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marted́ 26 maggio 2009

Riecco Sardus-Papi, a Video-Silvio
Cari sardi, cucù. Rischio a venire,
mi faccio intervistare a domicilio.
Lo ri-giuro: vi ri-prenderò per culo

Missing dal 13 febbraio, antivigilia delle elezioni. Da allora, per Silvio Berlusconi la Sardegna ha cessato di esistere. Mai più visto o sentito: tranne a Villa Certosa (senza Noemi, pare), che non è Sardegna ma Berlusconia. Giustamente. Alla larga, dopo lo scatafascio di imbrogli, truffe, scippi contro quei minchioni di oltre 500 mila sardi che avevano votato il suo “lacché” Cappellacci (anche Francheschini dixit). Troppo rischioso. Lo hanno fischiato anche a San Siro, figurarsi se si azzarda a mostrarsi dalla Gallura al Sulcis. Speravamo di essere stati dimenticati, dopo la mega-stangata. Invece no. Rieccolo. Cari concittadini sardi, cucù.

Visione, anzi televisione: non è venuto di persona. L'epifania si è materializzata attraverso Tele-Silvio, stavolta senza il bollino post-it de L'Unione Sarda, che naturalmente ha “sparato” come oro a 24 carati le nuove balle del Cavaliere. Non si azzarda a venire alla montagna-isola? Che problema c'è? Gliela portano a domicilio i maggiordomi di Videolina. Intervista a tutto campo, esclusiva mondiale. Alleluia, annunci mirabolanti.

Ecco: gli impegni presi saranno tutti mantenuti, tutte le opere realizzate e ci aggiungo anche il ponte Olbia-Civitavecchia, niente centrale nucleare, sarete protagonisti in Europa votando Maddalena Calia (io volevo Cristina Ravot, che canta meglio anche di Noemi, è una simil-velina sassarese: peccato, colpa di Veronica). Ah, purtroppo non ce l'ho fatta a darvi il collegio sardo: sarà per un'altra volta. D'ora in poi sarò il vostro Sardus-Papi: altro che quell'archeologo, io sono anche più alto. Vi giuro che manterrò ogni impegno, come già detto. Siete così simpatici. Così facili da prendere per il culo che ho deciso di concedervi il bis. Cucù.

Firmato: Sardus-Papi

(gm)

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