giovedì 14 maggio 2009
di Cinzia Isola
Mentre l'aula del consiglio regionale si prepara a discutere lo “scippo” del g8 a La Maddalena, Silvio Berlusconi annuncia di voler fare “un salto” in Sardegna. Così riferisce il deputato Pdl Piero Testoni, uno dei candidati catapultati nell'Isola per garantirgli l'elezione: Berlusconi, racconta l'esponente azzurro, vuole fare un “salto” in Sardegna per garantire che tutte le opere siano completate. Testoni riferisce che la sua visita servirà anche come garanzia del “rispetto dei tempi di consegna delle opere” e che il premier avrebbe anche manifestato la volontà di lanciare iniziative specifiche “sfruttando le nuove strutture per rilanciare il territorio”.
Consapevole del suo impatto mediatico, il Cavaliere gioca il jolly delle promesse vis a vis, che tanto hanno fruttato in campagna elettorale. Chissà se i sardi si accontenteranno del “salto”: il clima è talmente teso nel nord Sardegna che, per non inciampare in una sgradevole accoglienza, i salti, forse, dovrà farli mortali.
Intanto dopo aver avuto il privilegio di ricevere indicazioni governative, Cappellacci si appresta a riferire in aula. Anche se non si attendono grandi novità rispetto alle timide cantilene ripetute a noia nelle ultime settimane: “Il Governo ha assicurato”, “Il ministro ha dato ampie rassicurazioni”, “Il presidente del Consiglio ha confermato gli impegni” e così via. Insomma tante belle parole per convincere i sardi che no, Berlusconi non si rimangia mai le promesse.
Peccato non si possano mettere sul piatto degli esempi concreti, la risoluzione della crisi del Petrolchimico di Porto Torres, o la risoluzione delle vertenze industriali del Sulcis, dove gli operai sono rimasti appesi al filo di quella famosa telefonata all'amico Putin. L'affronto all'amata Gallura, poi, non è passato in cavalleria: basta ricordare che a Olbia è stata presentata una petizione per revocargli la cittadinanza onoraria. (Pdf della petizione)
E in Parlamento non si placano le proteste: «Il centrodestra nella Commissione affari costituzionali del Senato non ha acconsentito di integrare il suo parere sul decreto legge Abruzzo, nella parte in cui trasferisce il vertice G8 da La Maddalena a L'Aquila», spiega il senatore Pd Francesco Sanna, in riferimento alle osservazioni fortemente critiche formulate sul piano costituzionale.
«L'accoglimento dei rilievi critici - scrive in una nota il senatore sardo - basati sulla violazione da parte del Governo del diritto del Presidente della Regione Sardegna a partecipare al Consiglio dei Ministri che ha approvato il decreto legge numero 39/2009, come previsto dallo Statuto speciale dell'isola, avrebbe posto un dubbio serio sulla legittimità costituzionale dell'articolo 17 del decreto».
«Registro con molta delusione il voto sul parere della prima commissione. Il diritto della Regione Sardegna a discutere gli argomenti di speciale interesse, stabilito dallo Statuto, viene totalmente ignorato. Il testo della maggioranza - spiega Sanna - chiede solo una timida attenzione alle istanze risarcitorie per la infernale situazione in cui sono rimasti impigliati imprese e lavoratori dei settori edili e turistici impegnati da contratti con lo Stato».
«Il Partito Democratico, oltre ai profili costituzionali, ha messo in evidenza con grande nettezza la necessità di modificare profondamente l'articolo 17 almeno in tre parti: i criteri di rinegoziazione dei contratti, che fonderebbero negativamente una sorta di diritto civile speciale del G8, con uno Stato cattivo committente e pagatore; la retroattività delle norme sulle opere dei cantieri sardi; il fatto che i risparmi eventuali vadano a chi ha finanziato le opere e l'organizzazione, e non indiscriminatamente al Ministero dell'Economia».
«Gli emendamenti del Governo, presentati stamani - conclude il senatore Pd - sono invece delle vere provocazioni: si vorrebbe dare ad intendere che per compensare la precipitosa fuga di Bertolaso & C. da La Maddalena e mantenere il privilegio delle ordinanze di protezione civile, la Sardegna ed i suoi enti locali possono completare le opere … a proprie spese. Come se fino ad ora non fosse accaduto così. Mentre invece i risparmi, quelli continuano a tornare allo Stato, indipendentemente da chi abbia messo a disposizione in origine i finanziamenti per il G8. Un po' una beffa, un po' un atto sovversivo».
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