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sabato 16 maggio 2009

Sotto la tenda e la laurea ad honorem
Gheddafi campa: è forse un premio
per i "respingimenti" degli immigrati?

di Cristina Lavinio

Di incredulità è stata la prima reazione di molti alla notizia che a Sassari si intende dare una laurea honoris causa al colonnello Gheddafi. Ma chi pensava a uno scherzo si è dovuto subito ricredere: una piccola passeggiata in rete fa scoprire che se ne è parlato da subito su “Libero news”, evidenziando che “il conferimento della laurea honoris causa al presidente Gheddafi da parte di una facoltà che si pone certamente in un contesto diverso da quello islamico contribuisce a un processo gia' in corso di dialogo e di conoscenza reciproca fra sistemi giuridici diversi ma convergenti nel Mediterraneo". Questa sarebbe la motivazione di una proposta discussa e votata a maggioranza dal consiglio di Facoltà di Giurisprudenza qualche giorno fa (l'8 maggio).

E, sempre su “Libero”, il preside Giovanni Lobrano precisa di essersi limitato ad avanzare la proposta (“non posso definirla come una mia iniziativa”, dice; suggeritagli da chi?, viene da chiedere). Ciò dopo averne parlato prima con il rettore Maida e avere accertato, più in generale, la “disponibilità politico-diplomatica” all'iniziativa. Di più, però, dichiara di non poter dire perché “non si tratta di questioni personali” di cui poter “disporre”, aggiungendo di essere “impegnato alla riservatezza”.

A questo punto, si aprono parecchi interrogativi, oltre che su chi l'abbia suggerita, su che cosa possa aver spinto una intera facoltà ad approvare questa proposta, proprio in questi giorni di “respingimenti” verso la Libia di barconi di disperati, fatti in nome degli accordi tra Berlusconi e Gheddafi. E viene il fondato sospetto che ci sia sotto qualcosa di più dell'idea balzana di qualche professore, comunque privo, oppure - al contrario - munito di un grande senso dell'opportunità. A seconda dei punti di vista. Certo che, in questi tempi di continui tagli governativi di risorse destinate all'Università, deve essere forte la tentazione di ottenere un po' di visibilità e di attenzione con iniziative che siano gradite e, magari, remunerate da qualcuno che conta... E dunque, se in questo momento c'è una sorta di idilliaco accordo tra il nostro presidente del Consiglio e Gheddafi, perché non coronare tale accordo con una laurea honoris causa a questo simpatico colonnello?

Bazzecole che abbia fama di dittatore con un passato di terrorista, bazzecole il fatto che non abbia mai firmato gli accordi di Ginevra per i rifugiati, bazzecole che svariate associazioni internazionali non facciano che denunciare la frequente violazione dei diritti umani da parte del regime di un paese, quello libico, in cui è prevista la pena di morte, bazzecole queste e altre cose giustamente ricordate in un'interrogazione ai ministri dell'Università e ricerca scientifica e degli Esteri promossa al riguardo dai radicali.

Sembra ci sia dunque un Ateneo italiano, quello di Sassari, disposto a passare sopra tutto ciò (d'altra parte, sappiamo bene che, come dice il proverbio “pinta la legna e portala in Sardegna”...). Forse si vuole così prestar fede a qualche promessa? senza avere ancora imparato nulla dalle tante promesse, rivelatesi da marinaio, fatte proprio nel Nord Sardegna tempo fa: nessuna traccia della SS-Olbia, lavori a metà per il G8 trasferito, fondi FAS scomparsi...

Ma è più giusto, in questo momento, inserire un grande “forse” in tutto ciò: la cosa infatti non è ancora stata decisa, visto che deve passare per il vaglio del Senato Accademico dell'Università di Sassari, prima di arrivare al Ministero per una approvazione definitiva. E c'è da sperare che, intanto, ci si ripensi, anche sulla spinta di chi, dentro lo stesso ateneo sassarese, vi si oppone decisamente; e di chi sta cominciando a mobilitarsi, all'esterno, con documenti, prese di posizione, e relativa raccolta di firme. C'è un documento dell'ARCI, c'è un testo da firmare che circola all'Università di Cagliari, si spera che anche gli studenti si facciano sentire.

Si può ancora sperare, insomma, che il Senato Accademico sassarese decida che non vale la pena di compromettere ulteriormente l'immagine di una Università che, di questi tempi, qualcuno sembra volere disposta a scendere sempre più in basso, in balia delle sirene del mercato o in attesa di improbabili mecenati. Si può sperare che ci si ricordi che l'Università è la sede per eccellenza dell'alta formazione e della ricerca scientifica, che ha il diritto di vedere garantite e sostenute dallo Stato, come prevede la nostra Costituzione. Una Costituzione democratica alla cui luce è sicuramente scandaloso pensare che possa essere insignito di una laurea honoris causa, in una università italiana, il colonnello libico.

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