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mercoledì 13 maggio 2009

Il fango, le scarpe pulite e quelle sporche
Alluvioni e false notizie da viale Trento,
rilancia L'Unione amica: cancellare Soru

di Carlo Mannoni

Chi ha consultato nei giorni scorsi il sito internet della Regione e ha continuato a farlo anche oggi, ha potuto leggere sull'home page, tra le notizie in primo piano, questa: «Alluvioni, dalla Giunta via libera alle prime erogazioni di oltre 51 milioni di euro. Definite dalla Giunta le tre linee di intervento che dovranno caratterizzare le prime erogazioni degli indennizzi che ammontano per ora ad oltre 51 milioni di euro». Si tratta del comunicato stampa con il quale il presidente Cappellacci celebra la deliberazione numero 21/20 del 5 maggio 2009 della Giunta regionale.

La notizia, online dal 7 maggio scorso, è di per se clamorosa quanto infondata. Ci racconta che la Giunta Cappellacci darà subito il via alle «prime erogazioni» per i rimborsi dei danni dell'alluvione che ha colpito una parte della Sardegna nei mesi di ottobre e novembre del 2008. L'ho letta ovviamente anch'io e non avrei voluto parlarne per rispetto a chi, a seguito di tali eventi, ha perso persone care e beni importanti. Ho sperato addirittura per qualche giorno che venisse cancellata dal sito istituzionale della Regione in un momento di ripensamento, per cosi dire, morale, di cui tutti sono capaci.

Ma niente di tutto questo: la “notizia” è ancora al suo posto. Allora mi sono detto che qualcosa deve pure raccontarla chi ha vissuto direttamente le vicende dell'alluvione con il ruolo istituzionale prima di assessore regionale dei lavori pubblici e, in seguito, di Commissario straordinario per l'alluvione.

Si tratta, ovviamente di una clamorosa “non notizia”, il giusto e meritato seguito alla passeggiata di Cappellacci e della sua giunta del pomeriggio del 14 aprile scorso a Capoterra, alla foce del rio San Girolamo: avvenuta, ovviamente, in forma assolutamente riservata con tanto di telecamere istituzionali al seguito ed oltre 20 minuti di video subito pubblicizzato sul sito della Regione e attento a sottolineare il rammarico dello stesso Cappellacci «per i ritardi accumulati in questi mesi»! Discorsi all'aria aperta di una grande faccia tosta, sempre attento a dove mettere bene i piedi, in quella passeggiata di regime, per non sporcarsi le scarpe. Guardatelo quel video, digitando su “cerca” nel sito internet della Regione: “In serata sopralluogo della Giunta a Capoterra”.

Guardatelo, perché quel video diventerà un cult. Vi renderete conto, tra le tante amenità, di chi è veramente l'uomo politico Cappellacci: uno che le scarpe non se le vuole davvero sporcare, come dimostrano le vicende che interessano la Sardegna di questi ultimi tempi. Ho ripensato a lungo a quella passeggiata all'asciutto del Cappellacci, con gli assessori a contorno in piena esposizione mediatica. Alle sue scarpe pulite e a quelle infangate, invece, di Soru, nelle ore ed ore passate con la gente tra le strade e nelle loro case a Capoterra subito dopo l'alluvione. Naturalmente senza telecamere al seguito.

Ma torniamo alla “non notizia”, direbbe la grande Milena Gabanelli. Si tratta di un clamoroso falso giornalistico autocertificato dallo stesso Cappellacci e dalla sua giunta con la delibera 21/20 del 5, quella pubblicizzata sul sito della Regione: smentisce se stessa nel momento in cui ricorda che la Giunta Soru aveva stanziato, per i risarcimenti alle famiglie e alle imprese danneggiate dalle alluvioni, 39 milioni e 464mila euro, di cui 16 milioni e 568mila già erogati.

Avete letto bene: oltre 16 milioni di euro già erogati. E tutti ricordano l'efficienza della Giunta Soru in quei momenti di lutto per la Sardegna intera, l'eccezionale velocità nei primi rimborsi alle famiglie danneggiate di Capoterra. Efficienza riconosciuta, allora, anche dai partiti dell'opposizione in Consiglio regionale.

