giovedì 30 aprile 2009
di Cinzia Isola
Mentre ancora si attende che qualcuno presenti il conto dei danni post-scippo G8, in Sardegna c'è già chi è arrivato alla resa dei conti. Davanti a milioni di euro andati in fumo, dodici licenziamenti (i custodi dei cantieri,tutti maddalenini) sono solo la triste coltre di fumo dell'incendio appiccato dal premier Silvio Attila Berlusconi a La Maddalena. Una nube tossica che potrebbe propagarsi dando vita a focolai diffusi tra i lavoratori impegnati nelle opere del vertice sfumato: letteralmente sparito, grazie all'ultimo magheggio del Cavaliere.
Piccole scosse di assestamento, scuotono, in maniera indolore, il mondo politico. L'opposizione del consiglio regionale tenta in tutti i modi di tenere alta la tensione sul trasferimento del summit tra i potenti della terra a L'Aquila. E sulle conseguenze, in particolare. A scatenare l'ira funesta delle diverse anime della minoranza, il rifiuto siglato dalla conferenza dei capigruppo alla convocazione straordinaria del Consiglio regionale dello “scippo”. Pronta la contro conferenza stampa, per ripercorrere le tappe dell'incredibile vicenda.
«Abbiamo preso l'impegno di affrettare i tempi della Finanziaria - ha sottolineato il capigruppo del Partito Democratico, Mario Bruno - e lo faremo. Ma questo rifiuto incrina i rapporti». Il patto di non belligeranza, ha avuto vita breve. Il patto informale sottoscritto sotto le insegne della responsabilità politica sembra già rotto. Negare la discussione, sulla base di nuove delucidazioni da parte del presidente del Consiglio, non fa che rimarcare il ruolo di subalternità del governo regionale rispetto a quello centrale. Che pure non si è privato di calpestare lo Statuto sardo: l a Regione deve essere sentita, nella persona del presidente della Giunta, ogni qual volta il Consiglio dei ministri discuta provvedimenti che riguardano l'isola (art.47).
Ma questo è solo l'aspetto più degradante, dal punto di vista istituzionale, del trasferimento coatto da La Maddalena a L'Aquila. Da tempo Berlusconi tentava il colpaccio con esilaranti proposte di trasloco. Senza dimenticare che, strada facendo aveva chiuso con nodo da promettente marinaio il cordone della borsa . «La decisione del presidente Berlusconi di trasferire a L'Aquila il vertice è stato l'ennesimo colpo di teatro», ha commentato Adriano Salis dell'Italia dei Valori. In sintonia con il collega Luciano Uras, capogruppo dei Comunisti - La sinistra Sarda - Rossomori: «Silvio Berlusconi è l'unico a pensare al G8 come ad un varietà», ha ironizzato ammettendo che, tuttavia «abbiamo imparato che riesce sempre e comunque a sorprenderci».
Mario Bruno sottolineando la «necessità di fare chiarezza su questa che è una vera e propria beffa», ha ribadito:«abbiamo il diritto di sapere come stanno le cose, vogliamo capire». Mentre Adriano Salis ha precisato che l'opposizione di governo, «ha il dovere di far sì che questa notizia non sia cancellata: non si può più tacere».
Nel calderone delle risorse scippate, per l'opposizione, rischiano di finire anche altri 4,2 miliardi di euro attribuiti come quota di riparto dei fondi strutturali per il settennio 2007-2013. Per Adriano Salis, la soluzione ci sarebbe pure: «dirottare sul completamento delle opere a La Maddalena le risorse, pari a circa 40 milioni di euro, stanziate dalla delibera Cipe del marzo scorso per l'avvio della progettazione della metropolitana interrata di Cagliari, che arriveranno complessivamente a circa 240 milioni per la realizzazione del tunnel».
