venerdì 24 aprile 2009
di Luciano Serra
Un dato certo non si conosce perché tutto è avvolto, come è logico, dalla coltre del segreto di Stato, giustificato dalla delicatezza del caso, ma è verosimile immaginare che alla Maddalena sono state realizzate finora opere per circa 180 milioni di euro: due alberghi, un porto turistico, l'acquedotto, bonificato l'arsenale e lo specchio d'acqua antistante. Lavori non ancora ultimati e per i quali, è ovvio, sarà necessario spendere ancora. Un'isola messa sotto sopra per accogliere i “grandi della terra”, tutti affannati a fare bene e in fretta. Improvvisamente (per noi e Cappellacci, non per Chiodi che dice che lo sapeva da 10 giorni) non se ne fa più nulla. Al danno si aggiunga la beffa che lo Stato per fare tutto ciò metteva presso che nulla: appena 50 milioni stanziati nell'ultima finanziaria del governo Prodi e destinati esclusivamente a sostenere i costi vivi di organizzazione e allestimento, insufficienti! Per il G8 era stato consentito di usare fondi FAS già destinati alla Sardegna (da Prodi), quota di stanziamenti nazionali per progetti attrattori di flussi turistici, particolarmente innovativi, ecc ecc. L'era Tremonti-Berlusconi-Bossi ha rimesso tutto in discussione: troppi soldi al sud dirottiamoli al nord. Tremonti l'aveva detto chiaro alla Conferenza dei Presidenti e il Cipe ha deliberato, tant'è che si sono inventati la regole del “disimpegno automatico”, ovvero i soldi non impegnati entro dicembre 2008 ritornano nella disponibilità del governo per un fondo indistinto (leggi soldi per l'expo di Milano, federalismo fiscale da finanziare …).
La macchina si ferma? Chi lo sa? Rallenterà, almeno. I lavori non saranno più organizzati in tre turni (uguale licenziamenti), non ci sarà più l'urgenza di terminare per tempo e allora l'isola sarà un cantiere aperto proprio nei mesi estivi con relativi disagi. I 220 milioni che non si spendono più per la Maddalena sono forse la parte non ancora spesa lì ma stanziata dalla Regione? Sarà dirottata per la ricostruzione dell'Abruzzo? Con le procedure G8 si era previsto di fare la Sassari-Olbia. Solo per fare le conferenze di servizi (concluse nel giro di un mese e mezzo) sarebbero stati necessari (chiedere ai tecnici e agli amministratori locali) un paio d'anni. Era previsto l'allungamento della pista dell'aeroporto di Olbia, l'adeguamento del raccordo aeroporto-ss125, l'ammodernamento del porto di Portotorres ... insomma una vera e propria rivoluzione infrastrutturale del nord Sardegna. Ora dicono che si risparmiano 220 milioni. Sarebbero i soldi necessari per la sicurezza. Mi chiedo chi ci andrà a proteggere le delegazioni straniere a L'Aquila. Forse Berlusconi pensa di fare ricorso ai volontari della protezione civile che in quanto volontari si accontentano di un piatto di minestra calda, la sera. Io penso che non sarà cosi. Che sarà comunque necessario mobilitare i corpi speciali dello Stato, elicotteri, blindati, servizi segreti, ospedali, polizia, carabinieri. Sarà necessario presidiare Roma e tutte le ambasciate dei paesi ospiti, non Palau, presidiare gli oltre 100 km di autostrada fino a l'aquila, non la Olbia-Arzachena, la città dell'Aquila. Mesi di lavoro, sopralluoghi italiani e stranieri, piani di sicurezza, di evacuazione, intelligence preventiva, tutto buttato nel cesso. E penso che anche tutto questo costi qualche soldino.
C'è del metodo in tutto questo casino? Il Presidente del Consiglio, bontà sua, ci ha spiegato che la bolla è stata emessa per segnare l'attenzione del Governo verso le popolazioni terremotate. Ma se il vertice si terrà in una caserma della Guardia di Finanza, quali saranno i benefici effetti della loro presenza sull'economia della regione? E ai sardi cosa racconteranno? Passi la telefonata a Putin per risolvere la questione Eurallumina, il polo chimico di Portotorres e Assemini, la Sassari Olbia, il collegio per le europee … Di tutto ciò nulla, assolutamente nulla. A questo oggi si aggiunga il g8 che fa ciao ciao. Con buona pace degli allocchi che hanno creduto che possa esistere un “governo amico”. Cappellacci si dice disposto al sacrificio per dovere di solidarietà. A parte che quando per solidarietà abbiamo smaltito 10 tonnellate di immondezza napoletana, loro che sventolavano le bandiere di partito aizzavano le folle e per poco non ci scappava il morto, mi chiedo in che cosa si esplicita il beneficio per l'Abruzzo? Si venderanno più cornetti al bar dell'Aquila? Oppure, mossi a compassione dall'immane tragedia, anche dalle Americhe e dal Giappone saranno inviati sms di contributo benefico? Non sarà invece, come ha detto giustamente il sindaco della Maddalena, un altro terremoto su un terremoto?
Il G8 alla Maddalena aveva un senso: per decenni l'economia di un paradiso in terra era ferma, zavorrata dalla presenza militare convenzionale e atomica, i sommergibili americani a propulsione nucleare convivevano con un parco nazionale. Smantelliamo tutto e investiamo per convertirla in economia civile, ambientale.
Non sarà il cinico tentativo di una maggioranza di governo di sollevare una cortina fumogena, l'ennesima, che annebbia la vista e le coscienze? Dato che sono in forte imbarazzo perché non riescono a nascondere all'opinione pubblica che si spendono inutilmente oltre 400 milioni euro non volendo accorpare europee e referendum, dato che abbiamo subito lo smacco di annunciare nuove tasse e poi doverci rimangiare tutto, dato che togliere il 5 per mille alle associazioni di volontariato no, proprio no, dato che l'8 per mille della chiesa cattolica … ma siamo matti? Beh! … perché non spariamo il fuoco d'artificio “g8 all'Aquila?”. Ripeto: c'è del metodo in tutto questo casino? Io temo di si! E Dio non voglia che da qui a breve nella caverna di Guardia del Moro, nell'isola di Santo Stefano, non vogliano stivare le scorie nucleari, facendone il deposito unico nazionale. Sarebbe perfetto: accesso riservato via mare, scarsa densità demografica, rischio sismico nullo e popolazione perfetta: prona e silente.
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