mercoledì 15 aprile 2009
di Cinzia Isola
A cercare di far chiarezza, a volte, si rischia di aumentare la confusione. Succede, ad esempio, che a precisare i contenuti di un progetto, c'è il rischio di illuminare le modalità oscure con cui il Comune lo finanzia. Modalità che è prassi, a quanto pare. Con le opportune determine “riparatrici”, a posteriori, ogni progetto trova fortuna nelle segrete casse comunali. Grazie alla legittima offerta di chiarimenti del titolare della Venus Dea, Maurizio Ciaccio, abbiamo scoperto che il Comune di Cagliari non ha dato nessun benestare di tipo amministrativo al “Corso di formazione per l'inserimento lavorativo rivolto alle ragazze residenti nel quartiere Sant'Elia”.
L'unico documento ufficiale, spiega Ciaccio, è un progetto regolarmente protocollato negli uffici comunali. È l'occasione giusta per spiegarlo meglio: «Non c'entra nulla con la moda o la bellezza: il corso è rivolto a tutte le ragazze». Nessuna modalità di selezione, sarà una gara all'ultima telefonata: «Le prime 25-30 telefonate che riceveremo», permetteranno di stilare una democratica graduatoria. Per l'età, in linea di massima, è meglio che ad alzare la cornetta siano le giovani under 30. Ma, se l'adesione non sarà massiccia, c'è speranza e posto anche per chi ha superato la soglia anagrafica fissata dal corso.
Un corso dal valore sociale, spiega il numero uno della Venus Dea, che si svolgerà tra maggio e luglio con lezione settimanale di quattro ore al giorno. Un corso che non garantisce lavoro, ma solo l'opportunità di non trovarsi impreparati nell'eventualità di un colloquio. Il portamento, il trucco? C'è stato un equivoco: si tratta di lezioni che mirano all'equilibrio delle giovani candidate. Si sa: troppo trucco, abbigliamento inopportuno sono un pessimo biglietto da visita. Un approccio convincente e qualificato. La lezione ci ha quasi convinti: in fondo, a ben altri corsi inutili abbiamo assistito negli anni passati. E questo prevede anche un test pratico alla fine del percorso: un vero e proprio colloquio in un'azienda. Per verificare se le lezioni sono servite, mica per trovare lavoro. Anche se, spiega Maurizio Ciaccio: «Non si può mai dire, magari si possono creare delle opportunità».
Ma, una volta chiariti i contenuti del nuovo investimento delle politiche sociali, è la forma a tingersi di giallo. Sul costo del progetto, bocca cucita: «È un accordo col Comune, ma nulla di certo». Nulla di certo? Sì, abbiamo capito bene: «C'è la speranza che il Comune ci dia il contributo - spiega Ciaccio - se poi non arriva, pazienza». Per ora l'unica cosa certa è che il progetto è piaciuto moltissimo all'assessorato per le politiche sociali di Anselmo Piras. E allora, se tutto finisce qui: perché nella locandina è già presente il logo del Comune? E perché viene certificato il patrocinio e il contributo? Se si tratta di una speranza innocente, ha superato quasi certamente la legge. Se si tratta della più classiche delle profezie autoavverantesi, con il Comune la Venus Dea ha fatto bingo. Tirati in ballo, non si tireranno indietro: con una bella determina salva progetto si concluderà l'ultimo giro di valzer dell'amministrazione comunale.
«Cosucce - anticipa Maurizio Ciaccio - non toglieremo il pane di bocca ai cagliaritani». Ci mancherebbe: il Comune sa bene come dosare briciole qua e là, senza sfamare nessuno ma solleticando un sano appetito verso la gestione della res pubblica con sfiziosi micro fondi “individuali”. Che, a fare le addizioni tra tutti i beneficiari, tanto micro non sono. Anche se, va detto, per utilizzare gli spazi del Lazzaretto la Venus Dea pagherà un contenuto affitto.
Tutto a posto? Sembrerebbe di sì: «Abbiamo parlato anche con don Marco, e si sa - spiega Ciaccio - che a Sant'Elia passa tutto per lui». Già, sappiamo pure questo. Non immaginavamo, invece, fosse addirittura «entusiasta» del progetto. Un motivo in più per il Comune legittimato dal potere spirituale ad aprire i cordoni della borsa. L'atto amministrativo ancora non c'è . Ma poco importa. Di questi tempi, si sa, basta la benedizione del parroco.
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