martedì 19 maggio 2009
di Marco Murgia
Quelli che si fidano, ma non troppo. Quelli che non si fidano e insistono. Quello che comunque cerca giustificazioni: «Un errore tecnico» il motivo per cui la Sardegna è sparita dal “decreto Abruzzo” che sarà discusso in Senato questo pomeriggio. I primi sono i parlamentari del Pdl Mariano Delogu, Piergiorgio Massidda, Beppe Pisanu e Fedele Sanciu: si fidano, per dovere e appartenenza, ma presentano un pacchetto di emendamenti per salvare le opere programmate e quelle collegate insieme alle risorse che sarebbero dovute arrivare nell'isola per il G8. I secondi sono i colleghi dell'opposizione, dal Pd all'Italia dei Valori: che hanno le loro modifiche pronte e sulla vicenda promettono battaglia. Il terzo è Ugo Cappellacci: sull'azione del Governo aveva basato tutta la sua replica durante il dibattito in Consiglio regionale, giovedì. Qualche ora dopo, le rassicurazioni di Palazzo Chigi erano state cancellate dalla commissione Bilancio di palazzo Madama: nel testo governativo niente copertura finanziaria. E bocciatura conseguente.
Errore tecnico, ha assicurato il presidente della Regione. Oggi è la resa dei conti: e siccome c'è in gioco la faccia del centrodestra alla guida della Regione e soprattutto quella del Governo nazionale, che tanto aveva promesso per l'isola, ecco le mosse dei senatori del Pdl. Due emendamenti e un ordine del giorno al decreto legge 39/2009. I primi dovrebbero impegnare il governo: «Sono fatte salve le opere programmate e le risorse finanziarie stanziate per lo svolgimento del vertice del G8 nella precedente sede di La Maddalena», recitano, «e sono altresì confermate le realizzazioni, con dotazione finanziaria gravante su fondi nazionali ed europei, di tutti gli interventi collaterali legati allo svolgimento del summit internazionale nella precedente sede», con un riferimento particolare alla Olbia-Sassari, agli interventi sul sistema stradale di Arzachena, al potenziamento della struttura aeroportuale di Olbia con l'allungamento della pista di atterraggio e della viabilità di collegamento.
L'ordine del giorno, invece, prevede l'azione del Governo utile «ad attivare ogni utile iniziativa in grado di porre La Maddalena in condizione di ospitare vertici internazionali al piu' alto livello». Nessun riferimento al summit mondiale sull'ambiente, anche quello assicurato da Silvio Berlusconi, ma la direzione sarebbe quella. Cosa succede? Succede che tra i parlamentari del Pdl e quelli del Pd sono iniziate le manovre comuni per salvare almeno il salvabile. Azione bipartisan con un obiettivo comune, quello indicato da Francesco Sanna: il senatore democratico aveva sottolineato come «iparere della Commissione Bilancio conferma purtroppo quanto denunciato dal Pd: nel dl il blocco dei cantieri de La Maddalena, serve a riempire la cassa di Tremonti. Ma non è politicamente accettabile che i soldi della vengano distolti da quella finalità e vadano allo Stato, in una specie di federalismo alla rovescia». Aveva invitato i colleghi sardi a mostrare, dai banchi del centrodestra «più coraggio e iniziativa». Appellandosi soprattutto a Beppe Pisanu, il decano che con il suo «Sardegna, svegliati» aveva dato una scossa a Cappellacci. Appello raccolto, almeno in parte: ma è già un primo passo.
Il bello è che se questa azione comune dovesse andare in porto - Delogu assicura che «passerà l'emendamento del Governo», nella sua formulazione corretta - ad uscirne bene sarà anche il presidente della Regione: per grazia ricevuta. Non dichiarato, magari neanche voluto, ma è il secondo obiettivo dei senatori targati Popolo della Libertà: salvare la faccia del candidato per cui, chi più chi meno, si erano spesi durante la campagna elettorale per le regionali.
Non lo considera neppure, invece, Federico Palomba. Il senatore del gruppo di Antonio Di Pietro annuncia che «Italia dei Valori non farà passare liscio neanche in aula al Senato lo scippo perpetrato a danno della Sardegna con la cancellazione del G8 da La Maddalena». L'azione di Palazzo Chigi è roba da imbonitori: «Il Governo ha tolto alla Sardegna ma non ha dato niente all'Abruzzo: una finta conversione umanitaria è stata assunta come pretesto per coprire i ritardi nelle opere e la mancanza di fondi. Perciò presenteremo una batteria di emendamenti che servirà a far capire che Berlusconi non ama la Sardegna, come ripetutamente sta dimostrando, e neanche l'Abruzzo. Proporremo che neanche un euro sia tolto alla Sardegna, con copertura a carico dei fondi per l'inutile ponte sullo stretto di Messina». Sull'opera che dovrà unire Sicilia e Calabria neanche un tentennamento, alla resa dei conti: figurarsi grossolani errori tecnici.
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