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sabato 9 maggio 2009

Finanziaria, è scontro dopo il voto in Aula
Duro botta e risposta tra gli schieramenti
La Giunta: «Risposte alle emergenze»

Il giorno dopo è quello dei commenti. La Sardegna ha la sua finanziaria 2009, approvata all'ultimo momento utile prima del blocco delle casse regionali al quarto mese di esercizio provvisorio. Ma dopo l'approvazione, nella tarda notte di giovedì, sembra essere l'unica cosa buona. Di sicuro, segna tutta la distanza tra maggioranza e opposizione, al di là delle dichiarazioni di responsabilità degli schieramenti. Ma anche di qualche problemino dentro il centrodestra dei grandi numeri. Piccole avvisaglie, piccolissime: come le tre conferenze stampa organizzate in rapida successione ieri. C'è quella del centrosinistra, naturalmente. C'è quella del governatore Ugo Cappellacci e dell'assessore Giorgio La Spisa, insieme, e c'è quella della maggioranza: «Il presidente sapeva della nostra», dice qualcuno, «noi non sapevamo della sua». Segnali di cui si dovrà tenere conto.

Intanto c'è tutta la soddisfazione di Cappellacci per «una finanziaria snella negli articoli ma non anoressica nelle risorse» e, dal suo punto di vista suo e della maggioranza, «una manovra politica con dotazioni importanti che affrontano le emergenze e tracciano la strada a quelle scelte strategiche che saranno esplicitate entro l'anno con il Piano regionale di sviluppo (Prs)».

Un punto di partenza, insomma: «Sono soddisfatto di questo risultato che non era facile da ottenere», dice il presidente, «ed è il primo passo a cui seguirà un decreto legge nei prossimi mesi che completerà le impostazioni delle politiche di bilancio». Dovrebbe essere pronto per i prossimi mesi, probabilmente già a giugno. E non un collegato, come sembrava dovesse essere, ma una «manovrina tecnico-politica» da 50 milioni di euro circa che conterrà interventi di sostegno alle attività produttive, per lo sviluppo delle politiche della conoscenza, intesa come valorizzazione delle risorse umane in termini di formazione, istruzione ricerca, e soluzioni legate al personale come la stabilizzazione del precariato.

La Spisa si è soffermato sul «senso di responsabilità» che ha caratterizzato il Consiglio regionale «dalla maggioranza all'opposizione, con cui vi è stato un rapporto netto, leale e corretto: non si è proseguito nella campagna elettorale».

Sarà pure così, ma dal centrosinistra le critiche ci sono. E non sono poche: secondo Giampaolo Diana, consigliere regionale del Pd, il documento «non è capace di affrontare i problemi cresciuti in maniera esponenziale negli ultimi mesi» e la Giunta Cappellacci, sull'uso della maggiori entrate e sulla capacità impositiva, «ha mostrato un basso profilo di autonomia nei confronti del Governo». La minoranza si è dichiarata infastidita, ad esempio, per l'abrogazione dell'imposta di soggiorno e per la chiusura a reperire le risorse sufficienti per garantire gli ammortizzatori sociali a 5mila persone. Inoltre, evidenzia Diana, sono stati tagliati gli incentivi ai settori produttivi: mostra come non esista un intervento serio per favorire la ripresa economica.

«Il centrodestra», aggiunge il collega di partito Chicco Porcu, «sovrappone le promesse alle promesse, come sta facendo per la strada Sassari-Olbia, spostando al futuro gli impegni assunti». Ed è «attaccata con lo scotch, si è visto in aula con gli avvertimenti e i messaggi mandati all'assessore dell'Agricoltura Andrea Prato: il numero legale è mancato una decina di volte, ma abbiamo evitato di dover sempre chiedere la verifica. È grave che una maggioranza di 53 non sia in grado di garantire la presenza di almeno 41 Consiglieri in situazioni importanti come l'esame della Finanziaria. È l'ultima volta che succederà».

Radhouan Ben Amara ha sottolineato come i Comuni siano stati resi meno autonomi, «si smentiscono le promesse elettorali e la maggioranza e la giunta mostrano tutta la loro pochezza di idee». Pessimista sul futuro il capogruppo delle sigle di sinistra, Luciano Uras: «Le promesse non potranno essere mantenute, non potranno essere contratti i mutui autorizzati per i vincoli di spesa del patto di stabilità. I residui cresceranno e diventeranno una montagna».

La replica arriva qualche minuto dopo, praticamente in presa diretta: «Sarà difficile interloquire con l'opposizione se continuerà a mantenere un atteggiamento riottoso ed arrogante, come la linea dell'ex assessore Gian Valerio Sanna». Il capogruppo Pdl, Mario Diana, gradisce le critiche alla Manovra finanziaria e i dubbi espressi sulle politiche del centrodestra per il futuro: «Abbiamo dato tutte le aperture possibili nel tentativo di trovare delle soluzioni, anche con la minoranza, a differenza di quanto successo nella scorsa legislatura».

L'idea è quella di aver fatto un primo passo importante, preparatorio a creare nuove opportunità di sviluppo per la Sardegna «per evitare che in futuro si continui a vivere sull'assistenzialismo». Il capogruppo Udc, Roberto Capelli, dichiarandosi più possibilista sulla ripresa di un confronto costruttivo con la minoranza, sottolinea come si sia «voltato pagina con una Finanziaria che segna una svolta, anche sulle cosiddette marchette». Dal capogruppo dei Riformatori, Pierpaolo Vargiu, arriva la strada per il futuro: «Non sono soddisfatto di questa manovra infarcita di misure di contrasto alla povertà: ma era obbligata, figlia del disastro della scorsa legislatura. Oltre alla congiuntura internazionale, l'aumento della miseria è frutto anche della miopia del centrosinistra negli ultimi quattro anni e mezzo di governo». Però c'è dell'altro: «Ora, per la maggioranza c'è una nuova sfida: quella di convincere i sardi che hanno fatto bene a votarci. Ma quello di ieri sul voto segreto non è il primo inciampo, ed è un sintomo. Ho un suggerimento per Cappellacci: c'è la necessità di rafforzare l'anima di questa maggioranza, che trovi nuova forza per spiegare ai sardi il nostro progetto».

(mamu)

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