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martedì 11 marzo 2008

Letta carica il Pd: Sardegna decisiva,
la sorpresa partirà da qui
Nelle liste rinnovamento ed esperienza

di Cinzia Isola

Questione di feeling. La Sardegna del presidente Soru e il Governo del premier Prodi hanno un legame speciale. Un legame fruttuoso per l'Isola che, negli ultimi venti mesi, ha potuto collezionare obiettivi importanti. L'accordo sulle entrate fiscali ne è un esempio. Ma non un fatto isolato: con il Governo uscente la Regione ha ottenuto anche altri risultati di rilievo: le iniziative relative alle servitù militari, i beni demaniali e la possibilità di ospitare il prossimo G8 sull'isola della Maddalena. Tappe importanti, ripercorse ieri mattina dal sottosegretario Enrico Letta, in città per la presentazione dei candidati per le elezioni politiche previste in aprile. Al suo fianco, il presidente Renato Soru e il segretario regionale del Pd, Antonello Cabras.

Dalla sede di via Emilia parte anche un'apertura senza reticenze verso l'Udc di Pierferdinando Casini e la Rosa Bianca di Bruno Tabacci. «Spero e ritengo che le due novità di queste elezioni, ovvero il Partito Democratico e la scelta di autonomia fatta da Udc e Rosa Bianca, possano cominciare il dialogo dopo le elezioni, utile per tutti. Il rammarico è non averlo aperto prima, ma non è stata colpa nostra».

E sempre da Cagliari, Letta commenta l'annuncio del premier Prodi di abbandonare la politica: «Le parole che ha detto danno un'idea alta della politica come missione e realizzazioni e consentono a Romano Prodi di dare ancora un contributo di cui il Partito democratico ha bisogno a livello europeo e internazionale». Parole che lasciano trapelare l'ipotesi di un inserimento dell'attuale capo del Governo in ambito estero. «Prodi - ha spiegato Letta - rappresenta di gran lunga l'italiano con i maggiori rapporti internazionali e, per il nostro Paese, è importante che questa caratteristica venga spesa bene in un'epoca di globalizzazione. È un ragionamento di cui terremo conto in futuro».

Ma l'attenzione è stata subito dirottata sulla Sardegna. Sulle cose fatte e quella da portare a termine: «Non c'è mai stata tanta attenzione per la Sardegna come con il nostro Governo», assicurando continuità di intenti in caso di vittoria del candidato premier Walter Veltroni. «Il Governo - ha ribadito Letta - nei prossimi anni ha la grande responsabilità di portare avanti un accordo che riequilibra un torto, oltre a continuare nella politica di riduzione delle servitù militari nell'Isola che la fine anticipata della legislatura ha interrotto prima di arrivare ad un risultato pieno».

Sui nomi in lizza per una poltrona in Parlamento il sottosegretario ha manifestato apprezzamento. In qualche caso nomi che hanno creato malumori tra i militanti democratici dell'Isola. Ma che per Letta «garantiscono esperienza e rinnovamento». Sul risultato elettorale l'ottimismo è forte. Soprattutto per quelli che si potranno ottenere in Sardegna: nell'isola, la banda di oscillazione col Popolo delle liberta di Silvio Berlusconi è ridotta, dicono nel Pd. «Grazie al risultato della Sardegna, il Pd vincerà le elezioni sia alla Camera che al Senato».

Per Letta, in Sardegna così come nelle Marche e in Liguria «si gioca la partita nazionale, in particolare al Senato». Per l'Isola la continuità politica con il governo nazionale potrebbe segnare una svolta decisiva. E per il presidente Soru «non vi sono dubbi sul risultato positivo del Pd in Sardegna, che vuol vincere con convinzione per dare sostegno a Veltroni». D'accordo il segretario regionale Cabras: «Ci presentiamo con le carte in regola per difendere i risultati ottenuti nei due anni di governo Prodi, anche nell'ottica del rilancio e della conferma della politica regionale».


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