martedì 20 Gennaio 2009
di Raffaele Deidda
Il re Salomone fu, secondo la Bibbia, uno fra più importanti re d'Israele nel periodo fra il 930 e il 970 A.C. Salomone regnò quarant'anni e furono anni di pace e ricchezza, simili a quelli del periodo augusteo a Roma, che tutti gli Ebrei ricordarono per secoli e secoli. La sua saggezza, descritta nella Bibbia, è considerata insuperabile. Seguendo gli insegnamenti paterni del re David, Salomone diede grande importanza alla coltivazione dell'albero di ulivo e pose anche delle guardie a vigilare sugli uliveti e sui magazzini al fine di assicurare la salvaguardia dell'olio, utilizzato per il commercio.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel corso della sua seconda visita in Sardegna di sabato 17 dicembre (a spese dei contribuenti italiani) a sostegno della campagna elettorale di Ugo Cappellacci versus Renato Soru, ispirato dalle testimonianze bibliche del suo lontano predecessore e ispiratore e avendo in mente un Piano Marshall a sostegno dell'economia della Sardegna così come di quella palestinese, mentre riconferma una visione dell'Unione Europea tanto estesa da includere Israele, durante la visita al Nuraghe Losa in provincia di Oristano, ha commentato: “Avevo già visitato un nuraghe e il mio parere è che erano edifici fatti per custodire prodotti, soprattutto prodotti importanti per evitare furti". La competenza storico-culturale, unita al prestigio politico e morale ha poi portato il Cavaliere a commentare autorevolmente: “A questo scopo servivano le differenti camere che sono tuttora visibili. Non mi sembra che siano individuabili funzioni diverse”.
Reazioni? Applausi di tutti i proconsoli berlusconiani sardi e riverente omaggio a re Silvio, in segno di sudditanza da parte dei dirigenti del Partito Sardo d'Azione, della bandiera dei quattro mori, la stessa che fu di Emilio Lussu, combattente antifascista per la libertà. E' stato Giovanni Lilliu, classe 1914, archeologo di fama internazionale, noto soprattutto per aver riportato alla luce la reggia nuragica Su Nuraxi, di Barumini, dichiarata patrimonio dell'umanità da parte dell'UNESCO, a dichiararsi “impressionato dalle dichiarazioni del presidente del Consiglio circa l'interpretazione di uno dei più eminenti complessi dell'architettura nuragica e più in generale dell'architettura del Bronzo". L'anziano accademico dei Lincei non ha potuto sopportare che Berlusconi riducesse a magazzini la complessità di quell'insediamento, sentendosi obbligato a precisare che: “si tratta di case-fortezza di un grande complesso insediativo che, non a caso, i Romani e i Bizantini utilizzavano come Castrum”. Il professor Lilliu, una lunga e intensa vita dedicata allo studio di un popolo di grandi costruttori che fondò una civiltà unica nel Mediterraneo nella Sardegna di 3500 anni fa dove affondano le radici dei sardi di oggi, in un'intervista all'Unione Sarda del marzo 2004 ebbe a dire: “ Mi dispiace la disunione. Il sardo ha una profonda dignità ma non un orgoglio forte, gli manca la coscienza di essere protagonista. Tende alla dipendenza culturale”.
A distanza di quasi cinque anni le considerazioni del noto archeologo sono sempre più attuali se riferite alla dipendenza dal pensiero culturale unico berlusconiano, alla possibilità di poter dire qualsiasi sciocchezza riscuotendo applausi e venendo addirittura omaggiati della bandiera con i quattro mori con gli occhi aperti, non più fasciati dalla benda che va invece a cingere la fronte. I nuraghi - magazzini rientrano nella cultura del piazzista di Arcore supportata dai suoi sostenitori, probabilmente si trattava di punti di appoggio alla grande distribuzione della Standa di 3500 anni fa. Che altro sennò? D'altronde Berlusconi l'ha detto, a suo giudizio non sono individuabili funzioni diverse e se lo dice Silvio è così, cribbio!
Ora si attende con trepidazione la prossima visita del presidente del Consiglio a Cagliari, potendo essere prevista un sopralluogo di Berlusconi a Tuvixeddu, la più importante necropoli fenicio-punica del bacino del Mediterraneo dove, ad opera dei supporters berlusconiani (quelli dello sviluppo senza vincoli), attorno all'area esplorata e scavata dagli archeologi potranno sorgere ville e palazzine. Cosa potrà dire il nostro ineffabile presidente dl Consiglio, profeta dello sviluppo senza lacci e lacciuoli, osservando attentamente le oltre 1100 tombe che minacciano di compromettere il remunerativo sviluppo edilizio della città di Cagliari? Se i nuraghi erano magazzini, perché le tombe puniche di Tuvixeddu non potrebbero essere state delle banali cavità dove i fenici conservavano il vino da trasferire poi nei nuraghi per il successivo immagazzinamento?
In una regione devastata dal ciclone Soru, abbattutosi con effetti catastrofici sulla Sardegna, secondo Berlusconi occorre approntare senza indugi, ovviamente dopo le elezioni regionali del 16 febbraio, un efficace piano Marshall per ridare fiato all'economia isolana prostrata da inutili quanto dannosi vincoli culturali e ambientali.
C'è da chiedersi cosa possa prevedere il piano Marshall berlusconiano per la Palestina.
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