Intanto è stata rinviata a lunedì prossimo, 4 maggio (ore 11), l'incontro sul G8 a La Maddalena, inizialmente previsto per sabato, tra l'amministrazione comunale e i consiglieri regionali e la Giunta, per verificare lo stato dell'arte dopo la decisione del governo di trasferire a L'Aquila il vertice internazionale. Appuntamento al quale l'opposizione ha già dato conferma della sua partecipazione. «Il centrosinistra ci sarà ed è grave che, invece, il presidente della Regione non sia ancora andato a incontrare l'amministrazione comunale nonostante abbia partecipato, a pochi chilometri, a un evento a Porto Cervo», hanno sottolineato i capigruppo dell'opposizione.
Mentre tra le fila della maggioranza partivano le repliche del Psd'az e dell'Mpa. «La fregatura l'abbiamo cercata noi - ha polemizzato Giacomo Sanna - oppure ce l'hanno data gli altri? Questa maggioranza questo governo regionale, il G8 l'ha trovato lì». Il leader del Psd'az , rifacendosi alle dichiarazioni dell'ex presidente Renato Soru (che aveva giudicato lo spostamento del vertice internazionale da La Maddalena a L'Aquila "una grandissima fregatura"), ha concluso: «Se il G8 a La Maddalena non fosse mai iniziato, sarebbe stato meglio, e non mi preoccupa assolutamente lo spostamento, ma solo sapere quanto andrà a compimento». Mentre Franco Cuccureddu, con parallelismo azzardato, afferma con convinzione che «la tassa sul lusso ha provocato un danno all'immagine turistica della Sardegna più grande di quello derivante dallo spostamento del G8».
Nessuno sembra preoccuparsi dei dodici custodi che pare abbiano già messo una pietra sul loro futuro occupazionale: i dodici custodi dei cantieri del G8 di La Maddalena saranno licenziati entro il 1 maggio. Come annunciano, in una nota congiunta, il delegato aziendale della Filcams Cgil, Luigi Plastina, il segretario provinciale della Fisascat Cisl, Stefano Giorgi e il delegato provinciale della Uiltucs Uil, Massimiliano Guccini, che chiedono un immediato intervento delle istituzioni per garantire il rispetto degli impegni presi.
Intanto, ieri pomeriggio la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha votato i presupposti di costituzionalità del disegno di legge di conversione del decreto legge 28 aprile 2009 che riguarda il terremoto in Abruzzo e il trasferimento del G8 da la Maddalena a L'Aquila. Il provvedimento proseguirà il suo iter nella Commissione Ambiente e Territorio per l'esame di merito. «Circa i lavori ancora in corso, le norme sono una pistola puntata alla testa delle imprese, che o accettano le riduzioni dei corrispettivi contrattuali che il Governo proporrà, o dovranno seguire la strada del recesso e bloccare i lavori», ha denunciato il senatore Pd, Francesco Sanna.
«Le riduzioni scattano in automatico per tutte le imprese impegnate da contratti che prevedono maggiorazioni per l'accelerazione dei lavori - prosegue Sanna - che vengono quindi declassati a ordinaria amministrazione. Queste aziende credevano di lavorare alle condizioni fissate con la Protezione Civile sino alla adozione del decreto legge (28 aprile 2009), ma il Governo riserva loro un brusco risveglio, perché la contabilizzazione di quelle opere viene bloccata al 1° marzo 2009».
«Sullo spostamento del G8, la versione definitiva del decreto legge conferma i dubbi della prima ora», ha sottolineato il parlamentare sardo. «L'articolo 17, che dispone lo spostamento, vorrebbe far risparmiare 220 milioni di euro, ma in esso non si distingue tra i risparmi sui lavori e i risparmi sulla sicurezza, come invece ha sostenuto il presidente del Consiglio. Dei risparmi sulla sicurezza, anzi, non si parla proprio. Ma l'aspetto paradossale e inaccettabile - ha concluso Francesco Sanna - è che tutte le somme derivanti dai pretesi risparmi sui lavori verranno incamerati dal ministero dell'Economia, mentre sono state messe in gran parte a disposizione dai fondi per lo sviluppo della Regione Sardegna. Credo che questo sarà occasione di una decisa battaglia parlamentare».
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