, la Sardegna - secondo Pili - potrebbe assistere alla resurrezione di industrie e imprese in crisi. Ad esempio il comparto chimico ( «Per il risparmio energetico nelle abitazioni si usano materiali chimici prodotti negli impianti sardi»). Oppure in quello del sughero («Materiale usato nell'edilizia anche a fini di risparmio energetico»). E addirittura la Rockwool potrebbe riaprire i battenti in fretta e furia: «La lana di roccia diventerà richiestissima per isolare le costruzioni».
Ora, se la proposta passerà al vaglio di Roma, il piano passerà alla Regione. A questo proposito, ieri, il presidente Cappellacci ha dichiarato che il disegno di legge regionale, proposto dalla Giunta Cappellacci, sul cosiddetto Piano casa potrebbe essere pronto già alla fine di luglio.«Crediamo molto in questo provvedimento per l'attività di rilancio dell'edilizia - ha detto il governatore - e stiamo valutando la possibilità di interventi sui centri storici, esclusivamente su immobili incoerenti con il contesto urbano».
(c.i.)
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