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sabato 9 maggio 2009

Tiscali vende le attività inglesi a Carphone
L'Ad Rosso: «Un successo per la società»
Soru torna al timone, operazione-rilancio

Tiscali riprende a volare in borsa. Sono le 9 del mattino, quando le agenzie battono la notizia: i titoli Tiscali, fa sapere Borsa Italiana con un avviso urgente, sono stati sospesi dalle contrattazioni di Borsa in attesa di un comunicato. Dopo due ore la svolta: il consiglio di amministrazione di Tiscali ha approvato la cessione per cassa del 100% delle azioni di Tiscali UK Ltd a Carphone Warehouse Group, per un ammontare complessivo 255,5 milioni di sterline (di cui circa 20 milioni di sterline costituiti dall'assunzione di taluni debiti finanziari).

Nell'ambito dell'operazione, è previsto un accordo transattivo con Vnil(socio di minoranza e creditore di Tiscali UK) in base al quale è previsto il riacquisto della quota di minoranza e lo stralcio parziale del debito ad essa dovuto. Al 31 dicembre 2008, Tiscali UK, primario operatore Adsl sul mercato UK con una quota di mercato broadband di circa il 10%, registrava circa 1,7 milioni di abbonati Adsl.

Nel 2008, i ricavi e l'Ebitda, al netto degli appostamenti, sono stati rispettivamente pari a circa 535 milioni di sterline e circa 67 milioni di sterline. «La cessione di Tiscali UK al gruppo Carphone Warehouse e la ristrutturazione della posizione finanziaria del Gruppo Tiscali riflettono la volontà di concentrarsi sul rilancio delle attività italiane con un'adeguata struttura patrimoniale - ha dichiarato Mario Rosso, presidente e amministratore delegato di Tiscali - l'operazione di cessione si inserisce nel contesto di una chiara tendenza al consolidamento di un mercato fortemente competitivo come quello inglese e consente la valorizzazione del capitale umano ed industriale di Tiscali UK all'interno del gruppo Carphone Warehouse».

Il Cda di Tiscali ha deciso un aumento di capitale per un importo complessivo fino a un massimo di 210 milioni. Oltre alla cessione della controllata inglese, il consiglio di amministrazione ha infatti approvato le linee guida del piano di ristrutturazione del debito del Gruppo, in coerenza con i fabbisogni finanziari e patrimoniali del piano industriale di Tiscali Italia, che gli istituti di credito si sono resi disponibili a supportare.

L'obiettivo del piano di ristrutturazione sarà la riduzione, il riscadenziamento e la revisione delle condizioni del debito, anche mediante l'utilizzo dei proventi della cessione di UK, ma anche il rafforzamento delle dotazioni patrimoniali del Gruppo, da realizzarsi attraverso un aumento di capitale in opzione per un importo complessivo fino ad un massimo di 210 milioni, che sarà interamente garantito.

È inoltre previsto che siano assunti dall'azionista Renato Soru impegni di voto in relazione alle delibere di aumento di capitale sociale in opzione e impegni di sottoscrizione, in via diretta o indiretta, di parte del predetto aumento di capitale sociale. Il piano di ristrutturazione del debito sarà presentato al mercato a breve, non appena tutti gli elementi dello stesso saranno stati definiti. Al 31 dicembre 2008, Tiscali ha registrato in Italia e UK un totale di circa 2,9 milioni di utenti attivi. Di questi circa 2,3 milioni sono abbonati.

La cessione, giudicata da Rosso “un successo”, «ha un senso non solo economico/finanziario, ma anche industriale e i benefici - ha spiegato l'Ad - non sono solo per Tiscali ma anche per Tiscali Uk. Siamo fiduciosi che la società di revisione, prendendo in esame i nuovi elementi, sarà disponibile a migliorare la sua valutazione sul gruppo - ha aggiunto Rosso - già in occasione della semestrale».

Le principali banche creditrici del gruppo Tiscali, Intesa Sanpaolo e Jp Morgan, detengono una quota del debito di 500 milioni pari a circa il 70%. Lo ha precisato, durante una conference call per presentare la cessione di Tiscali Uk, il presidente e amministratore delegato del gruppo sardo Mario Rosso. Dell'aumento di capitale per un massimo di 210 milioni che verrà effettuato nell'ambito del piano di ristrutturazione del debito, si faranno carico pro quota gli stessi istituti oltre a Renato Soru e all'inglese Vnil, socio di minoranza e creditore di Tiscali Uk, con cui il gruppo ha raggiunto un accordo transattivo in base al quale «è previsto il riacquisto della quota di minoranza e lo stralcio parziale del debito ad essa dovuto».

Come annunciato, l'ex presidente della Regione, ha ripreso in mano le redini della società da lui fondata. Con un obiettivo preciso: salvarla e rilanciarla. Una decisione che, nelle passate settimane, aveva fatto impennare il titolo in borsa. Complice la trattativa in corso per la vendita delle attività nel Regno Unito. Una trattativa, alla fine, conclusa ieri positivamente.

(red)

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