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venerdì 29 maggio 2009

Saras, quattro indagati per la strage
I sindacati si preparano alla mobilitazione
Lo sciopero va avanti:autobotti bloccate

Sono giorni di lutto, amarezza e mobilitazione per il mondo del lavoro. Mentre la magistratura cerca di fare luce e forse giustizia, sulla morte dei tre operai che hanno perso la vita a Sarroch: dalla procura della Repubblica di Cagliari, che ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo plurimo, sono partiti quattro avvisi di garanzia. Uno è stato consegnato, ieri sera, al direttore della Saras, Guido Grosso. Gli altri tre sono stati indirizzati, sempre ieri sera, al personale della Comesa srl e sono stati recapitati al caposquadra Gianni Melis, 54 anni, di Sarroch, al direttore Francesco Ledda, 45 anni, cagliaritano, e Vincenzo Meloni, 52 anni, di Sarroch, capocantiere della società.

Quest'ultimo, il giorno dell'incidente, aveva accusato un malore ed era stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari. Gli avvisi di garanzia sono un atto dovuto, come spiegano dal palazzo di giustizia: per consentire ai responsabili delle società coinvolte nell'inchiesta di poter nominare i propri periti in vista dell'autopsia sulle vittime, in programma per oggi.

Ma intanto, ieri, davanti ai cancelli della raffineria, la protesta non si è placata. Alcune centinaia di operai hanno bloccato i cancelli della Saras, impedendo il passaggio delle autobotti che riforniscono gli impianti ed i depositi di carburante. Il via libera è stato concesso solo alle autobotti cariche di liquidi e gas stoccati nei serbatoi che avevano raggiunto i limiti di sicurezza (zolfo e Gpl). Solo alle autobotti dirette agli ospedali e ad altre strutture pubbliche è stato invece concesso di lasciare la raffineria.

Mentre è stato raggiunto un accordo tra Saras e sindacati per garantire la sicurezza dello stabilimento durante i giorni di sciopero proclamato dalle sigle dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil. Sciopero che dovrebbe concludersi lunedì. Ma già oggi le rappresentanze sindacali incontreranno la direzione della raffineria per un confronto sulle questioni della sicurezza. «Abbiamo sollecitato un incontro con la direzione della Saras - ha spiegato Mariano Carboni, segretario territoriale della Fiom-Cgil -per verificare le condizioni di sicurezza nell'impianto».

I lavoratori chiedono il ripristino del presidio sanitario permanente, che possa fungere anche da centro di primo soccorso, all'interno dello stabilimento, dove al momento è attiva un'infermeria. «Abbiamo chiesto l'apertura di un confronto con Confindustria e le aziende committenti sul tema dell'affidamento degli appalti e della precarietà del lavoro e per ridefinire le misure di sicurezza», ha spiegato il segretario regionale della Fiom-Cgil, Marco Corona.

«Fra le ditte esterne nello stabilimento, a quanto ci risulta, è frequente cominciare il lavoro senza il necessario permesso. In questo caso le cause dell'incidente sono da attribuire a una sottovalutazione e/o a una violazione di elementari norme di sicurezza a vantaggio di una riduzione dei tempi di esecuzione e di una riduzione dei costi delle prestazioni. Un tempo la fermata per le manutenzioni durava quattro mesi, ora è stata ridotta a 45 giorni. La fretta determina un enorme stress nei lavoratori».

«Non siamo disponibili a subire fatti di tale gravità», affermano Fiom-Fsm-Uilm di Cagliari,«Evitare queste tragedie è possibile. L'esaltazione del rapporto tra il contenimento dei tempi di esecuzione dei lavori e l'aumento di produzione hanno posto in secondo piano l'attenzione per la sicurezza di chi lavora. Basta, la vita e la sicurezza dei lavoratori vengono prima di tutto».

I metalmeccanici aderenti a Cgil, Cisl e Uil sciopereranno oggi per quattro ore in tutta la Sardegna. Nell'area di Cagliari e Sassari, per decisioni delle articolazioni territoriali di Fiom, Fsm e Uilm, è stato proclamato uno sciopero di otto ore, di cui quattro a carattere provinciale e quattro regionale.

Intanto è stato definito il percorso della mobilitazione prevista per il prossimo 9 giugno e concordata ieri sera a Tramatza dalle segreterie regionale di Cgil, Cisl e Uil: è stata prevista un'assemblea di mille delegati e dirigenti del settore industria e dei servizi a rete. «Sarà un momento molto importante, non solo per il sindacato ma per tutta la Sardegna», hanno sottolineato i segretari generali Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca. «Si tratta di sollecitare un svolta nelle politiche per lo sviluppo e il lavoro e per riaprire in tempi rapidissimi il tavolo di confronto a Palazzo Chigi tra governo, Giunta regionale e parti sociali. In una situazione di notevole e difficile crisi internazionale, le aree deboli come la Sardegna possono praticare una strategia di rilancio economico solo se verrà accompagnata da una forte e diffusa partecipazione di popolo».

Solidarietà agli operai morti alla Saras è stata espressa anche dal sindaco di Gela Rosario Crocetta che ieri sera si è recato a Sarroch: «Che Italia è un Paese dove gli operai muoiono nelle fabbriche e che ci pone tra i primi posti in Europa per questa tragica piaga? Un'Italia dove crollano i ponti in Sicilia e le scuole in Abruzzo, dove si incendiano i negozi della gente che vuole lavorare, un Paese in cui si impone con forza il problema della legalità? È necessario comprendere che la battaglia per la legalità non è più eludibile, per determinare una società in grado di garantire diritti e libertà».

(c.i)

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