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martedì 19 maggio 2009

Donne in pista per vincere la subalternità
In campo cultura e politiche di genere
contro la politica delle impari opportunità

di Cinzia Isola

Nulla osta, ma neppure agevola, la partecipazione delle donne in politica. Con un risultato che è sotto gli occhi di tutti: il riconoscimento formale non basta ad aprire le porte, spesso blindate dal maschilismo socio-culturale imperante, delle istituzioni. Da questo punto di vista, anche procedere a passo spedito sotto il profilo legislativo non sortisce gli effetti sperati dalle donne. Il motivo, quasi scontato, è semplice: come tutti i mutamenti che mettono in gioco sedimentate logiche di potere, le politiche di genere necessitano di un progressivo mutamento culturale. Che può avvenire, in maniera naturale, solo attraverso un processo di sensibilizzazione capillare all'interno della società.

Con questo obiettivo la Provincia di Cagliari, la relativa commissione Pari opportunità e l'Anci hanno organizzato un convegno (“Le politiche di genere nella pubblica amministrazione. Il ruolo degli enti locali”, in programma a Cagliari sabato prossimo alle 9.30 all'hotel Mediterraneo). L'incontro è promosso dall'Assemblea delle donne elette e nominate e dei sindaci della provincia di Cagliari, istituita dalla Provincia nel dicembre dello scorso anno. Durante i lavori sarà firmato un protocollo d'intesa tra Anci Sardegna, Unione province sarde e commissione provinciale alle pari opportunità.

La Conferenza delle elette ha il compito di realizzare una rete di rapporti e un coordinamento tra le donne, con le seguenti finalità: promuovere la piena affermazione dei diritti delle donne ad ogni azione utile ad introdurre la prospettiva di genere (gender mainstreaming) in tutte le fasi e a tutti i livelli del governo comunale e provinciale; valorizzare le capacità e le competenze delle donne per dare visibilità ad uno stile di governo al femminile;mettere in comune le conoscenze e i saperi nati nel territorio valorizzando le esperienze più significative sui temi delle politiche di genere, sostenendo e accompagnando le realtà locali non ancora attive sul tema.

Da un punto di vista strettamente politico, gli enti locali possono essere considerati gli ambiti di governo più vicini ai cittadini e, secondo gli organizzatori, “rappresentano il livello di intervento più idoneo per combattere la disparità tra uomini e donne e per promuovere una società più equa”. Ma è forte la consapevolezza che solo una cultura di genere diffusa tra i vari attori della società e della politica potrà promuovere e favorire la partecipazione delle donne alla vita politica del paese, da protagoniste all'interno delle istituzioni.

«Per le donne, l'accesso a ruoli politici o dirigenziali nella pubblica amministrazione è ancora molto difficoltoso», spiega Rita Corda, presidente della commissione Pari opportunità. Qualche numero può aiutare a comprendere meglio la situazione attuale: «Un esempio su tutti: sui 71 sindaci della provincia di Cagliari, solo tre sono donne. Non va molto meglio - aggiunge - quando si parla di vicesindaci, visto che sono solo sei, mentre gli assessori donna sono 56 e i consiglieri comunali 153».

«Per sostenere la presenza femminile nelle istituzioni locali - ha precisato Rita Corda- è necessario modificare gli statuti affinché vi sia una presenza paritaria nelle giunte comunali e provinciali e nei consigli di amministrazione di enti e società collegate alla pubblica amministrazione e programmare gli interventi politici e gestionali, tenendo conto dei diversi bisogni di uomini e donne e puntando quindi sul bilancio di genere».

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