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venerdì 28 marzo 2008

Pisanu, lo smemorato di Ittiri
no-G8 a luglio: assist a Soru
alla vigilia del voto regionale
E Silvio? Due vertici a luglio...

di Giorgio Melis

Ehi, Beppe Pisanu da Ittiri. Crede d'essere il più dritto del reame. Convinto di prendere gli altri per fessi. La fa lui la figura dello sprovveduto, presunto troppo astuto che finisce in pellicceria come le vecchie volpi: cade nella sua stessa trappola. Troppo stupida e palese questa tagliola politico-elettorale del G8 di La Maddalena da rinviare a settembre del 2009: perché a luglio disturberebbe la stagione turistica, senza dire che tornerebbe buona a Soru alla vigilia del voto regionale. Ma chi crede di prendere per i fondelli? Giusto i colleghi “smemorati” che fingono di non sapere quel che sanno benissimo. Reggono impavidi il moccolo della presunta amnesia di Pisanu da Ittiri: bevendosi le sue panzane senza contraddirlo, non sia mai.

Ma ti conosciamo, mascherina. Dai tempi del tuo sodalizio strettissimo col banchiere di Dio Roberto Calvi dell'Ambrosiano e della P2, con i tuoi compari Flavio Carboni e Francesco Pazienza, questi ancora in galera per depistaggio anche nella strage di Bologna. Siamo di provincia ma abbiamo qualche uso di mondo, seguiamo quel che vi accade. E di Beppe Pisanu da Ittiri sappiamo tutto. Ne abbiamo scritto per anni. Anche prima di Gian Antonio Stella, l'autore de “La casta”. Stella aveva scolpito una serie di biografie micidiali in un altro libro, “Tribù”, dedicato ai palafrenieri di Berlusconi. Quella dedicata a Pisanu lo scuoiava letteralmente: non con aggettivi e giudizi pesanti, semplicemente col racconto dei fatti più inquietanti della sua agitata carriera. Infatti non aveva potuto opporre una sola parola: zitto, senza poter obbiettare nulla.

Allora, Pisanu è un maestro nel cancellare le sue vecchie tracce. Nel proporsi come uomo delle istituzioni, affidabile, fidato. Perché ha mangiato pane e companatico di sette forni e anche più. Perché sa riciclarsi alla grande. Perché è “casta” allo stato puro e come tale accettato dagli omologhi. Solo Francesco Cossiga, al quale morse la mano con cui lo aveva beneficato chiedendo al cavaliere di candidarlo nel 1994, lo ha per anni fulminato con le sue corrosive battute, senza mai essere contraddetto. Allora, va benissimo che Pisanu riesca a far credere d'essere un perfetto gentiluomo politico. Ma non che pretende di fare il furbone senza pagare dazio.

Non si deve fare il G8 a luglio a La Maddalena, ha spiegato, perché turberebbe la stagione turistica. Quale, se nell'arcipelago comincia dopo metà mese e non è proprio esaltante? Al contrario, sarebbe un enorme assist per il lancio mondiale, a inizio di stagione. Mentre il settembre proposto da lui è spesso perfido per vento e mare, magari con un impatto d'immagine negativo. Scuse da furbastro. Perché l'unica verità è che non si vorrebbero mostrare ai sardi i preparativi finali del summit mondiale, con Renato Soru protagonista assieme a Bertolaso nei cantieri in via di completamento. Già perché due mesi prima ci saranno le elezioni regionale. Un traino pro-Soru di questa portata è veleno per il centrodestra, che vorrebbe cacciarlo dalla Regione. Spostando il summit a settembre, non ci sarebbe la vigilia del G8 concretamente favorevole al presidente. Lo capiscono anche i mentecatti ma si pretende di oscurarlo al normale comprendonio.

