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mercoledì 15 aprile 2009

Abruzzo, dalle villette al marmo gratis
piccole storie di solidarietà dall'isola

Squilla che sembra friggere, il telefono di Giampiero Pani. E mentre la colonna sarda messa in piedi dalla Regione si imbarcherà questo pomeriggio da Cagliari verso Civitavecchia, destinazione Abruzzo nelle tendopoli di Acciano e Camarda, c'è anche chi potrebbe fare presto il percorso inverso. È bastato pubblicare il numero sulle pagine de L'Unione Sarda con l'idea di Pani e altri due amici - mettere a disposizione gratis alcune villette per i terremotati abruzzesi - ed ecco le chiamate: per ora niente di definito ma l'offerta è concreta. Eccome: case gratis, nessuna spesa neppure per il vitto. Anzi: «Se qualcuno volesse, offriamo anche qualche posto di lavoro».

Ora, le villette non saranno certo villa Certosa messa a disposizione dal premier. Ma Pani e gli amici, tutti piccoli imprenditori, non sono Silvio Berlusconi: quindi il gesto vale doppio e triplo. L'idea è semplice, scattata immediatamente dopo la scossa fatale di domenica scorsa. «Abbiamo delle case che di solito affittiamo», spiega il promotore dell'iniziativa: «Mettiamole a disposizione di queste persone che hanno perso tutto», si sono detti. Gratis, senza neanche le bollette da pagare.

Detto e fatto, il tam tam ha fatto il resto: «I primi contatti li abbiamo avuti grazie a volontari sardi che lavorano in quelle zone dalle prime ore», il resto è venuto da sé. Dopo la notizia sul quotidiano di Terrapieno sembra si sia mossa mezza Quartu Sant'Elena: «Qui ci conoscono in tanti», sottolinea Pani (che mette a disposizione il suo numero di telefono: 349 7833270), «e in molti si sono offerti per procurare cibo e vestiario». Potrebbero servire se davvero dall'Abruzzo arrivasse qualcuno, ma per ora i tre imprenditori dirottano le offerte nei centri raccolti della città.

Non è l'unica bella storia targata Sardegna. Da Orosei arriva l'offerta a cui nessuno aveva pensato: marmo gratis per gli edifici pubblici dell'Abruzzo devastati dal sisma. La proposta arriva dal consorzio della Baronia che raggruppa 13 aziende che lavorano il materiale estratto dal monte Tuttavista: «Stiamo attraversando, come tante altre attività, un momento difficile», spiega Gino Dessena, a nome delle aziende, «ma c'è chi sta affrontando una situazione molto più drammatica come gli amici abruzzesi a cui siamo vicini. E poiché riteniamo che la solidarietà non si esprime solo a parole ma con i fatti, siamo pronti a fornire per gli edifici pubblici dell'Aquila il marmo che lavoriamo, il primo ad ottenere in Italia il marchio Ue di adeguamento alla normativa comunitaria». I rappresentanti del Consorzio del marmo di Orosei prenderanno contatti nei prossimi giorni con la Protezione civile e le autorità dell'Abruzzo per concordare tempi e forniture del materiale.

(mamu)

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