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sabato 11 aprile 2009

Le politiche social-chic del Comune: “Gala & Teo” per educare gli scolaretti Trucchi e total look per trovare lavoro

di Cinzia Isola

Che le notizie si diffondano più velocemente degli atti amministrativi che le producono non c'è più alcun dubbio. Con l'escamotage della pronto-determina dirigenziale il mistero profondo, oltre che buffo, è decisamente garantito al Comune di Cagliari. La trasparenza, poi, è assicurata dalle classiche norme non rispettate: questi atti, dovrebbero essere “trasmessi in triplice copia alla ragioneria comunale per i relativi adempimenti” e affissi “all'Albo Pretorio comunale per quindici giorni consecutivi ai fini della generale conoscenza”.

vignetta - Galateo a scuola

Ma guai a parlare di “trasparenza” degli atti amministrativi. Subito fioccano le minacce di querela. Infatti, probabilmente, dipende solo dall'enorme mole di lavoro. Perché è proprio il caso di dirlo: questa amministrazione comunale una ne pensa, mille ne fa. Mentre cercavamo di approfondire le origini culturali di Gala & Teo e le inutili conseguenze economiche, toh! Dai giornali scopriamo l'ultimo investimento (patrocinio e contributo) delle politiche sociali dell'assessore Anselmo Piras: un bel “Corso di formazione per l'inserimento lavorativo rivolto alle ragazze residenti nel quartiere Sant'Elia”.

Prima di voltare pagina, però, chiudiamo il capitolo “Gala & Teo”. Come si immaginava, l'atto amministrativo utilizzato per giustificare la spesa è una cosiddetta “determina”, firmata dalla dirigente comunale e militante azzurra Ada Lai. Perché è stato pubblicato? Tecnicamente utilizzando come scudo legislativo il progetto “Città dei bambini: centro polivalente per la promozione dei diritti dell'infanzia”, finalizzata- si legge nell'atto - alla affermazione dei diritti dell'infanzia anche attraverso attività e percorsi di educazione sociale.

Per quanto riguarda gli obiettivi, le motivazioni politiche sono chiare: «L'amministrazione intende richiamare l'interesse dei minori verso il rispetto del prossimo onde contrastare il crescente fenomeno del “bullismo” mediante la diffusione di un libro di facile lettura che insegni i corretti comportamenti sociali».

Un'idea, un progetto, decisamente condivisibile. Quanto hai contenuti, ahimè, abbiamo già dato prova dell'inconsistenza. Risparmiandoci, probabilmente il meglio. O il peggio, a seconda dei punti di vista. Infatti, il Comune decide di realizzare il libello in collaborazione con la società Graphical di Loddo & C “esperta nel settore”, che propone appunto il libro dal titolo “Gala & Teo”, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di I grado.

E lo fa proprio sulla base, incredibile, dei contenuti: “Rilevato che il citato libro è ritenuto di grande qualità e efficacia”, attestano infatti nella determina dirigenziale. Forse abbiamo sottovalutato alcuni passaggi fondamentali del “simpatico sussidio”. Probabilmente ci è sfuggito il capitolo dedicato al “Gala & Teo con le collaboratrici domestiche o i vicini di casa”. Lo ripassiamo, per essere in futuro più educati con la servitù. Nelle prime due righe è riassunta perfettamente la qualità e l'efficacia del testo: “Talvolta nelle famiglie c'è una persona che aiuta nelle faccende domestiche e in alcuni casi ha un'altra nazionalità”. Fin dal principio ci rendiamo effettivamente conto del livello qualitativo: istruttivo, oltre che efficace.

Ma forse, ce ne scusiamo, abbiamo frainteso quel gusto retrò per le buone vecchie maniere. Abbiamo, probabilmente, male interpretato il capitolo 13 sulle “Presentazioni” . Quello dove ci viene insegnato il saluto in base alla “gerarchia sociale”. Ma qualcosa, dell'utilità soprattutto, c'è sicuramente sfuggita. Anche perché il Comune ha deciso di investirci sopra 12.480 euro (+ Iva, 4%) per 5mila copie. Che speriamo, per una volta, non siano state realmente stampate. La mancata diffusione, limiterebbe il danno.

Ma voltare pagina, a volte, non significa cambiare registro. E infatti tra le mille e una determina che, probabilmente, si nasconde l'ultima decisione illuminata (o fulminata, fate voi), del Comune di Cagliari. Eh sì, non si può arrivare ad un colloquio di lavoro impreparati. Ecco quindi la ricetta di Anselmo Piras per sostenere le giovani donne di Sant'Elia. Intanto è necessario saper preparare un curriculum vitae. Giusto. E poi, bisogna preparasi al colloquio. Vero. Ma non basta: il Comune, che finanzia la Venus Dea (rispettabile società impegnata nel campo della moda), è convinto che qualche lezioncina sulla comunicazione “verbale” e “non verbale” sia necessaria per sfondare nel sempre più incerto mondo del lavoro.

Condividiamo le lezioni di “imprenditorialità femminile” e sorvoliamo con clemenza sui “cenni di dizione”. Ma, come sempre ci sfugge qualcosa: “Lezioni di trucco”, “portamento” e “total look”. Lezioni di trucco per l'inserimento lavorativo? Insomma per trovare un lavoro non servono voglia, serietà, competenza e studio. Eh, no: ci vuole il trucco. Speriamo che almeno nelle lezioni di portamento si insegni a tenere la schiena dritta. A prescindere dal “total look”.

Dell'investimento non c'è traccia sul sito del Comune. Come per “Gala & Teo”, proveremo a scoprire il misterioso atto determinante. Ma il Corso (lo ricordiamo: per l'inserimento lavorativo), è stato pubblicizzato su un quotidiano locale. Peccato che al numero indicato non risponda nessuno. E che sul sito della Venus Dea del progetto non ci sia traccia. Neppure della locandina informativa. Insomma, si sa che il corso ci consentirà di presentarci nel mondo del lavoro con “stile” e che si terrà, scontato, presso le aule del Lazzareto comunale di Sant'Elia, da maggio a luglio. Tutto rigorosamente gratis.

Per ora, di più non è stato possibile sapere. Chiediamo troppo: quante persone potranno partecipare? E come verranno selezionate le domande? Quante ore durerà il corso? Lo scopriremo, strada facendo. Magari quando scopriremo pure quanto questo inutile corso sarà costato alla collettività. E quanto ci guadagnerà la Venus Dea, pubblicità compresa, per illudere le giovani donne di Sant'Elia che preparare un buon curriculum e azzeccare il trucco aprirà le porte, spesso blindate, del mondo del lavoro.

Se come al solito abbiamo frainteso e l'inserimento lavorativo riguarda il mondo della moda, riconosciamo che nel trucco non c'è inganno. Stupisce, invece, il messaggio sotteso alla ricerca del lavoro, uno qualunque: portamento, look e trucco sono le carte vincenti. Come al solito, non abbiamo capito niente. Ma questo, che malfidati, sembra un corso per modelle. Nulla da eccepire: se l'istruzione non è più un corso su cui investire, basta dirlo. Senza trucchi e senza inganni.


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