mercoledì 20 maggio 2009
di Cinzia Isola
Altro che mezzogiorno di fuoco. L'incontro tra sindacati confedarali e Ugo Cappellacci si avvicina più alla quiete dopo la tempesta. Tempesta che non c'è stata, tra l'altro. Sorrisi e battute sono quello che traspare dai sessanta secondi video pubblicato dal sito istituzionale della Regione, ovvero del suo presidente in carica. Immagini ambientali che trovano ragioni solo nella politica del marketing: il primo e unico minuto disponibile più che il preludio di un incontro per affrontare le emergenze, sembra una riunione in perfetto stile Mulino bianco (http://www.regione.sardegna.it/primopiano/1.html). Tutto si potrà dire di questo presidente e della sua giunta, fuorché musona: dialogo, condivisione e convivialità. Speriamo che, a telecamere spente, serva a trovare anche soluzioni. Speriamo che almeno Cgil, Cisl e Uil le pretendano in nome dei lavoratori che forse rappresentano.
Avantieri, il clima sembrava meno disteso. Il segretario regionale della Cisl, Giovanni Matta, aveva quasi azzardato:«Non è più tempo di chiacchiere a vuoto né di pellegrinaggi nei siti industriali in crisi. È ora di creare condizioni per irrobustire il sistema imprenditoriale e favorire il consolidamento della base produttiva». Ma ieri sembra essere filato tutto liscio: Ugo Cappellacci, insieme agli assessori regionali dell'Industria Andreina Farris, del Lavoro Maria Valeria Serra e del Bilancio Giorgio La Spisa, ha incontrato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca.
Di buon'ora il presidente della Regione si era già espresso in vista dell'incontro previsto in tarda mattinata: «L'incontro con le sigle sindacali sarà l'occasione anche per tratteggiare, a grandi linee, il Piano regionale di sviluppo che dovremo presentare entro settembre al Consiglio regionale, ma avvertiamo fin d'ora la necessità di confrontarci con i sindacati chiamati a condividerne i vari passaggi», ribadendo la volontà dell'esecutivo regionale di costituire al più presto un tavolo nazionale per arrivare, in breve tempo, alla stipula del patto per lo sviluppo che coinvolga le istituzioni regionali, gli enti locali, i sindacati e le associazioni datoriali di categoria. «Ci sediamo al tavolo consapevoli delle difficoltà, ma certi di arrivare a un risultato con il contributo di tutti senza contrapposizioni di parte». Una speranza, per ora, ben riposta.
Da quanto emerso, la Regione e i sindacati hanno convenuto sulla necessità di riaprire immediatamente un confronto urgente con Palazzo Chigi: per rilanciare l'intesa istituzionale di programma Stato-Regione. Dalla riunione, per fare il punto sulle emergenze nell'isola, è scaturito un Tavolo istituzionale, presieduto dal capo dell'esecutivo, che vigilerà sui temi chiave del confronto della concertazione con le organizzazioni sindacali. Oltre alla definizione del collegato alla Legge Finanziaria regionale per il 2009, all'elaborazione entro settembre del Piano regionale di sviluppo e all'avvio del comitato interassessoriale per le emergenze, Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto l'immediata adozione degli interventi a favore delle politiche sociali e a sostegno del sistema produttivo isolano, previsti negli articoli 3 e 4 della manovra finanziaria proposta dalla Giunta e approvata meno di due settimane fa in Consiglio regionale.
«Abbiamo chiesto l'apertura di un tavolo concertativo per ridare slancio alle condizioni infrastrutturali minime per garantire la ripresa produttiva del tessuto industriale, dall'energia ai trasporti, dall'insularità alla risorsa idrica», ha dichiarato Enzo Costa. Il segretario generale della Cgil ha comunque confermato l'appuntamento, in programma il 9 giugno prossimo a Cagliari, con la grande assemblea regionale dei quadri e delegati dei settori produttivi e dei sistemi a rete. Ma un primo risultato, Cappellacci, lo ha già raggiunto: dai sindacati sarebbe arrivato “l'apprezzamento per il metodo operativo di coinvolgimento delle sigle sindacali” (come riferiscono le agenzie di stampa).
La conferma arriva dalla Uil: «È stato un incontro sereno - ha dichiarato Francesca Ticca - dove abbiamo condiviso un percorso che tiene conto dei processi di sviluppo, ma anche dei tempi brevi per la certezza delle risorse». La riconferma dalla Cisl: «Si è aperta una finestra importante - commenta Mario Medde - ma bisogna verificare se agli impegni precisi chiesti al Governo da sindacati e Regione seguiranno i fatti nei settori piu' importanti, dalla chimica, alla minerometallurgica, stimolando anche la presenza nel territorio di aziende partecipate come Finmeccanica».
Non resta che attendere nuovi sviluppi. Per capire se, come annunciato ai quattro venti, i sindacati saranno in grado di tenere il fiato sul collo del Governo regionale e di conseguenza su quello nazionale. Se incateneranno Cappellacci, almeno, alle sue responsabilità. O se si accontenteranno di gestire una trattativa basata su logiche di pressione e potere. Pungenti e puntuali, la Cisl può fare scuola in questo senso, soprattutto quando in ballo ci sono interessi “particolari”.
Un esempio? Le nomine dei direttori generali da parte della Giunta. La crisi?Può aspettare. Ma sui nomi non si discute: «Un pessimo inizio della Giunta e della maggioranza sui temi dell'organizzazione e riforma della Regione», aveva tuonato la Cisl. Pronta, su questo tema scottante (terminato con un giro di valzer e qualche misteriosa revoca) a dichiarare guerra al governo Cappellacci, con la minaccia di non fare “sconti a nessuno”. Non resta che augurarsi la stessa determinazione in difesa dei lavoratori impegnati in una difficile vertenza con il loro futuro occupazionale.
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