martedì 28 aprile 2009
di Andrea Pusceddu
Dopo il clamoroso spostamento del G8 all'Aquila, Ugo Cappellacci era immediatamente volato a Roma, per chiedere spiegazioni. Arrivato a Palazzo Grazioli, il neo governatore era stato categorico: «Non andremo via di qui fino a quando non otterremo udienza, dovessimo rimanere tutta la notte su questo inginocchiatoio!»
Visibilmente colpito dal piglio deciso del governatore sardo, il Premier ha quindi capitolato, cedendo alle sue insistenze.
Eppure, le premesse non erano state incoraggianti: la tanto sbandierata idea di presentarsi a Roma «con il coltello tra i denti», così come promesso da Cappellacci in campagna elettorale, era naufragata ai controlli di sicurezza dell'aeroporto di Cagliari Elmas: nonostante le proteste, Cappellacci aveva infatti dovuto cedere alle richieste della vigilanza Sogaer, ed aprire la mascella depositando il coltello nell'apposito cestino.
Ma anche senza pattadese, il viaggio a Roma ha dato i suoi frutti, e possiamo già annunciare in anteprima la clamorosa ricompensa riservata alla nostra isola per ripagarla del mancato G8.
Le richieste della Giunta erano categoriche e non negoziabili: «Si dovrà trattare di un evento di copertura internazionale, di grande visibilità mediatica, attorno al quale dovrà ruotare un grande giro di capitali, in grado di avere profonde ricadute sul territorio».
Detto, fatto: poche ore dopo la fine dell'incontro tra Berlusconi e Cappellacci, era già alla firma del presidente Napolitano un decreto legge per spostare in Sardegna l'epidemia di febbre suina che era stata organizzata congiuntamente da Messico e Stati Uniti.
Le condizioni sono state tutte rispettate: la copertura internazionale è garantita dalla viralità dell'agente patogeno, che dal Sudamerica si è diffuso in pochi giorni in Texas e poi a New York per saltare (notizia di queste ore) sino alla Spagna di Zapatero e alla Gran Bretagna. Ma grazie all'interesse del cittadino sardo più importante, il nostro premier, tutti i prossimi casi saranno dirottati in Sardegna.
Questo, oltre a garantire l'ampio respiro internazionale richiesto, darà finalmente alla nostra isola la visibilità che merita. Troupe di giornalisti sono in arrivo da Usa, Sudamerica, Giappone, Cina, Corea ed Australia. Mentre scriviamo, è già in corso la prima diretta della CNN dal Porto canale di Giorgino (CA), da dove il corrispondente statunitense manda aggiornamenti continui, e si fa riprendere protetto da una tuta omologata contro attacchi NBC (Nucleare Batteriologico Chimico).
Sul fronte occupazionale, un forte beneficio alla nostra economia verrà garantito dalle multinazionali farmaceutiche, che si sono dette pronte ad assumere centinaia di lavoratori sardi come cavie per i test sul vaccino: «I sardi ci costano molto meno dei porcellini d'India», ha commentato un portavoce, «e fanno molte meno storie: qualunque cosa gli si faccia non si lamentano e lasciano fare. Così finalmente gli animalisti ci lasceranno in pace».
Secondo gli esperti della OMS, la febbre suina si trasmetterebbe per via aerea, ma per tenere conto dell'insularità sarda è allo studio una variante in grado di muoversi anche per via marittima grazie alla continuità territoriale. La cosa è però resa complessa dal fatto che i primi bacilli sperimentati non riescono a replicarsi a bordo delle motonavi Tirrenia: sebbene abituati alle condizioni igieniche di Città del Messico, i ceppi virali troverebbero troppa concorrenza a bordo delle motonavi campane.
La giunta Cappellacci, notoriamente molto critica ed esigente nei confronti di Palazzo Chigi, si è stavolta abbandonata ad un vivo apprezzamento, sottolineando in un comunicato stampa che «la Sardegna ha finalmente svoltato, diventando il centro nevralgico di un grandioso evento. Smentite le solite cassandre che si lamentavano della nostra scarsa influenza».
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