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mercoledì 15 aprile 2009

Finanziaria, niente sconti dall'opposizione
Lavoro e povertà le priorità della sinistra
Porcu (Pd): «A rischio la vertenza entrate»

Opposizione responsabile, ma opposizione. L'obiettivo di tutti è quello di approvare la finanziaria 2009 in tempi utili per «non lasciare la Regione neppure un giorno senza strumenti contabili e possibilità di spesa», sottolinea il capogruppo dei Comunisti-Sinistra Sarda-Rossomori in Consiglio regionale Luciano Uras. Però serve anche mettere tutti i puntini sulle i: quindi ecco una serie di emendamenti annunciati, pronti per la discussione in aula. Ma si muove tutto il centrosinistra: dal Pd, per bocca di Chicco Porcu, arriva l'avvertimento per cui «il successo della vertenza entrate rischia di essere vanificato se la Regione non apre un tavolo con il Governo per ridefinire un patto di stabilità regionale che possa tenere conto del nuovo regime di entrate che dal 2010 assicurerà alla Sardegna circa 1700 milioni di euro in più».

Mica bruscolini: sono circa il 30 per cento in più delle risorse proprie a disposizione di viale Trento. Considerazioni che arrivano nel giorno della chiusura della discussione generale sul documento contabile nella commissione Bilancio, dopo l'audizione dell'assessore Giorgio La Spisa. A portare l'affondo è l'esponente del Pd Porcu: «Se il patto di stabilità non sarà rivisto, le maggiori entrate non si potranno tradurre in maggiori stanziamenti per lo sviluppo, per il sociale, per la conoscenza, per le infrastrutture, per gli enti locali». Al contrario «genereranno una ulteriore crescita dei residui», cioè «di somme stanziate che non è possibile materialmente spendere». Quindi, è il ragionamento, «la Giunta Cappellacci ha l'occasione di dimostrare la propria autonomia dal Governo nazionale, aprendo un tavolo con lo Stato che punti ad assicurare in maniera permanente la possibilità per la nostra Regione di poter beneficiare pienamente del nuovo regime di entrate».

Più a sinistra le considerazioni sono ancora diverse: «La decisione delle minoranze di accelerare al massimo l'iter di approvazione della manovra è il segno della volontà di fare una vera opposizione» dice Uras. «Stiamo parlando di una finanziaria “a scartamento ridotto”, scarna ed emergenziale».

In ogni caso il gruppo non molla su alcune questioni fondamentali. Chiede la conferma del fondo regionale per l'occupazione istituito con la finanziaria 2008 e dotato di circa 600 milioni di euro destinati al finanziamento del piano regionale per l'occupazione, alla stabilizzazione dei circa 400 lavoratori del sistema dei servizi per il lavoro, al reinserimento occupazione dei lavoratori e ad anticipazioni sui sussidi di cassa integrazione o mobilità. La seconda priorità riguarda gli interventi di contrasto alle vecchie e nuove povertà, mentre la terza si concentra sulla capacità di spesa della Regione. A questo proposito il gruppo dei partiti di sinistra suggerisce l'istituzione di una task force «per interventi mirati di superamento delle paralisi amministrative e di erogazione immediata delle risorse disponibili».

(red)

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