martedì 26 maggio 2009
Ornitologi contro gli uccelli del malaugurio e niente portavoce in quota opposizione. Soprattutto, niente strumentalizzazioni: la critica di Dario Franceschini a Ugo Cappellacci - si comporta «come un lacchè» di Berlusconi - è l'occasione per il Psd'Az di tornare nei ranghi. Senza troppa fretta, però: nessuno tra i Quattro mori prende apertamente le distanze dalle parole del segretario del Pd, nessuno rinnega la mozione che sarà discussa in Consiglio regionale sull'indipendenza della Sardegna dall'Italia. Era stata giudicata duramente da Mariano Delogu, coordinatore del Pdl nell'isola, e da Mario Diana, capogruppo in Consiglio regionale. L'affermazione del leader dell'opposizione, ripresa anche dalla candidata democratica alle europee Francesca Barracciu, è l'occasione per chiarire che l'accordo elettorale tra sardisti e centrodestra non è in pericolo: ma arriva dopo la sfuriata dei compagni di coalizione, e sembra più che altro il modo giusto per nascondere la mano dopo aver lanciato il sasso.
Andiamo con ordine. Venerdì il segretario del Psd'Az Efisio Trincas lancia l'appello sardista ai sardi: il voto per Strasburgo è inutile, a beneficiarne saranno i siciliani quindi non andate a votare. Messaggio chiaro, condito dalla sottolineatura sulla mozione che i consiglieri regionali del gruppo porteranno in Aula: documento che impegna la Giunta Cappellacci a iniziare l'iter per l'indipendenza dell'isola dal resto del Paese. Il giorno dopo, ecco la replica dei vertici del Pdl: non ne sapevamo niente, dicono Delogu e Diana, e sarebbe stato giusto discuterne con gli alleati. Tanto più, aggiungono, che a stupire non è la mozione in sé ma le motivazioni: «In esse sono contenute severe critiche all'attuale governo italiano, e questo non è davvero accettabile». Roba dei sardisti e solo loro, in pratica: in Consiglio nessun appoggio dal Pdl.
Uno scontro bello e buono, insomma: si aggiunge ai malumori che nella maggioranza esistono eccome. L'occasione per mettere una pezza sulla crepa arriva grazie alla visita di Franceschini in Sardegna e al suo attacco a Cappellacci. Ripreso pure dalla Barracciu: «A poco servono le repliche a del presidente della Regione», dice la candidata a Strasburgo, «fino a quando Cappellacci non dimostrerà di essere capace di fare scelte autonome e rispettose dell'autonomia di una Regione che è attualmente asservita al governo nazionale il quale ha già esibito noncuranza, ove non addirittura scorrettezza istituzionale, nei confronti della Sardegna. Non a caso anche il Partito Sardo d'Azione, che pure fa parte della maggioranza, ha pubblicamente sollecitato appena pochi giorni fa l'impegno, evidentemente carente, della Giunta regionale nei confronti dello Stato italiano».
È il passaggio che libera la replica sardista: «Il Psd'az smentisce di aver nominato proprio portavoce l'onorevole Francesca Barracciu», ironizza Giacomo Sanna, «né le ha conferito l'incarico della corretta interpretazione della mozione sull'indipendenza. Abbiamo serena compassione per i candidati italioti che partecipano alle elezioni europee e magari, come nel caso specifico, sono in crisi di consensi, ma non accettiamo di essere strumentalizzati da chi ha a cuore sempre, comunque e solo il suo partito e mai, né ieri né oggi, la Sardegna». E ancora: «L'indipendenza è una cosa seria, non robetta da polemiche per strappare una riga in più sui giornali. Sui ripetuti voli degli uccelli del malaugurio che si aggirano sull'alleanza tra Psd'az Udc e Pdl, è seria intenzione del gruppo consiliare consultare importanti ornitologi per inibirne il volo sulle teste dei consiglieri regionali sardisti e sul partito». Ma niente su Cappellacci e sulla definizione di lacchè: avranno modo di tornarci su, sulla dipendenza del governo regionale da quello nazionale. Sempre che, almeno loro, mantengano le promesse fatte agli elettori sardisti.
(mamu)
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