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sabato 25 aprile 2009

Missione compiuta: sardi superstar
com'è umano Silvio con Ugu ridens
No G8, ponte Olbia-Civitavecchia
Prestigio cresciuto: da pane carasau

di Giorgio Melis

“Non c'è nessun problema di immagine per la Sardegna nello spostamento del G8 a L'Aquila perché in queste ore è l'Italia intera che mostra al mondo un alto profilo morale”. Parole di Ugu Cappellacci, musica di Silviu Berlusconi, arrangiamenti di Vissenti Apicella. Davvero straordinario, toccante. I sardi s'illuminano d'immenso, coinvolti nell' “alto profilo morale” evocato e incarnato dal loro sub-presidente. Per modestia, si è piazzato frontalmente davanti alle telecamere - esprimendo il proprio orgoglioso compiacimento per il sacrosanto, doveroso, positivo dirottamento dell'inutile anzi dannoso G8 dalla Sardegna - per non esibire anche il proprio “alto profilo morale”: tutti i sardi, all'unisono, gliene rendono merito. Apprezzano in massa, lodandone la forza, la dignità e autorevolezza con cui ha rappresentato e difeso il prestigio e i diritti dell'autonomia sarda.

Alcuni disfattisti avevano insinuato che Ugu Fantozzi Cappellacci fosse stato informato preventivamente anche lui dell'ipotesi-scippo e avesse taciuto per non essere incenerito dal Capo. Infatti lo sapevano tutti da dieci giorni: a L'Aquila fino a a Canicattì, dal guardaportone di palazzo Grazioli al buttafuori dell'Isola dei Famosi (a proposito: perché non proporne una location in Sardegna? Ormai non ci resta che questo…). Un falso clamoroso. Viaggiatori provenienti da Hong Kong confermano che il sub-presidente sapeva ma solo perché era stato lui, in segreto, a proporre il trasferimento del G8 a L'Aquila. Aveva taciuto per lasciare la gloria dell'impresa a B&B, Berlusconi e Bertolaso. Anche a costo di fare la figura del povero marito becco, il solito ed unico all'oscuro d'essere cornificato dalla generosa moglietta vogliosa. Dunque l'“alto profilo morale” che l'Italia acquisisce con questa mossa geniale, è tutto merito del sub-super-presidente Ugu, incommensurabile anche per modestia.

È bene che si sappia la verità. Per liquidare le dicerie degli untori che presentano Cappellacci come un fantoccio che subisce tutto, corre a Roma consumando le rotule nei corridoi di palazzo Grazioli, riceve le solite pacche sulle spalle e le domestiche disposizioni dal Cavaliere (“nel the, una fettina di limone, Ugo”) e poi festeggia, sorride, ride beato anche se mamma non ha fatto gli gnocchi. Così si mette a tacere anche quell'estremista di Mariolino Floris, che contesta l'illegittimità del dirottamento del G8 perché alla riunione del Governo non era stato invitato, come previsto dalla legge, il presidente della Regione sarda. Stupidaggini, formalità. Il sub-presidente era presente in spirito e rappresentato dal collega dell'Abruzzo Chiodi. Ma poi, cosa ci andava a fare? Un sub-doppione, essendoci il governatore-sultano d'Italia e Sardegna, nonché commissario regionale, l'amato leader Silvio.

Dunque basta con le lagne e le proteste, Cosa volete, quattro stracci che volano, due mattoni da riciclare altrove e poi la Maddalena è notoriamente molto più pericolosa di Baghdad e l'Afghanistan: non lo si era detto prima per riguardo a Ugu. Berlusconi ha deciso in piena legittima, col sostegno preventivo dei sardi. Con i sei deputati che nel 2008 aveva personalmente scelto e nominato incluso Luca Barbareschi (nomen omen) paracadutandoli in Sardegna, i ministri sardi presenti solo in spirito nel suo governo dove hanno rifiutato di entrare, la valanga di voti ottenuti alle regionali.

A conferma di quant'è umano con noi sardi, il Cavaliere è volato a Cagliari (anzi a Pula: al Forte Village: della Regione e del Consiglio, dove non è mai voluto entrare in 15 anni, gli hanno mostrato due cartoline) con un contro-blitz decisivo. Nessun danno, solo benefici per la Sardegna. Soldi a valanga, la Sassari-Olbia a otto e non più quattro corsie, la Carlo-Felice entro sei mesi trasformata in autostrada a 12 corsie, petrolchimica a saturazione fino al Gennargentu, a La Maddalena G8 sull'ambiente nella stagione dei monsoni e sagra degli aspragi ad agosto a Villa Cerrtosa. E poi, il colpo delle cento pistole. Anche se le entrate finanziarie vanno a picco (meno quattro miliardi in due mesi nelle casse statali), sarà finanziato e costruito in cinque anni il ponte tra Golfo Aranci e Civitavecchia con diramazione a Livorno: un colpo mortale e definitivo, storico, alle diseconomie dell'insularità sarda. Segue standing ovation. Il trionfo sarà ripetuto in tutta la Gallura, dove gli albergatori e le imprese sono trionfanti e vogliono fare la festa al Cavaliere appena si mostrerà.

Naturalmente il più festeggiato è stato Ugu, sempre più beato e ridente fino a suscitare qualche dubbio: troppi gnocchi della mamma? Comunque, parteciperà a sa Die de sa Sardigna in costume da Amsicora alternato con quello di Re Barisone, Giovanni Maria Angioy ed Emilio Lussu, essendo stato assunto nell'Olimpo della patria sarda. Peccato non la smetta più di ridere.

Con ciò la faccenda è chiusa. Missione compiuta. A luglio i Grandi della terra potranno vedere da vicino e miracolare con lo sguardo L'Aquila e il suo dramma (attenuato, si spera). Noi sardi piangeremo di commozione per essere stati artefici del miracolo, orgogliosi di noi stessi, del prestigio che il nostro sub-presidente ci ha meritato nel mondo. Pensate, in due mesi esatti è riuscito nell'impresa titanica di far crescere il già rispettabile credito e peso politico della Regione allo spessore di un pane carasau, quasi come uno spianato ectoplasma con l'encefalogramma politico piatto, depassé. Continuiamo ad essere un formidabile serbatoio di statisti, niente da fare, e soprattutto di difensori alla morte del nostro prestigio di popolo e nazione invitta. Vadano in malora i critici: rischiano di proporci come invidiosi dell'Abruzzo. In verità una certa invidia ci sarebbe, per confronto: della serietà e dignità di tanti abruzzesi. Ma tacciano gli sciocchi che si sentono umiliati da B&B&Ugu e arrivano a dire di volersi dimettere da sardi. Pura volgarità. Ben altra forza e resistenza impone la convivenza e la comune residenza: vero, eroico patriottismo.

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