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martedì 21 aprile 2009

Tuvixeddu, piovono soldi o cemento sul colle?
Maninchedda punta sulla trattativa economica
Mongiu: «Subito la commissione paesaggio»

di Daniela Paba

«Cinquanta milioni di euro per le aree di Tuvixeddu? E perché non 100 o 150?». Il primo commento, a caldo di Maria Antonietta Mongiu, archeologa ed ex assessore alla Pubblica istruzione, ha un tono decisamente sarcastico. Che però diviene immediatamente serio e pacato a dimostrazione che, quando si tratta del colle su cui sorge la necropoli punica, come per il Poetto, cuore e ragione vanno insieme, anche in politica.

vignetta - Tuvixeddu

Voi ne avevate proposto 15 più alcuni terreni in permuta, l'ex caserma Ederle a alcune strutture in viale Colombo…

Noi abbiamo fatto delle proposte, ma non è né il presidente, né la sua giunta a stabilire il prezzo, specie se si tratta, come in questo caso, di un bene collettivo. Per stabilire il prezzo ci vuole una commissione regionale che stabilisca il valore degli immobili prima di sparare cifre. Perché un conto è un luogo senza vincoli dove si può costruire liberamente, un conto è un luogo dove ci sono dei vincoli paesaggistici ed archeologici. La nostra era solo un'indicazione. Ripeto il prezzo lo fa la commissione: si era in una fase di proposta e di trattativa, ci sono stati diversi incontri, ma la valutazione è in capo a una commissione, non è della giunta.

Ma come valuta la posizione assunta dall'assessore Maninchedda che ripropone l'acquisto da parte della Regione delle aree per realizzare il parco?

Ho letto che è stata accolta con entusiasmo, ma ora bisogna farla seguire da atti concreti. Rimango sempre molto impressionata dagli entusiasmi. Noi allora abbiamo scritto e, come abbiamo intrapreso una procedura per l'acquisto di villa Laura e dei terreni della proprietà Cocco in Sant'Avendrace, così volevamo fare con Cualbu.

Ora bisogna vedere di che aree parlano Maninchedda e Cualbu. Noi vorremmo infatti che fosse allargato il vincolo e, come hanno sottolineato gli ambientalisti, vorremmo capire quale percorso si deve seguire. Perché, ripeto la cifra non la si stabilisce così, parlando di soldi pubblici. Si formi invece la commissione per paesaggio. Se è vero che Maninchedda è stato illuminato sulla via di Damasco, perché non fa una proposta immediata per l'ampliamento del vincolo che tutti hanno negato? Non si può essere sensibili solo agli interessi del privato. Se è vero che l'uomo è sensibile al luogo questo può essere vincolato solo dalla commissione, quindi chieda che si faccia. E poi si tratta.

Perciò è d'accordo con Legambiente quando dice 'bene purché si faccia'?

Noi abbiamo prodotto atti formali, ci sono le lettere del presidente Soru a Compresa con la proposta di fare un tavolo per concertare il passaggio delle aree, c'è una commissione regionale che se non va bene possono cambiare, infine c'è che chi viene eletto è chiamato a prendere decisioni per il bene comune. Ma c'è anche una legge italiana, il codice Urbani, scritta dal centro destra nel '97, che impone di rivedere i vincoli delle aree archeologiche e quindi impone la revisione del piano paesaggistico regionale che qui è stata registrato solo nel 2006. Ora ci auguriamo che l'iter per Tuvuxeddu continui. Io non dico che Maninchedda ha scoperto l'acqua calda, dico solo che l'acqua era lì e lui l'ha riscaldata.


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