martedì 26 maggio 2009
di Cinzia Isola
Una presenza informale, prevedibile, ma non scontata. In occasione del tour elettorale sardo di Dario Franceschini, la piazza ritrova un Renato Soru testimonial della crociata anti berlusconiana. Prenderà il microfono in mano per dire, come spesso gli succedeva in passato, «due parole». E saranno poche davvero, le sue parole. Poche, ma indirizzate verso l'obiettivo con efficace caparbietà.
«Pochi mesi fa in Sardegna abbiamo avuto un'esperienza elettorale di cui forse non abbiamo compreso l'importanza. Qualcuno, forse per inviare dei segnali, ha scelto di restare a casa. Io sono qui - ha detto l'ex presidente della Regione - per testimoniare che l'unico segnale importante, oggi, è dare un segnale a Berlusconi: la destra dimostra, ancora una volta, di non avere un progetto politico ma solo di accaparramento di potere».
Renato Soru, alla sinistra di Franceschini, che alla sua destra richiamerà l'ex leader della Margherita Paolo Fadda, davanti ad un centinaio di persone radunate in via Manno, non risparmierà i parlamentari sardi del Popolo delle libertà. Parlando di quel “potere” («un potere fine a se stesso»), ha affondato il colpo: «Se non fosse così, i deputati e i senatori del Pdl alzerebbero la voce davanti al comportamento eticamente intollerabile del presidente del Consiglio. Gli lasciano fare cose che noi non accetteremmo dal nostro vicino di casa. Cose - ha sottolineato Soru - che meritano la ribellione di tutti noi».
Una “comparsata”, forse inattesa, quella dell'ex presidente. Da piazza Costituzione ha seguito il mini corteo che accompagnava il segretario nazionale del Partito democratico. Anche se qualche passo dietro il leader, la sua presenza non è passata inosservata. E nel piccolo comizio, per pochi intimi (così sembra prediligere Franceschini), il suo è stato l'intervento più applaudito. Un segnale inequivocabile che la sua apparente rinuncia al ruolo di leader dell'opposizione, non risponde alle esigenze di un elettorato disorientato e disorganizzato. Quello che il Partito democratico, in perenne gestazione, non riesce ad intercettare in maniera decisiva.
© 2008 Nesos Editoriale Indipendente srl - Cagliari