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venerdì 25 aprile 2008

Soru, auguri al nuovo governo: non siamo
contro l'impresa. Fiera-vetrina, risorse
per lo sviluppo, S.Elia, il Betile e Tuivixeddu

Auguri al nuovo governo nazionale, attenzione al «cambiamento epocale» del panorama politico e alle risorse da spendere per il Mezzogiorno: «È anche l'ultima volta che succederà che le regioni del nord finanziano quelle del sud in ritardo di sviluppo. Il segnale che viene dal voto delle politiche è anche questo. Perciò siamo davanti alla nostra responsabilità di spendere bene queste risorse, sapendo che probabilmente sono le ultime che arrivano in questa forma». Poi la Sardegna con il G8, il Galsi e la metanizzazione: «Altre opportunità per noi, per l'impresa sarda, per lo sviluppo economico: adesso sta a noi». All'inaugurazione della 60esima edizione della Fiera campionaria internazionale, l'intervento del presidente della Regione Renato Soru è un mix tra speranza e sferzate. Soprattutto sull'accordo di programma da 220 milioni saltato all'ultimo momento per la riqualificazione di Sant'Elia: «Spesso facciamo proclami nei convegni, e poi dopo un passo avanti ne facciamo tre indietro».

Prima le speranze, con i «migliori auguri di buon lavoro nell'interesse di tutti i cittadini» al nuovo Governo che guiderà l'Italia. Nasce da un «cambiamento epocale»dato da una «semplificazione partitica, con la sinistra storica o cosiddetta radicale fuori dal Parlamento, dove sono presenti invece forti "rappresentanze territoriali", e siamo davanti ad una prospettiva di federalismo fiscale già avviato. Abbiamo un bilancio in ordine», continua, «che ci permette di fare delle scelte di sviluppo. E una quantità di risorse per le aree sottoutilizzate, come si chiama oggi il Mezzogiorno, che è senza precedenti: oltre i dieci miliardi di euro per i prossimi sei anni. Ma è anche l'ultima volta che succederà. Il segnale che viene dal voto delle politiche è anche questo. Perciò siamo davanti alla nostra responsabilità di spendere bene queste risorse».

Speranze anche per la Sardegna: «Ci sono, oltre alle risorse, molte altre opportunità per noi, per l'impresa sarda, per lo sviluppo economico: sono il G8 alla Maddalena, la costruzione del gasdotto Galsi, la metanizzazione della Sardegna». Risorse e opportunità per crescere: «Adesso sta a noi». Migliorare soprattutto dal punto di vista della pubblica amministrazione: «Sembra non essere in grado di assicurare quello che abbiamo sentito rievocare a proposito della fondazione della Fiera di Cagliari 60 anni fa: la costruzione dei capannoni in cento giorni. Erano gli stessi anni della ricostruzione, quando la città si riprese dalle ferite della guerra. Eppure è a quello spirito che dobbiamo tornare, e la politica e l'amministrazione hanno la responsabilità e il compito di liberare l'energia delle imprese». I passi in questa direzione ci sono già: «Noi», Soru ricorda la legge finanziaria regionale e una recente delibera della giunta che consente con l'autocertificazione l'apertura di un cantiere in 20 giorni, «lo stiamo facendo: interpretando l'amministrazione come un soggetto che dopo avere fatto le regole, si fida dei cittadini e delle imprese, corresponsabilizza, controlla ed eventualmente sanziona».

Poi le sferzate: «Spesso facciamo proclami nei convegni, e poi dopo un passo avanti ne facciamo tre indietro». Parla a proposito del piano di riqualificazione di Sant'Elia-Museo Betile-Campus Universitario bocciato dal consiglio comunale di Cagliari nonostante l'intesa firmata a marzo dal sindaco con la Regione. Argomento collegato a Tuvixeddu e al blocco dei lavori sul colle: «È patrimonio di tutti per il suo valore paesaggistico e archeologico che non ha niente a che vedere con le altre opere: è una vicenda a sé», chiarisce, «sulla quale verrà presto emessa una sentenza alla quale dovremo tutti attenerci: so che lì c'è una ferita aperta nei rapporti della regione con l'impresa ma sarà sanata. La Regione non è contro l'impresa: ma dopo avere fatto il suo dovere di tutelare un bene comune come il colle di Tuvixeddu, dice alle imprese che in città ci sono i luoghi dove l'impresa si può esercitare: per esempio nelle aree militari ex demaniali».

(red)


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