giovedì 7 maggio 2009
di Cinzia Isola
C'è chi vede l'Italia come un paese alla deriva e chi lo vede governato da un regime attraverso quella che, spesso, si è definita dittatura “soft”: mediatica, televisiva. Costruita e coltivata attraverso vent'anni di progressiva destrutturazione di un insieme condiviso di valori. Eppure in questa presunta, ma reale e concreta, “deriva”, che costringe in un abbraccio mortale l'etica e la politica, sembra non mancare lo spirito di rivalsa. Uno spirito battagliero fondato sulla lotta all'indifferenza e basato sulla partecipazione dei cittadini alla gestione della res pubblica.
Quasi trecento persone, ieri, si sono ritrovate nella sede della pro loco di Sestu, con questo obiettivo. Per ribadire questa necessità, intorno ad un tema scottante e quanto mai attuale: “Democrazia e legalità - È ancora possibile una politica onesta?”
Un predicatore battista inglese vissuto nell'ottocento, Charles Haddon Spurgeon, sosteneva che “la politica migliore è l'onesta”. Potrebbe essere racchiusa in questa breve citazione la risposta al tema affrontato ieri sera a Sestu, nell'incontro dibattito organizzato dal neonato circolo del Pd Antonio Gramsci, per iniziativa di un gruppo di giovani che, senza tessere in mano, si era prodigato nella recente campagna elettorale tra le fila dei Volontari per Soru.
Un circolo che ha visto la luce da pochi mesi e può contare già una sessantina di iscritti. Un numero che, a urne chiuse, dimostra la volontà di non arrendersi a quello che, in troppi frangenti, appare come un destino ineluttabile: Silvio Berlusconi, il premier che una ne pensa e mille ne fa, nonostante le gaffes, le promesse mancate, l'imbarazzo generale che suscita ad ogni uscita pubblica, sembra proiettato verso una inarrestabile ascesa di popolarità.
Le elezioni europee sono alle porte e la Sardegna, che nonostante le promesse del Cavaliere è rimasta senza seggio a Strasburgo, ha accolto con affetto e stima la candidata del collegio Sicilia-Sardegna Rita Borsellino. Al suo fianco, padrone di casa, il sindaco di Sestu Aldo Pili, l'organizzatrice dell'incontro e animatrice del circolo Pd Michela Mura, la consigliera regionale, nonché candidata alle europee, Francesca Barracciu e l'ex presidente della Regione Renato Soru.
«Una persona che è stata condannata ha il dovere etico di lasciare la politica, finché non sarà dimostrata la sua innocenza», osserva Rita Borsellino. Che senza troppi giri di parole sentenzia: «Ci vorrebbe una autoregolamentazione della politica». Ma il tema della partecipazione sarà il filo conduttore di tutto il dibattito, che si concluderà solo in tarda serata. A dimostrazione che la voglia, l'energia, ci sono: occorre sono canalizzarla, per non disperderla.
«La partecipazione è necessaria per scongiurare la rassegnazione - sottolinea Rita Borsellino -la partecipazione esprime la volontà di non essere indifferenti, ma protagonisti. Perché anche le omissioni sono peccato - dice riferendosi all'ipotesi dell'astensione al voto - bisogna esserci, invece, non rinunciare alle proprie responsabilità». In fondo è l'inizio della campagna elettorale e la candidata del Pd non si nasconde dietro un dito: «Noi ci siamo e le cose devono cambiare a partire da noi».
Francesca Barracciu, che invita a votare donna al quadrato, per le prossime europee, non tralascia di elogiare l'iniziativa e la vitalità del circolo Pd di Sestu: «Se questo è il primo vagito, il neonato è sano», osserverà ricompensata da un applauso. E non eviterà di affrontare il tema spinoso dell'unità all'interno di un partito che cerca disperatamente una rinnovata identità: «I panni sporchi si lavano in casa, ma io credo che i problemi vadano affrontati», dice riferendosi alle faide interne governate dai “capibastone”. «Il partito siamo noi, l'invito è a partecipare, facciamo in modo che coloro che guidano il partito non siano lasciati soli: iscriviamoci in massa».
Poi, la parola passa a Renato Soru: «Io spero che il Partito democratico ottenga un buon risultato». Anche perché «c'è una deriva in Italia cui non si può far fronte con il nichilismo e l'indifferenza. Ma vi si deve far fronte nei i luoghi istituzionali della politica. E questi luoghi sono i partiti: capisco il fastidio, il dispiacere, ma si fa nei partiti la politica per poter incidere». E ancora: «Ho una profonda paura, se il Pd non ce la facesse e bisognasse ricominciare tutto da capo». Quindi, ha sottolineato, «dobbiamo essere in campo e ben attrezzati ».
In chiusura la prova concreta della partecipazione quando dalla platea si susseguiranno interventi e domande agli ospiti. C'è Sandro che vorrebbe i circoli del Pd come il “vivaio” dei giovani politici che “governeranno la democrazia e la globalizzazione”. E Claudia che vorrebbe sapere perché Rita Borsellino non ha la tessera del partito. Ci sono Marina e Paolo, marito e moglie arrivati da Isili per partecipare all'incontro e per chiedere all'ex presidente Soru cosa non rifarebbe o farebbe se potesse tornare indietro.
Alla fine, nonostante l'ora tarda, c'è ancora voglia di chiacchierare. A microfoni spenti, per scambiarsi opinioni, commentare la serata, per stringere la mano ai rappresentanti delle istituzioni, consapevoli di essere i veri protagonisti di una serata in cui era bandita l'indifferenza e benvenuta la partecipazione.
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