sabato 14 marzo 2009
Due anni di indagini e poi la decisione: richiesta di rinvio a giudizio per Renato Soru e gli altri sette indagati per le presunte irregolarità nella gara d'appalto da 60 milioni di euro sulla pubblicità istituzionale. In tre parole, il caso Saatchi&Saatchi: arriva a una svolta dopo la firma del pubblico ministero Mario Marchetti sui documenti che arriveranno ora sulla scrivania del gup Giorgio Altieri. La prima udienza davanti al giudice è fissata per l'11 giugno. «Dispiaciuto» ma allo stesso tempo «sereno»: l'ex presidente della Regione non cambia di una virgola la propria posizione. «Attendo con serenità l'udienza preliminare», è il primo commento, «consapevole di essermi sempre comportato onestamente, nel rispetto delle regole e nell'esclusivo interesse dell'Amministrazione regionale».
Soru è accusato di turbativa d'asta e abuso d'ufficio, anche se questa contestazione è legata alla gara per la campagna promozionale “Sardegna fatti bella”: in sostanza, secondo le indagini di Marchetti, il governatore uscente avrebbe esercitato pressioni sulla commissione esaminatrice per favorire la Saatchi. Insieme a lui compariranno davanti al giudice proprio i componenti della commissione di gara. La posizione più delicata è quella di Fulvio Dettori: il direttore della presidenza della Regione era il presidente della stessa commissione. Dovrà rispondere di falso, turbativa d'asta, peculato e rivelazione di atti d'ufficio.
Falso e turbativa d'asta sono anche le accuse mosse nei confronti di Roberto Sanna, Giovanni Maria Filindeu e Aldo Brigaglia: fu proprio il pubblicitario, con le sue rivelazioni, a dare il via alle indagini sulla gara poi annullata per decisione della dottoressa Michela Melis, dell'ufficio trasparenza di viale Trento. Fabrizio Caprara, rappresentante legale di Saatchi, dovrà replicare alle accuse di turbativa d'asta, così come i fratelli Sergio e Marco Benoni: sono i dirigenti del consorzio Sardegna Media Factoring, che si aggiudicò in subappalto il 30 per cento dell'importo della gara. Partita già chiusa, invece, per altri due indagati: il commissario di gara Letterio Bernava e il segretario Carlo Sanna, che hanno patteggiato nove e cinque mesi di reclusione per falso e turbativa d'asta.
L'indagine di Marchetti comprende tre filoni. Il primo: l'assegnazione dell'appalto da 56 milioni di euro per la pubblicità istituzionale della Regione Sardegna; poi l'affidamento diretto, sempre alla Saatchi, della realizzazione della campagna “Sardegna fatti bella”, cioè la promozione della pulizia del centri urbani: gara da un milione di euro; e infine l'assegnazione del progetto da 30mila euro sul logo della Regione. Secondo la Procura di Cagliari, gli imputati avrebbero a vario titolo e con diversi livelli di responsabilità orientato, specie per l'appalto madre da cui è nata l'indagine, la scelta di far prevalere la Saatchi&Saatchi sugli altri concorrenti: di fatto, per l'accusa, manipolando gli esiti della votazione.
Poche parole dall'ex presidente della Regione: «Ho accolto con dispiacere ma con animo sereno la notizia della richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura nell'ambito della vicenda Saatchi&Saatchi». Soru ripercorre anche le vicende che lo hanno visto protagonista diretto in questi due anni: «Ho cercato, in occasione di due lunghe e spontanee deposizioni», la prima per cinque ore nel novembre 2007, la seconda passata sotto silenzio nei giorni caldi della campagna elettorale, «di dimostrare la mia assoluta estraneità rispetto alle accuse e di far emergere la correttezza dei miei comportamenti». Non è stato abbastanza: «Evidentemente la Procura, che rispetto per il lavoro svolto, non ha ritenuto sufficienti i chiarimenti forniti. Attendo con serenità l'udienza preliminare: consapevole di essermi sempre comportato onestamente, nel rispetto delle regole e nell'esclusivo interesse dell'Amministrazione regionale».
(mamu)
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