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sabato 30 maggio 2009

Marina Cafè Noir, brividi di fine estate:
Chourmo lavora per la settima edizione
oltre crisi e paure, «Ospiti delle Città»

di Marco Murgia

La prima notizia è che «il festival si fa». Ed è già una gran bella notizia, di questi tempi. Per Marina Cafè Noir niente crisi del settimo anno. Anzi: niente crisi. Ché pure se tutti ne parlano e in giro ci sono poche risorse e «non abbiamo ancora avuto risposte dai partner istituzionali» - che poi sarebbero Regione, Provincia e Comune - l'associazione culturale Chourmo si prepara alla edizione numero sette del suo Festival di letterature applicate. E anche se l'appuntamento è cresciuto negli anni e «Il futuro non è scritto» (titolo della edizione 2008), la ciurma di «Eroi, migranti, pirati» (edizione 2007) torna alle origini: si chiamerà «Ospiti delle città» la quattro giorni in programma dal 10 al 13 settembre nel quartiere della Marina e in tutto il centro storico di Cagliari.

«Ospiti delle città» è qualcosa che ha molteplici significati. La natura metropolitana del festival, appunto: «Di nuovo la città», spiegano Giacomo Casti, Carlo Birocchi e Francesco Adamo a nome dell'associazione, «la città e le sue storie. Anzi, le città, al plurale, perché i luoghi in cui viviamo sono molteplici, come i modi in cui li possiamo vivere: a Cagliari come altrove». Ma anche lo scambio: «Di nuovo ospiti, noi e loro», gli artisti, scrittori, musicisti, attori, disegnatori, «noi di loro e viceversa: ospiti di queste storie e di questo tempo, come lo siamo tutti del quartiere e della città che abbiamo e che ci ha adottato per la nostra festa delle storie, laboratorio permanente».

Significato due, meno artistico ma altrettanto fondamentale: «”Ospiti” ha anche questo senso: non è il contante la merce di scambio che offriamo a chi partecipa». Cioè, a esempio, il rimborso agli scrittori è simbolico, fermo al viaggio pagato, al vitto e all'alloggio per chi arriva da fuori. Poi basta, a parte la possibilità di conoscere la città e la sua gente fuori dai canoni tradizionali, di offrire e ricevere vita ed esperienze.

Ma la questione dei soldi è importante. Serve chiarirlo, molto prosaicamente: «Capiamo e siamo solidali con il Festival di Gavoi», dopo i problemi che l'appuntamento nuorese ha avuto con la Regione, «e speriamo che tutto si risolva per il meglio: ma è anche una situazione a cui siamo abituati. A oggi non conosciamo ancora la dotazione finanziaria che potrebbe arrivare dalle istituzioni, e in queste condizioni risulta difficile organizzare come si vorrebbe». Però c'è anche l'altro lato della medaglia: «Siamo abituati a viaggiare leggeri. Se Arturo Perez-Reverte», giornalista-scrittore spagnolo che fa del noir storico il suo tratto distintivo, «dovesse chiedere troppo non verrebbe».

C'è la crisi economica, certo, e c'è che quando c'è la crisi la cultura ne esce sempre male. Ma dentro Chourmo vince l'ottimismo: «A volte, però, i miracoli esistono: l'ultimo esempio è Paco Ignacio Taibo II», in una delle edizioni passate, «o Roberto Saviano quando ancora non era Roberto Saviano sotto minaccia e sotto scorta , ma tenne 800 persone incollate ad ascoltarlo» con quel grandissimo libro-denuncia che è Gomorra. Solo due esempi tra le centinaia di persone che sono passate in queste stradine di Marina che sino a dieci anni fa o poco più erano praticamente off-limits per gli stessi cagliaritani.

Se sembra poco, ecco l'edizione numero sette: «Come ogni anno le varie anime del Festival - letteraria, musicale, teatrale, visiva - cercheranno l'incrocio reciproco nei vari progetti inediti (anche quest'anno una trentina) che si susseguiranno nelle quattro giornate di settembre. La città, le città, dei migranti e del lavoro, quelle della memoria, delle controculture, della resistenza, del noir: ognuno ha le ossessioni che si merita. Ecco le città che racconteremo, ecco i luoghi che proveremo a condividere». Con Perez-Reverte ma anche Fabrizio Gatti, l'inviato de “L'Espresso”, Stefano Tassinari, Marco Mathieu, Gabriela Ghermardi o Filippo Scozzari solo per fare alcuni nomi. E con la mostra «Frontiere, Migranti e Rifugiati», di Philippe Rekacewicz: giornalista, cartografo e geografo, collaboratore permanente a Le Monde Diplomatique. Roba da centomila visitatori in Francia, la mostra. E la possibilità per il festival, nell'ottica dello scambio, di essere recensito sul giornale francese: Rekacewicz ospite su queste piazze cittadine, Marina Cafè Noir su quelle pagine. Uno spot importante, per Cagliari. E dire, ma questa è una considerazione nostra, che non tutti sembrano riconoscerne le potenzialità.

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