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sabato 16 maggio 2009

Chimica, al via gli Stati generali
Ugo “Catenacci” con gli operai
punta sulla politica del pathos:
«Pronto a incatenarmi con voi»

di Cinzia Isola

«L'atteggiamento di Eni è inaccettabile, sono pronto a incatenarmi con voi davanti ai loro uffici». Incredibile, il presidente della Regione è pronto all'azione. Piuttosto: che cosa intende dimostrare incatenandosi come un lavoratore coinvolto nella crisi della chimica? Insomma non solo parla poco, ma quando lo fa, Ugo Cappellacci spesso sembra voler emulare un altro, decisamente più celebre, leader. Già, proprio lui: Silvio Berlusconi. Il gran cultore delle azioni da fissare dentro una fotografia, sulle immagini in movimento. Sorrisi, lacrime, emozioni: carezze ai bambini, abbracci alle vecchiette.

Quel genere di scene da Istituto Luce che sfondano il tubo catodico, facendo impennare l'indice della popolarità. Il tutto ad uso e consumo, ovviamente, di stampa e tv compiacenti, fedeli alla linea politico-editoriale del pathos: che immagine commovente, Cappellacci incatenato insieme agli operai. Peccato che siano solo questi ultimi a sopportare il peso di una catena che stringe intorno alla loro vita, davanti allo spettro della disoccupazione.

Va bene stare al fianco dei lavoratori, ci mancherebbe. Ma, tenuto conto che fino a prova contraria stiamo parlando del presidente della Regione e non del Masaniello di turno; Che, trattasi di presidente in somma gloria, in assenza di considerazione, presso il Premier Berlusconi. Ovvero, il capo del Governo. Fatte queste premesse, la domanda sorge spontanea: perché mai dovrebbe incatenarsi? Non potrebbe, piuttosto, sciogliere le catene dei lavoratori andando a pretendere direttamente dal governo pseudo-amico il rispetto degli impegni assunti?

Insomma, c'è poco da incatenarsi: un presidente della Regione autorevole dovrebbe andare a Roma per ritornare con le tenaglie di un accordo, nero su bianco. Il resto, sono solo parole. Le catene poi, rasentano il folklore. Dovrebbero indignarsi persino gli operai, davanti ad una prospettiva che ruberebbe loro solamente la scena mediatica. A ognuno il suo: gli operai protestino da operai, incatenati ai cancelli delle loro fabbriche. E il presidente della Regione (da Berluscacci a Catenacci) nel pieno delle sue facoltà istituzionali, a meno che non ci abbia rinunciato, intraprenda una mediazione nelle sedi opportune.

Ma ormai il titolo della giornata è fatto «L'atteggiamento di Eni è inaccettabile, sono pronto a incatenarmi con voi davanti ai loro uffici». Ugo Cappellacci l'ha sottolineato, rivolto ai lavoratori del petrolchimico di Porto Torres. Va detto che il presidente della Regione ha anche fatto qualcosa di più concreto, sottoscrivendo il documento sulla crisi del nord ovest presentato dal presidente della Provincia Alessandra Giudici nel corso degli Stati generali.

Ma ormai il titolo della giornata è fatto «L'atteggiamento di Eni è inaccettabile, sono pronto a incatenarmi con voi davanti ai loro uffici». Ugo Cappellacci l'ha sottolineato, rivolto ai lavoratori del petrolchimico di Porto Torres. Va detto che il presidente della Regione ha anche fatto qualcosa di più concreto, sottoscrivendo il documento sulla crisi del nord ovest presentato dal presidente della Provincia Alessandra Giudici nel corso degli Stati generali.

«Bisogna rimboccarci le maniche e lavorare tutti insieme, mi si chiede di essere in prima fila ed è naturale che sia così: il documento che mi ha presentato, a nome di tutti voi, il presidente della provincia di Sassari Alessandra Giudici contiene indicazioni che io sottoscrivo». Il governatore è tornato anche sulla sulla Sassari-Olbia: «I fondi Fas ci sono, non sono mai stati in discussione e confido di poter venire presto a inaugurare il cantiere».

«Io sono assolutamente pronto a confermarvi il mio impegno - ha puntualizzato il presidente Cappellacci - un impegno che non può essere misurato con il numero delle visite sul territorio sassarese». A questo proposito: vero, ma neppure dalle catene mediatiche per simulare vicinanza ai lavoratori. Quindi le rassicurazioni: «I processi di sviluppo si attivano, e io lo faccio, con contatti anche quotidiani con il ministro Scajola. Ci sono ottime basi di partenza, un'intesa istituzionale che interessa questo territorio, un documento politico che va confermato».

«Io sono qui per confermarvi - ha dichiarato Cappellacci - che la Regione difenderà il petrolchimico. Ho chiesto formalmente al ministro Scajola di avviare l'iter di commissariamento di Vinyls e di attivare il processo che porti all'apertura di un tavolo di lavoro che riguardi tutte le problematiche industriali dell'isola». Speriamo, a questo punto, che la buona volontà proclamata da Cappellacci non si risolva nell'ennesimo bluff in danno ai lavoratori.

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