giovedì 2 aprile 2009
L'avvertenza è di Mario Diana, capogruppo del Pdl, ed è tutto rivolto alla sua maggioranza. L'ormai ex esponente di Alleanza nazionale deve aver fiutato l'aria non proprio fresca dentro il gruppone di centrodestra: «Non facciamoci del male: se vogliamo governare per cinque anni, ma aspiriamo a farlo per due legislature, non basta stare in Aula. Serve studiare». Contribuire al lavoro del presidente, «perché di uomo solo al comando ne abbiamo avuto già uno».
La sincerità è di Roberto Capelli, presidente del gruppo Udc: «giorni di sterile dibattito non hanno dato un grande contributo» Quella che viene fuori, all'esterno, è l'immagine di «un Consiglio che sa di vecchio, con liturgie superate e inutili». Però, visto che i minuti a disposizione sono venti, «servono criteri certi di trasparenza. ciò che non è in linea con questo metodo va rimosso per evitare l'assalto alla diligenza: Asl ed enti regionali, in particolare, sono sotto osservazione. C'è un proliferare di delibere e di nuove assunzioni anche quando è noto il deficit di bilancio».
Se il buongiorno si vede dal mattino, l'aria in Consiglio regionale non è delle migliori. Nel dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del presidente Ugo Cappellacci è il giorno dedicato ai capigruppo. E bastano questi interventi per mandare in soffitta in anticipo i buoni propositi di rispetto tra maggioranza e opposizione. Ma è il solito gioco delle parti, in sostanza.
L'intervento di Adriano Salis, a esempio. Annuncia una «opposizione non sterile, con proposte che tenderanno a modificare le impostazioni dell'azione di governo. C'è una parte, in Aula», dice il capogruppo Idv, «che sembra ancora in campagna elettorale: noi siamo già entrati in clima da opposizione, voi siete ancora in clima da campagna». Che è stata viziata dalle visite berlusconiane, dall'intervento della Chiesa con i vescovi ad accoglierlo e dai «titoli tossici» di alcuni giornali. Roba sotto gli occhi di tutti, ma basta questo per scatenare la reazione della maggioranza: «Mi pare di toccare un nervo scoperto», continua, «e state certi che andremo avanti».
Punta forte sulla «riscrittura del patto federale con lo Stato» Franco Cuccureddu, presidente del gruppo misto: ma si dimetterà in serata per «questioni legate alla problematica di rapporti con i dipendenti del gruppo». La vicenda risale alla scorsa legislatura quando una dipendente presentò un esposto alla magistratura per accertamenti sulla sua qualifica professionale e presunte irregolarità nella gestione dei fondi attribuiti al gruppo. Le indagini sono ancora in corso. Stigmatizza il «sardismo diffuso che provoca sardismo confuso» il capogruppo del Psd'Az Giacomo Sanna: invece «dobbiamo spegnere la stagione della Regione contro tutti. Vogliamo cancellarla: solo con una grande unità di popolo si vincono le sfide economiche e politiche».
«Quello dei Comunisti-Sinistra sarda-Rosso Mori è il primo gruppo interetnico e multiculturale della storia dell'autonomia”, ha esordito il capogruppo Luciano Uras, gia' presidente del gruppo di Rifondazione comunista, contestando il fatto che il programma presentato da Cappellacci non contenga obiettivi che possano poi essere oggetto di verifica: «Carenza che priva il Consiglio regionale della possibilità di svolgere una delle sue funzioni fondamentali». Uras ha ribadito la richiesta d'inserire il reddito di cittadinanza nel programma della Regione: «Farò un'opposizione non pregiudiziale, ma di merito», annuncia ricordando l'importanza di riprendere il piano di rinascita e di attuare riforme per salvare la politica dal suo «depauperamento di funzioni».
Poi, in fine mattinata, sarà la volta di Renato Soru. Non è il capogruppo del Pd, ma i democratici avevano pronto l'accordo già da qualche giorno. E l'attacco è di quelli succulenti: «Il programma? Roba da Truman Show», con regista Berlusconi. «Lasciamo una Regione più ricca, ma attenzione ad altri scippi da parte del Governo nazionale». La replica di Cappellacci arriverà nel pomeriggio: poco meno di mezzora per annunciare che «il vero banco di prova per l'azione di governo sarà il piano regionale di sviluppo». Da presentare entro sei mesi: nel frattempo, in tempi record, ecco l'approvazione della finanziaria 2009. Almeno della sua prima parte: dopo il lavoro delle commissioni che si insedieranno oggi, il documento arriverà in aula il 28. Poi il voto finale, previsto per il 7 maggio. Se tutto andrà bene, e le premesse non sembrano buone.
(mamu)
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