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mercoledì 12 marzo 2008

Su Tuvixeddu parola al Consiglio di Stato
La Regione chiede lo stop ai lavori,
prima decisione attesa entro fine marzo

Dopo l'annuncio, la carta bollata. La battaglia tra Comune di Cagliari e Regione sul futuro di Tuvixeddu prosegue nelle aule di giustizia: la Regione ha depositato il ricorso al Consiglio di Stato. Chiede che siano ribaltate le sentenze del Tribunale amministrativo che, un mese fa, hanno annullato i vincoli nell'area intorno alla necropoli fenicio punica più grande del Mediterraneo. Per sapere come andrà a finire ci sarà da attendere, ma un primo verdetto potrebbe arrivare entro la fine di marzo: la Regione ha chiesto la sospensiva immediata. Una richiesta che potrebbe ripristinare i vincoli e sulla quale il Consiglio di Stato dovrebbe pronunciarsi rapidamente. Mentre la sentenza di merito potrebbe arrivare tra qualche mese.

Nelle cento pagine depositate dagli avvocati della Regione vengono contestate punto per punto tutte le motivazioni che il Tar formulò per smontare pezzo dopo pezzo i vincoli imposti sull'area che circonda il colle di Tuvixeddu. Quattro i nodi essenziali del ricorso. Intanto l'obiezione di diritto riguardo il modo con il quale la Regione aveva nominato in la commissione tutela paesaggio. Secondo gli avvocati è tutto regolare: il potere di nomina in capo alla Giunta è possibile in base alla legge del 1989 che disciplina le commissioni provinciali. Mentre per la composizione, la norma è quella prevista dal codice Urbani.

Altro punto cruciale, l'ampliamento del vincolo a tutta l'area che circonda il colle. Una contestazione di merito per giustificare la decisione di allargare i vincoli già previsti per l'area ristretta alle tombe fenicio-puniche. Secondo il Tribunale amministrativo il paesaggio risultava già urbanizzato e trasformato in maniera tale da rendere inutile l'allargamento dei vincoli. La replica della Regione: le recenti demolizioni sul versante di viale Sant'Avendrace hanno evidenziato un punto d'osservazione privilegiato e nuovo sulla necropoli. Una novità valida per appellarsi alla tutela paesaggistica secondo il codice Urbani.

Infine la contestazione più sgradevole: lo sviamento di potere (ovvero: quando un atto di amministrazione è posto in essere per fini privati dal responsabile dell'atto, o quando i fini sono di natura pubblica, ma comunque diversi da quelli espressamente previsti dalla legge). Per il coinvolgimento di Gilles Clement: teorico francese del paesaggio tra i massimi esperti europei nella realizzazione di parchi e giardini. A lui era stato affidato - un po' troppo presto - il progetto per la valorizzazione dell'area archeologica. Un progetto per cambiare il volto di Tuvixeddu. Ma per la Regione sono tanti i documenti che provano una volontà (risalente almeno al 2005) di intervenire sul colle. Proprio a partire dagli stessi principi che stanno alla base del Piano paesaggistico regionale.

(red)


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