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martedì 7 aprile 2009

Per il sisma in moto anche la Sardegna
Cappellacci: Siamo pronti a intervenire
Si attende l'ok dalla Protezione civile

La Sardegna c'è. Meglio ancora, ci sarà al momento opportuno: pronta a dare il proprio contributo in termini di aiuti e collaborazione nei soccorsi alla Regione Abruzzo. Lo ha assicurato il presidente Ugo Cappellacci durante una telefonata al collega Gianni Chiodi: «Oltre ad esprimere solidarietà e vicinanza agli abruzzesi, ancora una volta colpiti duramente da una catastrofe naturale, gli ho spiegato che la Sardegna è pronta per cercare di alleviare le sofferenze umane e contribuire ai primi indispensabili interventi. Non vogliamo, però, essere di intralcio in questa prima fase in cui le forze in campo necessitano di un indispensabile coordinamento e siamo rimasti d'accordo che concorderemo il tipo di intervento non appena l' Abruzzo e la Protezione civile avranno un quadro meglio definito della situazione e delle cose che servono».

Non subito, quindi, ma il piano per l'intervento delle squadre di soccorso isolane è già pronto. A spiegarlo è l'assessore regionale della Difesa dell'ambiente, Emilio Simeone: «Già dalle prime luci dell'alba abbiamo dato la disponibilità per l'intervento in Abruzzo con la colonna mobile costituita dalle associazioni di volontariato regionali di Protezione civile, dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale, dall'Ente Foreste e dal 118 alle quali si uniranno anche le strutture di Protezione civile delle Province».

Uomini e mezzi all'avanguardia, è la rassicurazione: la colonna mobile è composta da unità cinofile, mezzi e attrezzature per la movimentazione delle macerie, autobotti per il trasporto di acqua potabile, ambulatorio mobile, ambulanze, cucina da campo, torri faro, gruppi elettrogeni, tende da campo, strutture mobili per l'allestimento di postazioni mediche avanzate, e altre attrezzature per la logistica. Ma «parteciperemo quando la Regione capofila nelle operazioni di soccorso, che è il Friuli Venezia Giulia, ci chiamerà: abbiamo a disposizione 120 uomini per turno che saranno in grado di dare un valido contributo alle operazioni di soccorso e siamo pronti per la partenza di uomini che siano in grado di coprire almeno 4 turni».

Sull'intervento in seconda battuta pesano questioni logisitiche: «È evidente che le prime Regioni a partire, e alcune associazioni di volontariato, sono state quelle che raggiungono l'Abruzzo via terra. L'emergenza però durerà diverse settimane e noi ci teniamo pronti a partire quando arriverà la chiamata da parte della Regione Friuli Venezia Giulia. In questi casi», è la conclusione di Simeone, «è bene non attivarsi autonomamente per evitare intralci ai soccorsi che devono avere necessariamente un coordinamento univoco e superiore. Per garantire un ordinato e adeguato coordinamento , ogni eventuale aiuto o intervento dovrà essere preventivamente concordato con il dipartimento della Protezione Civile nazionale».

Solidarietà anche dal presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo. La vicinanza del popolo sardo arriva sotto forma di telegramma indirizzato a Nazario Pagano, presidente dell'assemblea regionale abruzzese: «Esprimo, a nome mio e dell'intero Consiglio regionale della Sardegna, il cordoglio più sincero per le vittime del terremoto che ha ferito il Suo territorio. Davanti a fenomeni di questo genere, che non solo devastano edifici, monumenti e abitazioni ma la vita delle persone, il senso di impotenza non deve prendere il sopravvento sulla voglia di reagire. La Sardegna e il suo popolo sono vicini all'Abruzzo e ai suoi cittadini in questo triste momento». In via Roma si muove anche il gruppo del Popolo della Libertà. È Mario Diana, in qualità di capogruppo, a esprimere il cordoglio e ad annunciare per la prossima seduta la presentazione di «n ordine del giorno affinché la Regione possa dimostrare con misure concrete la propria vicinanza ai connazionali colpiti dall'immane tragedia».

Molto più praticamente si muove la Asl di Olbia, con un appello ai cittadini della Gallura per la donazione di sangue: «Comunicheremo alla Protezione civile nazionale la nostra disponibilità a inviare negli ospedali dei centri terremotati il sangue raccolto nelle nostre strutture: per questo motivo siamo pronti ad accogliere tutti i cittadini, in particolare quelli che non donano costantemente o che non lo hanno mai fatto, che vorranno in questi giorni donare il sangue», spiega Pino Mulas, direttore del Centro Trasfusionale della Asl di Olbia. «Al di là dell'effettiva emergenza la donazione di sangue è un'azione di grande generosità che in questo modo non andrebbe ad incidere sulle esigenze del nostro territorio». In pista anche la sezione sassarese dell'associazione di destra CasaPound Italia, con l'organizzazione di una raccolta di coperte e vestiti da inviare immediatamente alla popolazione abruzzese colpita duramente dal terremoto. Il punto di raccolta sara' a Sassari in via degli Astronauti 3 dalle 17 fino alle 19. L'iniziativa proseguirà fino a sabato.

(Av)

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