mercoledì 13 maggio 2009
di Cinzia Isola
Processo partecipativo, riflessione condivisa, strategia condivisa. Sono queste le premesse, ripetute a cantilena anche nel comunicato istituzionale della Regione, per mettere una pietra sopra il vecchio Piano paesaggistico regionale e magari la posa della prima pietra per dare vigore a quella “fiammella”, come la chiama Cappellacci: l'edilizia, “che nelle economie in crisi tiene acceso il sistema e consente di riavviare lo sviluppo”. Una fiammella che rischia di incendiare la Sardegna sotto il fuoco incrociato di blocchetti e cemento.
Una rassicurazione su cui il governatore sardo si era speso in campagna elettorale fuori onda durante un comizio, ma ripreso prontamente dalle telecamere dei filmakers di H24, autori del documentario “Il Regno delle due Sardegne”, andato in onda su La7: «Stia tranquillo - disse, tutto compiaciuto, Ugo Cappellacci ad un anziano simpatizzante - incominci a preparare il cemento e i mattoni».
È una delle rare occasioni in cui il presidente della Regione ha detto ciò che pensava realmente. Una libertà dovuta al fatto che una simile spavalderia sarebbe stata premiata anche dal Cavaliere, premier-protettore, con un sorriso, altrettanto compiaciuto. Ma ora, certe dichiarazioni in libertà del candidato Pdl, mal si addicono ad un presidente in carica. Quindi spazio alla fiera delle ovvietà, con una particolare cura della semantica. Declinata intorno a edulcoranti parole chiave: processo partecipativo, piani e strumenti partecipati, riflessione condivisa, idea condivisa, momento della condivisione, momento dell'ascolto, fase dell'ascolto, momento del confronto, momento dell'ascolto.
Sono il tormentone di quaranta righe di comunicato istituzionale: ripetitivo come uno qualsiasi spot che cerca di rifilare un prodotto. Forse buono, forse no. Ma certamente da vendere al “pubblico”. Ed ecco pronta la road-map che il Ppr dovrà affrontare per essere rivisitato, riadattato alle ritrovate esigenze del mercato edilizio.
Ai primi di luglio la Giunta regionale presenterà una proposta di rivisitazione del Piano paesaggistico regionale, dopo una serie di incontri con amministratori locali, tecnici, esponenti del partenariato sociale ed economico e associazioni, anche ambientaliste, che cominceranno lunedì prossimo e si concluderanno con una conferenza regionale il 30 giugno alla Fiera di Cagliari.
Il calendario delle riunioni è stato illustrato ieri mattina dal presidente Ugo Cappellacci e dall'assessore all'Urbanistica, Gabriele Asunis. Resta, per ora, fermo il vincolo d'inedificabilità entro i 300 metri dal mare, che «nessuno vuol mettere in discussione», ha assicurato Cappellacci. La Regione si propone di ascoltare suggerimenti e proposte dei territori per verificare quali regole del Ppr varato nella scorsa legislatura sotto la guida di Renato Soru abbiano “frenato”, “ritardato” o “impedito” (parole di Asunis) le attività di programmazione ed edilizie nei comuni.
«Intendiamo procedere nel rispetto dell'ambiente e delle prerogative locali», ha precisato Cappellacci, ricordando gli impegni assunti in campagna elettorale e ribaditi nelle linee programmatiche annunciate in Consiglio regionale. «La sintesi di quanto ascolteremo spettera' alla Regione, al termine di un processo che consenta di formarci un quadro completo alla base delle migliori scelte. L'edilizia è quella fiammella che nelle economie in crisi tiene acceso il sistema e consente di riavviare lo sviluppo».
La Regione non si presenterà alle conferenze territoriali, nove in tutto, con una proposta già pronta, hanno evidenziato Cappellacci e Asunis: «Certo, ci sono punti fermi condivisi, come il vincolo dei 300 metri. Ma il nostro sarà un percorso molto diverso da quello avviato dalla precedente Giunta». Nelle intenzioni, a seconda di quanto emergerà dagli incontri, l'esecutivo potrà presentare un progetto di legge al Consiglio regionale per modificare singoli e non troppo numerosi punti del Ppr oppure avviare una rivisitazione totale del piano, che però, richiederà tempi più lunghi.
La prima tappa sarà lunedì 18 maggio ad Alghero (teatro civico, ore 10, per 66 comuni) e Arzachena (auditorium, ore 16, per 26 comuni). Incontri che- precisa Cappellacci - non saranno pubblici: «Sono occasioni di lavoro non di passerella». Dopo il nord Sardegna, le conferenze territoriali si sposteranno in Ogliastra, poi sarà il turno del cagliaritano, dell'oristanese, del Medio Campidano, infine nel Sulcis-Iglesiente.
«Ai comuni sarà ricordata l'urgenza di adeguarsi al Piano di assetto idrogeologico (Pai)- ha sottolineato l'assessore ai Lavori pubblici Angelo Carta - del quale mancano gli strumenti attuativi. Molte amministrazioni, prese dal Puc, il piano urbanistico comunale, non hanno predisposto un proprio piano di assetto idrogeologico individuando le aree in cui assolutamente non e' possibile edificare».
Capitolo a parte il Piano casa varato dal Governo nazionale. L'assessore all'urbanistica Gabriele Asunis ha evidenziato come in Sardegna non possa avere «un'applicazione pedissequa nei termini identificati dallo Stato», ma debba tenere conto, invece, delle peculiarità del territorio, conservando i centri storici e preservando il sistema costiero. Il piano casa, nella visione della Giunta regionale, dovrà contribuire a valorizzare e migliorare il patrimonio edilizio «privilegiando - ha spiegato Cappellacci - il ricorso alla bioedilizia, a materiali ecocompatibili o di produzione locale». Altri esempi? «Potremmo addirittura prevedere un premio di volumetria a chi decide di spostare su una fascia più lontana dal mare costruzioni sorte entro i 300 metri dal mare in tempi in cui la sensibilità ambientale non era così spiccata».
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