mercoledì 5 maggio 2009
di Marco Murgia
Niente strumentalizzazioni politiche, dicono. Piuttosto scelgono la linea del dialogo: chiedono un incontro al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al commissario straordinario per il G8 Guido Bertolaso. L'obiettivo sarebbe quello di presentare il conto: se e quando saranno ascoltati dall'uomo che li aveva sedotti in campagna elettorale. Niente strumentalizzazioni politiche, dicono, ma c'è un buco di tre milioni di euro: ammonta a tanto, secondo le prime stime, il danno causato agli albergatori di La Maddalena dallo spostamento del vertice mondiale a L'Aquila.
Tra le voci del conto ci sono da considerare, nell'ordine, le prenotazioni disdette o da disdire: l'unico ente ad averlo fatto, per ora, è la Prefettura di Sassari; le prenotazioni mai effettuate, visto che gli alberghi erano stati praticamente requisiti per il mese di luglio: chiedere ai vari tour operator che si occupano in particolare della zona. A meno di promozioni molto ma molto convenienti, sarà difficile convincere ora tutti i turisti che avevano già deciso un'altra destinazione. E qui si ricollega la terza voce: molti, tra i titolari delle strutture, avevano acceso mutui consistenti per ristrutturare o riconvertire le location che avrebbero dovuto ospitare le delegazioni al seguito degli otto grandi. Con le banche che iniziano a fare pressioni, risulta difficile pensare a offerte low cost per convincere gli ultimi indecisi. Chi paga? Di certo non si sa: ma, tra il vedere e il non vedere, gli albergatori dell'arcipelago chiedono al governo anche facilitazioni di carattere fiscale.
Con quelli a Roma che non si impegnano neanche a fare pressioni sull'Eni per la questione della chimica - e la multinazionale è una partecipata del governo - risulta difficile credere in qualche soluzione in tempi brevi. Per la chimica, il ministro Claudio Scajola continua ad assicurare la massima attenzione di palazzo Chigi: l'imprenditore veneto Sartor ha sbattuto la porta, ma il governo si impegna per il mantenimento «degli accordi che presso il ministero sono stati raggiunti». Solo che il «volto nuovo della chimica italiana», definizione dello stesso Scajola, ha rovesciato il tavolo proprio per quegli accordi non rispettati: da parte di Eni, quindi del governo.
Per La Maddalena sarà lo stesso. Durante la conferenza stampa in cui annunciava la sua decisione, Berlusconi assicurò per l'arcipelago il G8 dell'ambiente, in programma a settembre: con la partecipazione del presidente Usa Barack Obama. Visibilità mondiale garantita ugualmente, in sostanza: gli albergatori e gli imprenditori maddalenini avranno comunque di che sfregarsi le mani.
Tutto bene? Non proprio. L'ultimo schiaffo in ordine di tempo alla Sardegna arriva direttamente dal salotto televisivo di Porta a Porta. Il Cavaliere è impegnato a spiegare la sua versione dei fatti sul divorzio da Veronica Lario, ma parla anche del G8. Problemi di sicurezza a L'Aquila? Sono vere le voci sulle perplessità statunitensi? Risposta secca: «Non mi risulta. Anzi gli americani hanno giudicato assolutamente migliore la situazione della sicurezza nella cittadella della Guardia di Finanza, anziché alla Maddalena che era aperta a molti imprevisti». E via con la spiegazione: dalla Casa Bianca, «a esempio, non volevano una suite per il presidente Obama in una grande nave, e inoltre avevamo paura per le condizioni del tempo e la possibilità del maestrale: ci avrebbe creato problemi e tutta una serie di difficoltà logistiche che comportavano una spesa in più per la sicurezza di 220 milioni di euro».
Qualcuno gli spieghi che il maestrale, in Sardegna, c'è tutto l'anno. Quindi anche in settembre, quando Obama dovrebbe arrivare per il summit sull'ambiente. Qualcuno gli chieda come si risolveranno, per quella occasione, i problemi legati alla sicurezza e con quali soldi. Qualcuno gli ricordi, ancora, che Obama su una nave lo avrebbe voluto mettere lui stesso: insieme a tutti gli altri grandi del mondo, per il G8 in progress tra la Sardegna e Napoli. Era il periodo dell'emergenza immondizia in Campania: allora, secondo i ragionamenti del premier, quella della nave sembrava una grande idea.
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