Insomma, un insulto alla media intelligenza dei sardi. Inaccettabile perché Pisanu bara clamorosamente, ancora una volta convinto che gli altri siano beoti senza testa e senza memoria. Come documentiamo in altro articolo, gran parte dei G8 in grandi metropoli di quattro continenti, si sono svolti in tarda primavera-estate: anche per ragioni meteorologiche. Sei degli ultimi dieci, proprio in luglio. Ma a La Maddalena in questo mese c'è troppo movimento, andiamo a settembre. Pisanu si è dato ulteriormente la zappa sui piedi. Due G8 si sono tenuti in Italia: proprio a luglio. Non basta. Il padrone di casa era Berlusconi, a Napoli e Genova: sempre in luglio. Amnesia gigante, Pisanu? Sensorio mnemonico debilitato dall'ansia elettorale? Neanche un poco. Infatti ci sono varie controprove che niente accade per caso.

L'abbiamo riferito più volte. Berlusconi ha dichiarato che lui il G8 lo avrebbe rivoluto a Napoli-Pratica di Mare, dove aveva celebrato il suo primo grande momento internazionale con la moglie Veronica, Bill e Hillary Cinton e tutti gli altri leader mondiali. Prodi lo ha assegnato alla Sardegna certo anche per un riguardo a Soru. Ma soprattutto perché La Maddalena si presta magnificamente a isolare il vertice grazie alla cintura marina e all'unico traghetto che la collega alla Sardegna.

Berlusconi almeno ha notificato il suo sgradimento, senza specificare (non ce n'era bisogno) che era in funzione anti-Soru. Pisanu se n'esce con questa burocratica, farisaica, ridicola motivazione. Lo smemorato di Ittiri crede che siamo tutti con la sveglia al collo e la beviamo come fosse acqua pulita e chiara. Solo deprimente: per l'autore. Tanto più che contemporaneamente lo stato maggiore di Forza Italia - con Pili e Nizzi in testa - ha fatto enorme gazzosa a La Maddalena rivendicando subito: un punto franco, la continuità territoriale e collegamento fisso con Santo Stefano per un nuovo porto commerciale, riqualificazione delle scuole sottufficiali e un centro-recupero per malati di Alzheimer. Questa è una chicca davvero speciale. Giureremmo l'abbia partorita Mauro Pili, che tuttavia non ha chiesto apposite guide di montagna destinate agli statisti per la scalata delle Alpi da Spargi a Budelli. Nell'elenco delle richieste manca solo la luna: ma questa è fornita dalla ditta sul posto.

Badate bene. Questi sono gli stessi personaggi che, regnando Berlusconi a Roma e loro alla Regione e Olbia, non hanno ottenuto lo straccio di niente per lo straordinario arcipelago. Fosse per loro, ci sarebbero ancora sicuramente i sottomarini e missili nucleari americani. Tanta strumentalità supera ogni livello di sgradevolezza. Non si fermano davanti a nulla, neanche alla straordinaria occasione di un evento mondiale. Se ritengono che possa giovare a Soru, si fotta anche il G8. Questi sono i personaggi, Pisanu in testa, che hanno presentato le elezioni in Sardegna come “lotta di liberazione” da Soru.

E intanto ci “liberano” scaricando nelle nostre urne una “Legione straniera”: sei candidati sicuri eletti paracadutati in Sardegna, degradata a colonia elettorale del Pdl. Che ancora una volta, a parte una sola eccezione nel 1994, non eleggerà una sola donna sarda in Parlamento. Le elette, saranno ammesse non alla Camera ma a corte: a Villa Certosa, tutte camere con vista. Miserie di uno schieramento che riesce di gran lunga a superare nel peggio un centrosinistra sardo del quale abbiamo detto e continuiamo a dire tutto il male possibile, con poche eccezioni. Senza dimenticare nulla e nessuno.

Neanche il Pisanu da Ittiri che la notte drammatica delle elezioni del 2006 assiste all'improvviso, sospetto flusso dei risultati. Anziché presidiare e mettere a ferro e fuoco il ministero dell'interno, che fa? Elementare. Va a riferire, forse a consultarsi con Berlusconi nella sua residenza privata, a Palazzo Grazioli. In un Paese serio, il ministro sarebbe stato messo sotto accusa. Qui continua a mostrarsi un perfetto uomo delle istituzioni, riesce a farsi prendere sul serio. Anzi rilancia, esibendosi da smemorato di Ittiri. Dimentico dei G8 del capo: a Napoli e Genova. Rigorosamente di luglio, col bene che ti voglio.


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