Ma la tanto pubblicizzata delibera della giunta regionale n. 21/20 del 5 maggio 2009? Quella, per intenderci , che consentirà di dare il «via libera alle prime erogazioni di oltre 51 milioni di euro» a favore dei danneggiati dalle alluvioni dell'autunno 2008? È una semplice delibera di marginali aggiustamenti procedurali e con il solo via libera all'utilizzo di 7 milioni di euro messi a disposizione dal Governo nello scorso mese di novembre per l'alluvione di Capoterra e dell'area di Cagliari, risorse che potevano però essere sbloccate già dal mese scorso sulla base degli accertamenti definitivi dei danni a livello comunale. Altri sei milioni e 865mila euro sono invece ancora a Roma e verranno utilizzati solo quando il presidente del Consiglio dei Ministri firmerà l'apposita ordinanza.

Tutto qua.

Se sappiamo far bene di conto non sono 51 ma poco più di 46 i milioni di euro oggi effettivamente a disposizione per il risarcimento alle famiglie colpite dall'alluvione - a parte i nuovi stanziamenti disposti con la finanziaria regionale per il 2009 appena approvata - e tutti derivano dal periodo in cui la giunta Soru era in carica e con erogazioni già disposte per oltre 16 milioni di euro: sempre con la Giunta Soru che aveva avviato immediatamente tutte le procedure per il risarcimento dei danni alle famiglie e alle imprese.

Ma poiché andava data ai sardi e all'isola qualche significativa testimonianza sulla operatività della giunta Cappellacci, sulla quale qualche e più di un dubbio cominciano a sollevarlo in molti in Sardegna e non solo, perché non aproffittare del lavoro di Soru e della sua giunta per prendersi i meriti?

Detto e fatto: «Non si sa mai che l'assessore Prato oscuri il mio ruolo di presidente», deve essersi detto Cappellacci ripensando al suo assessore di punta che in soli due mesi è stato capace di sbloccare, attraverso comunicati stampa e interviste televisive, per ben due volte gli stessi pagamenti dei fondi Por in agricoltura relativi alle stesse pratiche e agli stessi agricoltori (ma ci sarà bisogno, ritengo tra non molto, di un terzo e ulteriore sblocco delle pratiche che, ci auguriamo, questa volta sia effettivo).

Da qui la “notizia non notizia”, per essere gentile con le parole usate, del «Via libera alle prime erogazioni di oltre 51 milioni di euro» tanto utile al Cappellacci. Comunicato che non ha accontentato, però, il giornale amico, “L'Unione Sarda”: tanto da trasformare la “notizia non notizia” in un vero e proprio falso giornalistico (nel silenzio generale: anche dei “nostri” in Consiglio regionale), dal titolo a sei colonne: «Alluvione, la Regione stanzia 51 milioni, via libera della Giunta ai fondi per i risarcimenti ai privati», a pagina 21 dell'otto maggio.

Per il giornale amico, è stata dunque la Giunta Cappellacci e non la Giunta Soru a stanziare i fondi per l'alluvione! Un vero e proprio fuoco amico di sbarramento a difesa di Cappellacci: “L'Unione Sarda” è riuscita a trasformare erogazioni in stanziamenti, rendendo ai sardi una notizia non veritiera attraverso la manipolazione di una notizia anch'essa non veritiera. Un miracolo, a dir poco. O il record dei record in campo giornalistico.

Ma di fuoco amico si può anche morire, politicamente parlando ovviamente. Ce lo ricorda Abraham Yehoshua nel suo bel romanzo e ce lo ricordiamo bene tutti noi che siamo passati per la legislatura appena trascorsa. Dati falsi in partenza, dunque, e ancor più falsi in arrivo. «Quisquilie», direbbe il grande Totò; «Non mi tornavano i conti», gli risponderebbe invece intransigente l'altrettanto grande Clint Eastwood del film “Per un pugno di dollari”. Nel quale, lo confesso, mi sono almeno per un attimo immedesimato scrivendo queste poche righe.

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